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"Strategie terapeutiche nel tumore ovarico: clinici a confronto". E' il titolo di un convegno che si terrà venerdì 16 novembre, a partire dalle ore 8:30 e per l'intera giornata, presso l'hotel NH di Ravenna. L'evento è organizzato dall'Unità operativa di Ginecologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Croci" ed è presieduto dal dottor Giuseppe Comerci. Tutti i dettagli e le modalità di iscrizione nell'allegato pieghevole.

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Coloro che non sono più giovanissimi ricorderanno un servizio del tg degli anni ’80 in cui uno dei primi trapiantati di cuore italiani raccontava di aver fatto, seppure in maniera non competitiva e affiancato dal suo medico, anche lui appassionato  di podistica, la Maratona di New York. Al di là di un caso diventato famoso, è sicuro che anche chi ha avuto un trapianto di organo può (e anzi dovrebbe) fare attività fisica, in maniera controllata.

E proprio di questo importante argomento si parlerà nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e previsto per sabato prossimo, 10 novembre, presso l’hotel Ambasciatori di Rimini. “Attività fisica come terapia per i pazienti trapiantati: il punto a 10 anni dall’inizio del progetto ‘Trapianto… e adesso sport’” il titolo dell’evento che verrà moderato dal dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Cento Nazionale Trapianti. Tutti di altissimo livello i relatori, tra cui il dottor Giovanni Mosconi (responsabile nazionale del progetto “Trapianto… e adesso sport” e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna) e, sempre per l’Ausl Romagna, il dottor Gianluigi Sella. Inoltre le infermiere Loredana Succi e Daniela Fadda parleranno dell’esperienza maturata nei pazienti seguiti presso gli ambulatori nefrologici rispettivamente di Cesena e Forlì, mentre Roberta Amici illustrerà il coordinamento delle indagini nei pazienti trapiantati presso la Medicina dello Sport di Ravenna.

“Si tratta di un incontro molto prestigioso e sono contento che si svolga in Romagna – commenta il dottor Mosconi –. Da 10 anni stiamo lavorando sul tema dell’attività fisica per le persone trapiantate ed è il momento di confrontarci su tutti gli aspetti più rilevanti di questo argomento, soprattutto ad un livello così alto come quello che i relatori che verranno a Rimini consentiranno. Sono convinto che da questo incontro emergeranno anche importanti prospettive di lavoro futuro”.

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L’oncologia ravennate ad alto livello internazionale. Il reparto dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” fa parte infatti delle strutture coinvolte in un innovativo studio multicentrico che sta aprendo nuove frontiere nella cura del tumore del polmone, e il primario, dottor Federico Cappuzzo, che è coordinatore internazionale dello studio, ha relazionato sui risultati nel congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) a Monaco di Baviera.

Sono circa 700 i pazienti - affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule ad istologia non squamosa - coinvolti nello studio “Impower 130. E dallo studio è emerso che la combinazione di chemioterapia e Atezolizumab, un nuovo farmaco immunoterapico, aumenta in modo significativo la durata di vita di questi pazienti.

“Si tratta di uno studio di grande importanza - commenta il dottor Cappuzzo - che conferma come oggi l’immunoterapia sia il trattamento di riferimento dei pazienti con tumore al polmone avanzato. Il particolare questo studio conferma come l’immunoterapia in combinazione con la chemioterapia è efficace in tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro predisposizione ad una maggiore sensibilità all’immunoterapia. L’analisi dei diversi sottogruppi - sottolinea il professionista - mostra come solo i pazienti con metastasi epatiche hanno un minor beneficio, evidenziando la necessità di utilizzare per essi strategie più efficaci in questo specifico sottogruppo. I dati dello studio verranno a breve pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali”.

