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Si informa la cittadinanza che, a causa del tranciamento di un cavo dati verificatosi durante lavori sulla sede stradale, non effettuati dall'Azienda, la sede Ausl di via Circonvallazione non è al momento nelle condizioni di effettuare le funzioni di sportello. Sono quindi sospesi i servizi Cup, Cassa, scelta revoca medica e le altre pratiche ammininistrative. L'Azienda è in contatto con la ditta che sta eseguendo i lavori e i titolari della linea di trasmissione dati per sollecitare la risoluzione più tempestiva possibile al problema e al tempo stesso sta vagliando ipotesi tecnologiche alternative. In questo momento però si invita l'utenza a recarsi presso gli altri sportelli Cup del territorio, o ad utilizzare il servizio Cuptel o Farmacup. Sarà cura dell'Azienda comunicare tempestivamente l'evolversi della situazione. L'Azienda si scusa per il disagio, sebbene in alcun modo ad essa imputabile.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Simone Vidale è stato nominato direttore dell’Unità Operativa di Neurologia di Rimini. Alla conferenza stampa di presentazione svoltasi stamattina hanno partecipato anche il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti ed il direttore medico del Presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti.

Il dottor Vidale si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università di Varese, dove poi si è specializzato in Neurologia nel 2008. La sua carriera professionale inizia presso l’Azienda ospedaliera ‘Ospedale Sant’Anna’ di Como, come responsabile delle sperimentazioni cliniche. Dal 2009 al 2010 ha collaborato con l’unità operativa di Neurologia del Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda ospedaliera di Lecco, dove si è occupato anche del progetto della Regione Lombardia sulla organizzazione dei percorsi gestionali di pazienti con ictus cerebrale. Nel 2010 è tornato al Sant’Anna di Como, dove ha ricoperto l’incarico di alta specializzazione in Malattie cerebrovascolari e Stroke Unit fino al momento dell’attuale nomina.

Fin dall’inizio della sua attività il dottor Vidale ha svolto una intensa attività di sperimentazione clinica nell’ambito diagnostico terapeutico delle principali patologie neurologiche in particolare di quelle acute, come l’ictus cerebrale.  Autore e coautore di decine di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionale, ha partecipato e tenuto numerosi corsi e convegni. E’ inoltre membro delle principali società scientifiche di settore. Negli ultimi anni, il dottor Vidale ha dedicato la propria attività anche allo studio e all’implementazione di modelli organizzativi per le reti clinico-assistenziali dedicate all’ictus cerebrale.

L’Unità Operativa di Neurologia è una struttura complessa che afferisce al Dipartimento Internistico di Rimini. L’attuale dotazione organica prevede 9 medici compreso il primario, 5 infermieri compreso il coordinatore infermieristico, 5 tecnici di Neurofisiopatologia e 1 psicologo part-time. Il reparto dispone due posti letto ordinari e due di day hospital che saranno incrementati, con l’attivazione di 8 posti letto, come previsto nel documento “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”, come evidenziato dal dottor Cicchetti. Il via nei primi mesi del 2020.

Il reparto assicura ogni anno circa 180 – 200 ricoveri in day Hospital. Per quanto riguarda l’attività ambulatoriale, ogni mese, vengono effettuate circa 480 visite ambulatoriali (300 a Rimini; 80 a Novafeltria; 100 a Cattolica) e 250 visite ambulatoriali di secondo livello, con oltre 600 pazienti con Sclerosi Multipla in carico; 600 pazienti circa con epilessia; 500 pazienti circa con parkinson; 300 pazienti circa con malattie neuromuscolari, di cui circa 30 seguiti a domicilio; 50 pazienti circa affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica; 100 pazienti circa con Neuropatie croniche; circa 300 pazienti con demenza e esecuzione di test neuropsicologici complessi in 20 pazienti circa al mese (in collaborazione con Centro dei Disturbi Cognitivi e Demenze Aziendale). Ogni settimana vengono eseguiti poi circa 50 esami di elettromiografia e 60 elettroencefalogrammi.

Per quanto riguarda l’attività di urgenza-emergenza, sono circa 12 -14 le visite effettuate ogni giorno in Pronto Soccorso. Dall’inizio dell’anno ad oggi, in collaborazione con il Pronto Soccorso e la Medicina d'urgenza, sono stati effettuati oltre 140 trattamenti trombolitici farmacologici sistemici in pazienti con ictus ischemico acuto, di cui alcuni trasferiti a Cesena per il trattamento endovascolare di disostruzione delle arterie cerebrali.

