Presentazione dei Progetti “Ausl Romagna Cultura” e “Sua Maestà Anatomica” nelle commissioni Sanità e Cultura della Regione Emilia Romagna

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Presentata in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, i Progetti “Ausl Romagna Cultura” e “Sua Maestà Anatomica” sulla figura di Giovanni Battista Morgagni.

Pierdomenico Lonzi, della direzione generale dell’Ausl Romagna, ha illustrato il Progetto Aziendale CURA (Corporate Academy dell’Ausl Romagna) che si prefigge di “integrare saperi, culture, patrimonio e professionalità”. Uno dei settori trainanti del progetto CURA è proprio “Ausl Romagna Cultura”.

Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, ha rimarcato che Morgagni “è stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina: è il fondatore della patologia moderna”. Lo storico della medicina Francesco Puccinotti, ha poi aggiunto, “scrisse di Morgagni che ‘se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano si nominerebbe da lui”. La docufiction, ha spiegato infine Rambelli, “nasce da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura: istituto che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’Ausl, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna e la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale”.

È poi intervenuta Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico archivistico dell’Ausl Romagna, che ha parlato di obiettivi, come quello primario “di mettere in sicurezza questo importante patrimonio, cercando di renderlo il più possibile fruibile”.

Mentre Luca Saragoni, anatomo patologo dell’ospedale di Forlì, e Mirko Traversari, antropologo fisico dell’Università degli studi di Bologna (sede di Ravenna), sempre sulla figura del Morgagni, hanno spiegato quelle che sono state le “innovazioni rivoluzionari introdotte da questo medico, anatomista e patologo in un’epoca difficile come il settecento”.

La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa, l’attore protagonista è Riccardo Mei.

È poi intervenuta la consigliera Valentina Ravaioli , che sul progetto ha parlato di “un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio, con l’obiettivo di renderlo fruibile a una platea più ampia, con attenzione particolare ai più giovani: una sfida ambiziosa e necessaria specie in un momento storico caratterizzato da un pericoloso oscurantismo di ritorno nei confronti della scienza”.

In conclusione, il presidente Paolo Zoffoli ha rimarcato l’originalità del progetto, “può essere un modello”. Sullo stesso tema ha poi sottolineato l’importanza di “fare crescere, attraverso una rete di collaborazioni, il territorio, anche attraverso la valorizzazione del lavoro dell’Ausl”.

 

Letto 496 volte Ultima modifica il Lunedì, 25 Febbraio 2019 16:25
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