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Nel quarantennale della legge 180 sulla salute mentale, il 25 e 26 ottobre prossimi il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) di Ravenna, diretta dal dottor  ha organizzato l’undicesimo convegno nazionale degli “Spsc no restraint”. L’evento avrà luogo presso Mariani Lifestyle, a Ravenna (tutti i dettagli nell’allegato pieghevole). I reparti in cui si è riusciti a minimizzare la contenzione meccanica durante le situazioni di crisi in corso di degenza. Infatti, anche se ovviamente tutti gli Spdc cercano di andare in questa direzinoe, alcuni sono riusciti, nel corso del tempo, ad utilizzarla pochissimo o a non utilizzarla. Questi Spdc fanno parte, appunto, del Club degli “Spdc no restraint” tra cui quello di Ravenna nel quale l’ultima contenzione è avvenuta nell’agosto del 2016: circa 26 mesi fa.

Il numero annuo di pazienti ricoverati presso il reparto ravennate si attesta sui 450 circa. Il numero delle contenzioni è stato gradualmente ridotto nel corso degli anni, passando dalle 150 del 2000 alle 3 del 2016 di cui l’ultima, ad oggi, eseguita nell’agosto di quell’anno.

Non sono presenti leggi o norme che regolamentino la contenzione meccanica essendo stato il  Regio Decreto 615/1909 abolito con la legge 180. Anche il Regio Decreto comunque stimagtizzava il ricorso alla contenzione meccania prevedendo che (Capo IV art. 60) che “nel manicomio debbono essere aboliti o ridotti ai casi assolutamente eccezionali i mezzi di coercizione degli infermi e non possono essere usati se non con l’autorizzazione scritta del direttore o di un medico dell’istituto. L’autorizzazione indebita dell’uso di detti mezzi rende passibili coloro che ne sono responsabili di una pena pecuniaria … L’uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura in Case Private”.

Nel 2006 il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ha segnalato che in Italia “Il potenziale di abuso e di maltrattamento che l’uso di mezzi di contenzione ìresta fonte di particolare preoccupazione … Purtroppo sembra che in molti degli istituti visitati vi sia un eccessivo ricorso ai mezzi di contenzione”. Per questo motivo la Conferenza delle regioni e delle provincie autonome ha, nel 2010, stilato delle raccomandazioni per prevenire le contenzioni fisiche in psichiatria. In seguito a ciò diverse regioni, ta cui l’Emilia Romagna, hanno emanato delle direttive per il suo controllo. Oltretutto il ricorso alla contenzione è stigmatizzato dagli Ordini Professionali e nel 2015 il Comitato nazionale di bioetica ha ribadito la necessità di un suo superamento.

La prima giornata del convegno è dedicata agli aspetti giurici e normativi relativamente alla contenzione meccanica non solo in ambito psichiatrico. E’infatti previsto anche l’intervento di giuristi, magistrati, amministratori e responsabili di servizi sociali.

La seconda giornata, più tecnica, prevede il confronto tra diversi SPDC nazionali rispetto agli aspetti strutturali, organizzativi e tecnici che sono alla base del superamento della contenzione come mostrato sia da esperienze nazionali che internazionali.

Alle due giornate parteciperanno anche associazioni dei familiari e degli utenti per illustrare il loro punto di vista.

 