“Il nostro lavoro è dare le migliori opzioni al paziente, sia in urgenza sia cronico, e lo faremo qui a Rimini e anche in collaborazione con le altre Neurologie dell’intera Romagna in ottica di rete” ha detto il dottor Vidale.

“Con la nomina di questo professionista – ha insistito il dottor Busetti – completiamo la copertura dei primariati di Neurologia in Romagna, che vede la storica figura del dottor Pietro Querzani a Ravenna, l’arrivo poche settimane fa, sempre dalla Lombardia, del dottor Fabio Longoni per Forlì – Cesena, e ora il dottor Vidale per Rimini”.

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L’Unità operativa di “Ortopedia e Traumatologia” del presidio ospedaliero di Riccione – Cattolica ha un nuovo direttore: il dottor Massimo Pompili. Il professionista è stato presentato questa mattina, alla presenza del direttore del dipartimento Osteoarticolare dell’Ausl Romagna Alberto Belluati e del direttore medico del presidio ospedaliero Bianca Caruso.

Il dottor Pompili arriva dall’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (Struttura semplice dipartimentale di “Revisione delle protesi d’anca e di ginocchio e sviluppo nuovi impianti”) e precedentemente aveva lavorato per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma presso la quale ricopriva il ruolo di responsabile della Struttura semplice dipartimentale “Programma di Traumatologia nel Dipartimento di Emergenza urgenza”; per la stessa Azienda era inoltre membro del Trauma Service. Ancor prima aveva lavorato presso l’ospedale Maggiore di Bologna, e precedentemente aveva svolto incarichi temporanei presso altri ospedali.

Il dottor Pompili ha all’attivo oltre cinquemila interventi chirurgici, sia in Chirurgia ortopedica sia di Traumatologia. Si è occupato in particolare dei politraumi e della traumatologia del bacino, per cui svolgeva anche attività didattica presso la relativa Scuola di specializzazione. Ha svolto inoltre attività accademica presso l’Ateneo di Parma nonché presso le strutture in cui ha operato. Durante il servizio militare il dottor Pompili è stato sottotenente medico presso l’Ospedale militare di Padova. Ha inoltre svolto attività all’estero presso il Saint Luke’s Medica Center e l’Harrington Arthritis Research Center di Phoenix in Arizona.

Laureatosi all’Università di Bologna nel 1984 il professionista ha conseguito la specializzazione presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna nel 1989 col massimo dei voti, ed ha all’attivo decine di pubblicazioni e un nutritissimo l’elenco di corsi e convegni cui ha partecipato come uditore o relatore,

L’Unità operativa di “Ortopedia e traumatologia” di Riccione è una struttura complessa, inserita nel Dipartimento Osteoarticolare diretto dal dottor Alberto Belluati, che dispone di 27 posti letto di degenza ordinaria ed 1 di day hospital, e svolge attività operatoria presso gli ospedali di Riccione e Cattolica. Sono oltre 1.800 l’anno i pazienti dimessi compresi quelli di day hospital. Le patologia più frequentemente trattate sono la sostituzione di articolazioni, gli interventi su ginocchio, su anca o femore, sul piede, sia per adulti sia per minorenni, la rimozione di mezzi di fissazione interna. Si aggiunge l’attività ambulatoriale per circa 18mila prestazioni annue sia per pazienti esterni (circa 12mila) sia in consulenza per pazienti di Pronto soccorso o ricoverati.

“I nostri principali obiettivi – ha detto il dottor Pompili – son quelli aumentare ulteriormente la percentuale di pazienti con fratture di anca o femore entro le 48 ore, che è un obiettivo di qualità a livello nazionale e regionale e che già conseguiamo nell’80 per cento dei casi. Inoltre vogliamo aumentare il volume di interventi in elezione per le protesi di anca, anche per i reinserimenti, cioè pazienti in cui per vari motivi, necessita la sostituzione della protesi. Infine stiamo lavorando alla creazione del fast track ortopedico, vale a dire l’invio dei pazienti con problemi ortopedici che si presentano in Pronto soccorso, direttamente in Ortopedia, dove completeranno il loro iter di cura senza dover tornare in Pronto soccorso. Questo agevolerà ovviamente i pazienti e allo stesso tempo contribuirà a sgravare il Pronto soccorso. Più in generale lavoreremo per dare risposta ai residenti del territorio, per tutte le problematiche di ordine ortopedico che si possono presentare”.