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E' il direttore dell'Urologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Crosci", dottor Salvatore Voce, il nuovo presidente nazionale della Siu (Società Italiana di Urologia). E' stato eletto all'unanimità ieri a conclusione del novantunesimo Congresso della Società scientifica, svoltosi a Riccione.
Laureato nel 1980 a Bologna, poi una lunga carriera all’ospedale di Ravenna, fino alla direzione, dal 2012, della Struttura Complessa e, dal 2013, anche la cattedra di Urologia presso l’Università degli Studi di Catania, il dottor Voce resterà come di consueto in carica un anno, con un mandato preciso su tre progetti di lavoro: maggiore integrazione tra le varie associazioni di urologi presenti in Italia, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida; promuovere l’utilizzo di alcune nuove tecnologie che per costi, necessità di formazione adeguata ed integrazione ospedaliera sono localizzate solo in alcuni centri della penisola, valorizzare ancora di più il progetto di sensibilizzazione del benessere maschile “Pianeta Uomo”, con una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani.
“Spesso – ha detto il professionista – le società scientifiche si sono contrapposte, sia per la differente appartenenza lavorativa della maggioranza dei soci (università versus ospedalità pubblica e privata) sia per la mission principale, che fosse divulgazione scientifica, formazione, training e altro. Ad oggi è ben diffusa nel territorio nazionale una sempre crescente integrazione tra ospedalità pubblica (che sempre più rientra nella rete formativa delle scuole di specializzazione) ed università e ritengo quindi che questo debba essere il punto di partenza per una crescente collaborazione ed integrazione tra le varie società scientifiche urologiche, cominciando ad esempio con la organizzazione di meeting comuni e la condivisione dei percorsi formativi dei giovani urologi nonché della stesura di linee guida”.
Non poteva, ne doveva, mancare un cenno alle azioni di sensibilizzazione sulla popolazione. “Darò anche un segnale necessario di continuità con i miei predecessori, portando ancora avanti la promozione del progetto di sensibilizzazione del benessere maschile con il nome ‘Pianeta Uomo’. In quest’ottica vorrei dedicare una attenzione particolare alle problematiche della sfera sessuale dei giovani uomini che sono sempre più diffuse nei nostri ambulatori. Quindi attenzione al benessere maschile a tutte le età dall’adolescenza alla senilità. Mi auguro di riuscire a portare a termine tutti questi progetti ambiziosi perché ritengo veramente possano contribuire in maniera efficace al miglioramento della qualità del nostro lavoro e della nostra cura del paziente”.

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Nel luglio 2017 l’Azienda USL aveva definito e sviluppato un progetto per incrementare la prevenzione ed i controlli sulla sicurezza e salubrità negli ambienti di lavoro nell’area portuale di Ravenna. Ora la collaborazione tra Ausl e Autorità Sistema Portuale di Ravenna, mirata alla sicurezza dei lavoratori, si è ulteriormente rafforzata. Il Servizio “Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro - PSAL” diretto dal dottor Giampiero Mancini (struttura che fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini), avrà infatti una propria sede all’interno dell’area portuale, in un edificio concesso in comodato gratuito dall’Autorità. Questa mattina ha avuto luogo la firma del relativo protocollo mentre domani si terrà un seminario sempre su progetti di miglioramento della sicurezza.

Procedendo con ordine. Nel 2017 è stato attuato, dall’Ausl Romagna, un apposito progetto di rilancio dell’attività di prevenzione dei rischi sul lavoro nel settore portuale: sono stati intensificati i controlli di oltre il 60 per cento, grazie anche all’assunzione di tre operatori ad hoc, ed è stato attivato un tavolo di confronto per fare il punto sulle misure di prevenzione nelle attività di carico-scarico autoveicoli da traghetti, coi vari soggetti in campo, tra cui in particolare Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, imprese.

 

Al fine di rafforzare ulteriormente la sinergia tra PSAL e Autorità di Sistema Portuale, e valutando che collocare una sede per gli operatori Ausl in prossimità delle attività lavorative portuali (come richiesto dalla stessa Ausl) sarebbe andato in quella direzione, l’Autorità ha deciso di mettere a disposizione dello Psal alcuni locali di proprietà demaniale situati al piano terra di una palazzina in piazzale Adriatico 11. I locali, presso i quali opereranno operatori che potranno svolgere così più celermente ed efficacemente attività di prevenzione, monitoraggio delle attività portuali ed anche controlli, vengono concessi in comodato gratuito salvo il pagamento delle utenze e dell’ordinaria manutenzione, come da apposito protocollo firmato oggi, alla presenza del presidente dell’Autorità Daniele Rossi, del direttore generale Ausl Marcello Tonini, del direttore del settore “Progettazione e Sviluppo Edilizio” dell’Ausl Enrico Sabatini e del dottor Mancini.