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All’ospedale di Riccione una neonata di sole 6 settimane di vita è stata recentemente sottoposta con successo ad un delicato intervento chirurgico ad un occhio affetto da cataratta congenita, che le avrebbe irrimediabilmente compromesso la capacità visiva.

“La cataratta – spiega il dottor Andrea Mercanti, primario dell’unità operativa di Oculistica dell’Ambito Territoriale di Rimini - causa la perdita di trasparenza del cristallino, ovvero la lente naturale all’interno del nostro occhio. La patologia, che ancora oggi al mondo rappresenta una delle principali cause di perdita della vista - è solitamente un fenomeno fisiologico dovuto all’invecchiamento dell’occhio. Raramente – spiega il dottor Mercanti - si riscontra in giovane età ma nei bambini può verificarsi in forma congenita,alla nascita, ostacolando gravemente lo sviluppo della funzione visiva che avviene proprio a partire dai primi mesi di vita. E’ pertanto necessario intervenire chirurgicamente il prima possibile”.

La neonata è stata dunque sottoposta ad un intervento di lensectomia, tecnica chirurgica molto delicata che consiste nell’asportazione del cristallino catarattoso e della parte più anteriore del corpo vitreo. “Solitamente – precisa il dottor Mercanti -  nei pazienti adulti al posto del cristallino rimosso ne viene inserito uno artificiale; in questo caso, poichè il bulbo oculare della neonata è estremamente piccolo, è stata lasciata afachica, cioè senza cristallino intraoculare artificiale. La piccola paziente dovrà comunque essere sottoposta a un lungo percorso di riabilitazione visiva, mediante l’utilizzo di lente a contatto sino a quando sarà utile sottoporla ad un impianto di cristallino artificiale secondario”.

“Fondamentali per il buon esito dell’intervento – tiene a sottolineare il primario – risultano essere stati una diagnosi precoce attraverso i test di screening della funzione visiva in epoca neonatale e la stretta collaborazione multiprofessionale tra neonatologi, pediatri, oculisti ed anestesisti, tra Riccione e Rimini, riscontrabile solo in strutture sanitarie di livello”.

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Corso

“Cancellare l’epatite C. Mission impossible? Un approccio multidisciplinare e multiprofessionale”

mercoledì 20 novembre 2019

ore 14,30 (registrazione dalle 14,00)

Sala “M. Pieratelli”, Ospedale “G.B. Morgagni-L. Pierantoni”, Forlì

 

 

Il Corso affronterà i temi epidemiologici, analizzerà i percorsi di eradicazione presentando gli schemi terapeutici più efficaci e meglio tollerati, rivolti anche ai casi più complessi e difficili da trattare. Sarà, infine, considerato l’aspetto evolutivo - in termini etiologici - delle epatopatie croniche nei prossimi anni: eradicata l’epatite C, saranno affrontate l’epatite B, la Delta ed il danno epatico emergente da alcol, obesità e diabete.

Il Corso sarà dedicato non solo ai medici, agli infermieri, ai tecnici ed ai farmacisti - con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale - ma anche ai volontari, alle persone malate ed ai loro familiari che hanno combattuto, a fianco del servizio sanitario, quest’incredibile battaglia.

Il Corso sarà aperto dal saluto del Sindaco di Forlì Gianluca Zattini e della Direzione Generale dell'AUSL della Romagna. Apriranno i lavori le letture di Loreta Kondili (Istituto Superiore di Sanità, Roma) e Alfredo Alberti (Padova).

Fra i relatori, sono stati invitati Pietro Andreone (Baggiovara), Maria Cristina Morelli (Bologna), Gabriella Verucchi (Bologna). Interverranno anche Francesco Girelli, Giovanni Mosconi, Salvatore Ricca Rosellini e Deborah Tumedei dell’Ospedale di Forlì. Moderatori Francesco Cristini, Carlo Fabbri, Giovanni Mosconi e Fabio Pieraccini.

 

 

DESTINATARI:

Il Corso è aperto a tutti ed è, in particolare, rivolto a medici, infermieri, biologi, farmacisti, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia.

 

ISCRIZIONE - codice Corso 20869:

L’iscrizione è gratuita. Per il personale dipendente del SSN della RER: online sul “Portale del Dipendente WHR-TIME”. Per il personale non dipendente del SSN della RER e non registratosi in precedenza: online su htpps://portale-ext-gru.progetto-sole.it

 

ECM:

Sono stati attribuiti i crediti ECM per gli operatori indicati. Il questionario di gradimento dovrà essere compilato esclusivamente online tramite il “Portale del Dipendente WHR-TIME” alla voce “Formazione - Corsi questionari” entro e non oltre quindici giorni dalla data di fine convegno: la mancata compilazione precluderà l’assegnazione dei crediti ECM.

 

INFO:

Salvatore Ricca Rosellini e Daniela Venturini, U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì-Cesena

Ospedale “G.B. Morgagni-L. Pierantoni”

via C. Forlanini, 34 - 47121 Forlì (FC)

Telefono: 0543 735040 - 735400 - 735401

Email: salvatore.riccarosellini@auslromagna.it

Email: daniela.venturini@auslromagna.it

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Ancora riconoscimenti scientifici per l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Sono arrivati nell’ambito del congresso nazionale di Urologia, svoltosi recentemente a Venezia, presieduto dal dottor Salvatore Voce, presidente (uscente) della Società Italiana di Urologia e direttore del reparto di Urologia dell’ospedale ravennate.

“È stato un anno ricco di impegni, incontri e soddisfazioni che si è concluso degnamente con l’organizzazione e la presidenza del più importante congresso di urologia italiano - commenta il dottor Voce -. Erano presenti duemila urologi tra cui i più importanti professionisti europei e statunitensi”.

E nell’ambito del congresso l’Urologia di Ravenna si è particolarmente distinta per le molteplici presentazioni durante le sedute plenarie e le moderazioni. In particolare va evidenziata la premiazione del dottor Giulio Francesco Reale che si è aggiudicato il “Premio D’Armiento” come migliore lavoro scientifico di Endourologia italiana e del dottor Gaetano Antonino Larganà che si è aggiudicato il “Premio Naturneed 2019”.

I risultati ottenuti hanno avuto notevole rilevanza nazionale con vari articoli presentati sulle maggiori testate giornalistiche italiane (Corriere della Sera, Repubblica ecc.). E grande successo ha avuto la sessione, definita Urotechno, in cui sono state presentate le più recenti e innovative tecnologie relative ai trattamenti focali dei tumori urologici, con tecniche mini-invasive, fortemente voluta dal dottor Voce, il quale è stato infine coinvolto nella presentazione delle più recenti terapie farmacologiche in tema di immunoterapia per il trattamento dei tumori della prostata, del rene e della vescica.

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Si è svolta questa mattina presso la sede del “118 Romagnasoccorso” una conferenza stampa per presentare un’iniziativa che si svolgerà sabato prossimo, 19 ottobre, in piazza San Francesco a Ravenna, per la sensibilizzazione rispetto al tema della Rianimazione cardiopolmonare e dell’intervento di soccorritori “laici” quando questo evento si verifica, aumentando la probabilità di sopravvivenza per le persone colpite. Erano presenti l’assessore Gianandrea Baroncini del Comune di Ravenna, il direttore medico dell’ospedale di Ravenna Paolo Tarlazzi, il direttore di “118 Romagnasoccorso” Mauro Menarini, Marco Petroncini in rappresentanza del comando dei Vigili del Fuoco, Angela Gulminelli (Pubblica Assistenza di Ravenna) ma l’iniziativa è supportata anche da Croce Rossa e Cooperativa Bagnini.

In Europa gli arresti cardiaci sono 400mila di cui il 70 per cento in presenza di qualcuno che potrebbe cominciare il massaggio cardiaco. Nell’area di Ravenna in media ogni due giorni una persona necessita dell’intervento di rianimazione cardiopolmonare del “118 Romagnasoccorso”, per un totale di 150-200 interventi in un anno.

L’arresto cardiaco è causa di morte improvvisa in otto casi su dieci dei decessi di origine cardiovascolare; in Italia si stima un’incidenza di 50-60 mila persone all’anno e l’esito dell’intervento dei soccorsi è positivo nell’11-16 per cento dei casi. Fondamentale, nell’attesa del personale sanitario, è praticare le prime manovre di rianimazione e l’utilizzo del defibrillatore. Il tempo per agire è poco circa 5 minuti prima che si instauri un danno al cervello per mancanza di ossigeno, e dopo 10 minuti, in assenza di manovre di rianimazione, i danni sono IRREVERSIBILI.