I positivi risultati già raggiunti attraverso la collaborazione tra le Istituzioni e le prospettive di ulteriori azioni e miglioramenti, saranno quindi illustrati nel seminario che si terrà nella mattinata di domani (martedì 2 ottobre) a partire dalle ore 8:30 nella Sala Conferenze dell’Autorità Sistema Portuale, via Antico Squero, 31, dal titolo “Miglioramento della sicurezza nella movimentazione di prodotti siderurgici di grandi dimensioni nel porto di Ravenna”.

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Nelle scorse settimane, attraverso le apposite procedure selettive, sono state individuate le figure di direzione di quattro unità operative dell’ambito territoriale di Ravenna che già da qualche tempo risultavano con direttori facenti funzione. A prevalere nelle selezioni sono stati, in tre casi su quattro, professionisti che già lavoravano per l’Azienda, favorendo così la continuità dei servizi.

E’ invece un ritorno quello del dottor Mauro Marabini, che è stato nominato direttore dell'Unità operativa "Cure Primarie" dell’ambito territoriale di Ravenna. Ravennate, 61 anni, dal 2011 lavorava presso l’Asl di Ferrara, per la quale aveva ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario. Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, master in amministrazione e gestione dei servizi sanitari, ha frequentato diversi corsi di formazione manageriale, anche all’estero, ed è stato consulente del Ministero della Salute. Ha svolto incarichi in vari ospedali e Asl italiani: ospedale di San Marino, ex Ausl di Ravenna, direttore sanitario dell’Asl di Camerino, direttore di presidio dell’azienda ospedaliera “Niguarda Ca’ Granda” (Milano), direttore generale dell’Asl di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), direttore sanitario dell’ospedale di Ancona, direttore di zona dell’Asl di Ascoli Piceno, direttore sanitario dell’ospedale “Careggi” di Firenze.

La dottoressa Antonella Mastrocola è stata nominata direttore del Centro di Salute Mentale dell’ambito territoriale di Ravenna. Dal 2013 era responsabile dell’unità operativa “Trattamenti psico-sociali intensivi e integrati per la disabilità psichiatrica” e anche in precedenza si era sempre occupata dei servizi psichiatrici del ravennate. La dottoressa Mastrocola si è laureata in Medicina e Chirurgia e ha conseguito diplomi di specializzazione in Psichiatria presso l’Università di Bologna e presso l’Istituto Italiano Psicanalisi di Gruppo di Roma. E’ nel direttivo della sezione italiana della World Association Psycosocial Rehabilitation e ha svolto attività didattica, oltre che in Romagna, in Veneto, Emilia, Sicilia e Sardegna.

La dottoressa Valeria Savoia è stata nominata direttore dell’unità operativa “Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Anch’essa ha sviluppato la propria carriera prevalentemente presso l’ex Ausl di Ravenna, dove lavora dal 1992 (precedentemente aveva lavorato a Cesena) e nell’ambito della quale ha collaborato anche a vari gruppi di progetto in collaborazione con gli Enti Locali e col mondo del sociale e della scuola; è consulente tecnico d’ufficio (Ctu) per l’Autorità Giudiziaria. La professionista ha conseguito laurea in medicina e chirurgia e specializzazione in Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’università di Bologna, col massimo dei voti, ed è stata relatrice e-o organizzatrice di vari convegni scientifici nonché docente in importanti corsi che si sono svolti in tutta la Romagna.

Il dottor Davide Tassinari è stato nominato direttore dell’Unità operativa di Ostetricia, Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione di Ravenna, che raggruppa i tre punti nascita di Ravenna, Faenza e Lugo. Il professionista si è laureato all’Università Cattolica di Roma e ha poi conseguito la specializzazione all’università di Verona. Fino al 2004 ha lavorato presso l’ospedale di Treviso, quindi presso gli ospedali di Cesena, Rimini (fino al 2016) e Lugo. Nel corso della sua carriera si è occupato in particolare di organizzazione e coordinamento di sala parto e delle emergenze clinico chirurgiche ostetriche e ginecologiche, di organizzazione di percorso nascita, di ambulatori per gravidanze a rischio e diagnostica prenatale. E’ membro delle principali società scientifiche di settore ed ha svolto una ricca attività convegnistica.

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Dopo aver ospitato il feretro di Francesco Baracca, l'Oratorio di Sant'Onofrio di Lugo, di proprietà dell' Ausl Romagna, torna protagonista di un altro importante evento, la mostra "Rossinissimo",dall'8 al 16 settembre 2018

 

Sabato 8 settembre, per i 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini e i 50 anni di vita e di attività della Pro Loco, Lugo ha ospitato un evento ispirato dall’associazione e rivolto ad omaggiare il grande musicista e compositore di Pesaro che visse due anni a Lugo agli inizi del 1800. Si tratta della mostra “Rossinissimo”, che sarà allestita, con la collaborazione di Ausl Romagna Cultura, all’interno dell’Oratorio Sant’Onofrio, dove sono custodite le spoglie dei canonici Giuseppe e Luigi Malerbi che insegnarono i primi rudimenti della musica a Rossini, e a pochi passi dalla Chiesa del Carmine nella quale Rossini si esercitava all'Organo di Gaetano Callido. La mostra è stata inaugurata  alla presenza di eminenti personalità del mondo della musica, a cominciare dal Maestro Riccardo Muti, direttore della Filarmonica di Chicago (vedi foto)

Presente anche il curatore della mostra, il Maestro Giuseppe Montanari, ex direttore musicale del palcoscenico della Scala, che nei suoi 50 anni di attività ha diretto opere e concerti in tutta Europa alla guida di prestigiose compagini orchestrali italiane, e alla presenza annunciata di rappresentanti del Governo italiano.

LA MOSTRA

La mostra sarà un viaggio nella vita e nelle opere di Rossini non soltanto attraverso il materiale (fotografie, documenti, reperti, scritti, testi e quant’altro) che la Pro Loco ha già iniziato a raccogliere non solo dai collezionisti lughesi ma anche dalla famiglia di un Maestro di musica e da Reto Mueller, studioso di Rossini e responsabile della Società tedesca Rossini nata nel 1989 con l’obiettivo di studiare la vita e le opere di Rossini, incoraggiare l’esecuzione di opere rossiniane in teatro e nei concerti e sostenere l'attività di musicisti, ricercatori, studenti e appassionati. Il paziente e appassionato lavoro della Pro Loco si avvale del patrocinio del Comune di Lugo e di Ausl Romagna Cultura,  della collaborazione dell’Aido Bassa Romagna, associazione che non si dedica solo alla promozione e sensibilizzazione sull’importanza della donazione degli organi, ma è anche promotrice di cultura, che nei giorni della mostra metterà a disposizione un gruppo di suoi volontari, e del mondo delle associazioni, in particolare della Cna e della Confartigianato di Lugo. In questo modo avviene un inconsueto incontro tra creazioni virtuose di alcuni artigiani locali e la storia della nostra città; questo quasi a provocare una contaminazione tra talenti artigiani e la storia di un territorio. E non va trascurato il prezioso contributo del progetto realizzato dalla Camera di Commercio di Ravenna, dalla Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese, da Cna e Confartigianato, e della concessionaria Peugeot Lattuga Giulio srl di Lugo. La mostra resterà aperta fino al 19 settembre 2018 e sarà visitabile anche negli stessi giorni in cui a Lugo si terrà l’importante Fiera Biennale della Bassa Romagna.