Per questo già da anni si svolgono corsi in cui si formano persone che non svolgono professioni mediche o sanitarie, i cosiddetti soccorritori laici, alla rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico Dae. Anche a Ravenna è dunque presente un piccolo esercito di persone che sono addestrate ed autorizzate a svolgere queste operazioni, che ora hanno uno strumento in più. Attraverso una App regionale, infatti, questi soccorritori possono essere geolocalizzati dalla Centrale operativa del 118 qualora si trovino nei pressi di un evento di arresto cardiorespiratorio, per aiutare, se serve, in attesa dell’arrivo del 118. “La prospettiva – ha comunque spiegato il dottor Menarini – è comunque che chiunque possa intervenire, anche senza aver fatto il corso, poiché a fronte di un paziente con un arresto un massaggio cardiaco, guidato per telefono dalla centrale 118, anche se effettuato da un non esperto, può avere un effetto positivo. E perché l’uso del Dae è oramai di una semplicità estrema. Al momento per poter intervenire bisogna aver fatto un corso ma è al vaglio un disegno di legge che aprirebbe la possibilità d’intervento a tutti. E’ importante anche perché il numero di casi aumenta e spesso in persone sempre più giovani”.

L’assessore Baroncini ha a sua volta sottolineato l’importanza “di una cultura diffusa del soccorso, grazie alla quale i cittadini hanno gli strumenti e la possibilità per aiutare persone che stanno male. Spesso mi capita di inaugurare nuovi defibrillatori sul territorio, che sono indispensabili, ma non bastano. E’ importante che ci siano, sul territorio, sempre più persone in grado di utilizzarli”.

Per questo il “118 Romagnasoccorso” insieme all'AUSL Romagna e al Comune di Ravenna hanno accettato di promuovere la campagna sostenuta dalla Regione Emilia Romagna e promossa dal Parlamento Europeo, denominata "Settimana ViVa per la Rianimazione Cardiopolmonare”, attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza con prove pratiche su manichino.

All'importanza di queste azioni di primo soccorso, che possono eseguite anche da persone estranee al settore d' dedicata la giornata di Sabato 19 ottobre 2019 dalle ore 10 in Piazza San Francesco a Ravenna.

L'iniziativa è supportata da Croce Rossa Italiana di Ravenna, Pubblica Assistenza di Ravenna e Cooperativa bagnini di Ravenna, la giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla problematica delle morti improvvise, cioè quelle inattese per cause cardiache di persone apparentemente sane, e sulle manovre da mettere in atto per evitare o limitare i rischi per la salute connessi all’arresto cardiaco.

Il programma prevede incontri e dimostrazioni pratiche e formazione per la rianimazione cardiopolmonare: esperti del 118 e volontari delle associazioni coinvolte aiuteranno le persone all’addestramento delle manovre di Rianimazione CardioPolmonare e all’uso del defibrillatore oltre alla presentazione dell’App DAERespondER.

In Piazza San Francesco saranno allestiti spazi dedicati dove sarà possibile ottenere informazioni e una tensostruttura che ospiterà le iniziative.

In allegato le cartoline relative alla app.

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Ancora un segno di vicinanza, da parte della Società Civile, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” e in particolare al reparto di Pediatria e Tin. E’ infatti partita una vera e propria gara di solidarietà per raccogliere i fondi necessari ad arricchire il reparto con lettini pediatrici per i pazienti più piccini.

Il reparto, diretto dal professor Federico Marchetti rappresenta uno dei punti strategici più importanti della struttura e ormai da tempo uno dei fiori all’occhiello dell’offerta sanitaria rivolta alla popolazione del territorio del Ravennate. E la professionalità, la passione e l’amore dei professionisti (medici, infermieri, oss…), nei confronti dei piccoli pazienti, trova riscontro, da parte della cittadinanza, anche attraverso la partecipazione al miglioramento dell’offerta, che non può mai dirsi essere raggiunta. Ogni nuova donazione infatti, migliora e completa ulteriormente la già più che valida dotazione tecnologica ed aiuta ad incrementare il confort delle famiglie che devono trascorrere un po’ del loro tempo all’interno della nostra struttura.