 

L'ORATORIO SANT'ONOFRIO

 

"L'oratorio, di proprietà dell'Ausl Romagna - spiega la dottoressa Sonia Muzzarelli, Responsabile  della conservazione del patrimonio storico-artistico Ausl della Romagna - risale al 1679 e si presenta, al suo interno, in stile prettamente barocco sia dal punto di vista architettonico che decorativo.Ci sono tre cappelle e un altare centrale, costruito in occasione del restauro degli anni '60. La cappella di destra è dedicata alla Beata Vergine di Loreto, quella di sinistra a San Giovanni di Natha.
L'oratorio è ricco di tele, affreschi e stucchi di Tommaso Missiroli, detto il Villano, e di Ignazio Stern. Quasi tutte le suddette opere raffigurano momenti della vita di S. Onofrio. Sopra la porta di ingresso è stato innalzato il cinotafio (ossia il monumento sepolcrale vuoto) in onore nel defunto Clemente Galanotti, che aveva disposto la costruzione dello stesso oratorio.Per maggiori info sulla storia dell'oratorio e sulle opere d'arte conservate, scarica qui la pubblicazione a cura dell'Azienda USL Ravenna-Romagna.Attualmente chiusa al culto religioso, ospita mostre e rassegne d'arte.
Per informazioni e prenotazione visite guidate: sonia.muzzarelli@auslromagna.it

 

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Prendersi cura di persone con esperienza di disagio psichico vuol anche dire assumersi il compito di attivare azioni a contrasto dello stigma di cui troppo spesso sono oggetto. E’ questo lo spirito della mostra fotografica “Con quali occhi” che nei mesi di agosto e settembre viene ospitata al “Centro di Medicina e Prevenzione” (CMP) di via Fiume Montone Abbandonato a Ravenna. Il progetto è realizzato dall’associazione “Il cerchio e l’albero ONLUS” e punta a coinvolgere i visitatori della mostra anche al di là della mera visione. La mostra è composta da foto scattate da persone in cura presso i Servizi di Salute Mentale e non, a partire da 10 parole chiave che sono state interpretate dai partecipanti al progetto. Per ognuna di esse viene esposta una foto scattata da una persona con esperienza di malattia mentale e da una persona che non ha questa esperienza. Dopo averle viste, il visitatore può, a sua volta, fare una foto scegliendo una o più parole chiave e inviarla all’associazione tramite Whatsapp (tutti i riferimenti sono nell’allegato volantino) in modo da “proseguire” il percorso intrapreso dalla mostra e arricchirla di altri “punti di vista”.

Foto, scatti che catturano un’emozione, che regalano un’emozione, che restituiscono un’idea e fanno nascere riflessioni.

Persone che condividono un’esperienza e lo fanno a partire dal loro essere “persone nel mondo”.

Il Direttore del Distretto di Ravenna,  Roberta Mazzoni, ringrazia l’Associazione “il Cerchio e l’Albero ONLUS”  per la realizzazione del progetto e la messa a disposizione del materiale fotografico comunicando che la mostra è  allestita presso il Centro di Medicina Preventiva di Ravenna ed è visibile nelle giornate ed orari di apertura della struttura: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 13:00; martedì e giovedì anche dalle 14:30 alle 17. In ottobre poi si sposterà a Faenza (Bistrò Rossini) e in novembre e dicembre al Palazzo Comunale di Bagnacavallo.

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Martedì, 14 Agosto 2018 12:12

West Nile virus: ecco come limitare i rischi

A seguito del verificarsi di alcuni casi di pazienti affetti da virus West Nile il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'A.USL della Romagna intende rimarcare alcune importanti informazioni in merito.

Va innanzi tutto evidenziato che il virus West Nile ha solitamente un decorso benigno, salvo per pazienti già in condizioni di salute critiche per cause pregresse. L’infezione nella maggior parte dei casi non provoca neppure la comparsa di sintomi, oppure si manifesta con sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Solo in casi rari, in meno dell’uno per cento delle persone colpite, soprattutto se anziane o con alterazioni del sistema immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. Non si tratta inoltre di una patologia che si trasmette da uomo a uomo, bensì attraverso l’azione di un insetto vettore quale la zanzara che, però, può assumere il virus solo da un uccello e non da una persona già infetta.

Nell'evidenziare che non sussiste allarme sanitario, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl, in stretto raccordo e collaborazione con le Amminsitrazioni Comunali, a fianco delle informazioni già rilasciate dalla Regione Emilia Romagna (si allegano tre pieghevoli informativi della relativa campagna regionale), intende comunque rimarcare alcune misure di prevenzione per limitare rischi sanitari, di cui si raccomanda l’adozione da parte di tutti i cittadini. Il virus West Nile si trasmette attraverso le punture di zanzare del genere Culex, comuni nelle nostre zone, che sono attive e pungono durante le ore serali e notturne diversamente dalla zanzara tigre che punge soprattutto di giorno. E per prevenire questa malattia, come altre che coinvolgono insetti vettori,  le fondamentali misure precauzionali si possono sintetizzare in due punti essenziali:

1) evitare le punture delle zanzare

2) cercare di ridurre al minimo il numero di zanzare contrastandone la proliferazione.

Come evitare le punture delle zanzare

Ecco alcune semplici raccomandazioni da seguire per proteggersi dalle punture di zanzara nelle ore serali e notturne:

  • All’aperto indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (con maniche lunghe e pantaloni lunghi).
  • Evitare i profumi, le creme, i dopobarba, ecc. che attraggono gli insetti.
  • Applicare repellenti cutanei su tutte le parti scoperte del corpo, compreso il cuoio capelluto se privo di capelli, ripetendo il trattamento perché i prodotti evaporano rapidamente e vengono asportati dal sudore. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra e bocca), sugli occhi e su cute irritata o con ferite. E’ opportuno non utilizzare spray direttamente sul viso, ma applicare il prodotto con le mani.

La durata della protezione dipende dal principio attivo e dalla sua concentrazione.

L’uso dei repellenti non va fatto in modo indiscriminato, ma seguendo scrupolosamente le indicazioni e le avvertenze riportate sulla confezione e prestando particolare attenzione per le donne in gravidanza e per i bambini, per i quali devono essere scelti i prodotti indicati in base all’età.

I prodotti repellenti possono anche essere spruzzati sui vestiti.

  • Per gli ambienti chiusi schermare finestre e porte-finestre con zanzariere a maglie strette. In alternativa è possibile utilizzare apparecchi elettrici emanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, ma tenendo sempre le finestre aperte.

In presenza di zanzare all’interno delle abitazioni si può ricorrere a prodotti in bombolette spray a base di estratto o derivati del piretro, insetticida che si degrada rapidamente soprattutto dopo aerazione dell’ambiente.

Come contrastare la proliferazione delle zanzare

Si ricorda che le Amministrazioni comunali effettuano periodicamente trattamenti larvicidi su pozzetti e caditoie di strade e piazze pubbliche e su parte dei fossi e degli scoli che si trovano alla periferia dei centri abitati.

Inoltre in base ad una recente ordinanza in occasione di manifestazioni pubbliche che si svolgono in orario serale e in aree verdi o con presenza di verde, con presenza di numerose persone, gli organizzatori devono effettuare preventivamente un trattamento con prodotti abbattenti nei confronti delle zanzare.

E l’Azienda USL ha già dato indicazioni ai territori interessati per incrementare i trattamenti contro le larve.

Per contribuire alla riduzione del numero delle zanzare si ritiene opportuno ribadire la necessità che i cittadini continuino ad effettuare con regolarità i trattamenti antilarvali nelle loro proprietà, come previsto anche dalle ordinanze sindacali emesse per la lotta alla zanzara tigre da ogni Comune della nostra provincia. Qualora all’interno delle proprietà private non sia possibile eliminare i ristagni d’acqua occorre usare i prodotti larvicidi in pozzetti, caditoie, grigliati, cisterne, bidoni, contenitori per raccolta d’acqua, fossi, scoli, ecc. I trattamenti vanno effettuati fino a tutto il mese di ottobre con cadenza periodica secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.

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