La campagna di raccolta fondi ”Insieme si puo” va proprio in questa direzione. E’ stata ideata dalla signora Fortunata Franchi, sostenuta dal patrocinio del Comune di Ravenna e naturalmente dall’Ausl Romagna, con il contributo della “Banca di Credito Cooperativo Ravenna Forlivese ed Imolese”, di Cna Ravenna e della Tipografia Scaletta (grazie alla cui sensibilità e impegno sono stati creati 56 punti di raccolta fissi in diversi negozi e punti della città e forese, oltre al coinvolgimento di vari altri soggetti). Soggetti che sono intervenuti alla conferenza stampa di stamane, di presentazione delle iniziative.

La raccolta fondi è stata già sostenuta da diversi cittadini, tra cui la dottoressa Angela Gulminelli e il “Gruppo mamme” del nido “Crescere Insieme”, e da diverse associazioni. In particolare “Le Magline di Porto Fuori” ha aderito con una donazione importante.

L’iniziativa proseguirà con vari eventi come quello che effettuerà la Pizzeria Ristorante “Il Molinetto” di Ravenna che nella serata di sabato 12 (DOPODOMANI) donerà tutto il ricavato dalla vendita dei dolci. E ancora: “Il Sogno del Bambino” di Stefania Facchini dedicherà l’evento ed il ricavato di “Spazio Caffè Mamme” di tutto il mese di ottobre alla raccolta fondi ed il forno “Nonna Iride” offre il rinfresco per l’iniziativa di “Spazio Caffè Mamme”; il Ristorante Pizzeria “L’Ustaria” di Savarna di Ravenna effettuerà il “Bimbo day” nella giornata del primo dicembre ed il ricavato che deriverà dai pasti dei bimbi sarà devoluto. Prossimamente aderirà anche il Circolo PD di Fosso Ghiaia che dedicherà il ricavato del pranzo in memoria di Sergio Nicosanti, il 15 dicembre, all’iniziativa. Altri doverosi ringraziamenti vanno a “Pirilampo Ravenna ForKIDS” per l’iniziativa che sta preparando per il 3 novembre, nonchè “La Ruota Magica”, “Studio Delta”, Ravennanotizie e RavennawebTV per il sostegno.

Al di là di quanto già fattola sottoscrizione prosegue, perché per raggiungere l’obiettivo, pari a 8.500 euro, serve  il supporto di quanti vorranno aggiungersi alla già lunga schiera di benefattori. E a questo proposito si ricorda che è stato attivato un apposito conto corrente bancario con le seguenti coordinate: IT22W0854213110044000310996 .

Perché… “Insieme si può”.

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Il Laboratorio a Risposta Rapida dell’Ospedale “Ceccarini” di Riccione è stato completamente rinnovato, dal punto di vista strutturale – architettonico, nei locali che vengono oggi inaugurati, e con l’occasione anche rinnovato dal punto di vista delle apparecchiature. Questa mattina l’inaugurazione alla presenza del sindaco Renata Tosi, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del direttore medico del presidio ospedaliero Bianca Caruso, del direttore del dipartimento Anatomia patologica, Medicina trasfusionale e di Laboratorio di Pievesetina Romolo Dorizzi, del responsabile dei Laboratori a risposta rapida del Riminese Antonio Argento e del direttore Infermieristico e tecnico di Rimini dell’Ausl Romagna Andrea Galeotti.

Come spiegato dal dottor Dorizzi, la struttura viene utilizzata per le analisi di laboratorio in urgenza ed intra-ospedaliere, necessarie per gli ospedali “Ceccarini” di Riccione e “Cervesi” di Cattolica, sempre in stretta integrazione con il Laboratorio Unico di Pievesestina dove viene inviata la maggior parte dei campioni e che, come noto, è in grado di effettuare analisi di altissimo livello e qualità. Si consolida dunque il modello Hub and Spocke della rete laboratoristica dell’Ausl Romagna, all’insegna dell’appropriatezza, della standardizzazione e quindi omogeneità dei risultati, ma anche della specializzazione del personale e dell’altissimo livello tecnologico delle apparecchiature. Il tutto, ovviamente, in stretto collegamento informatico.

La rete dei laboratori a risposta rapida del Riminese può contare su sei medici e 27 tecnici di laboratorio. Ogni anno il Laboratorio a Risposta Rapida di Riccione processa più di 365mila campioni, vale a dire più di mille al giorno. “Questo che inauguriamo oggi – ha chiosato il dottor Dorizzi – è uno dei laboratori di questo tipo più belli e all’avanguardia d’Italia”.

I lavori di ristrutturazione sono durati dal gennaio all’agosto di quest’anno e l’intervento ha coperto circa 250 metri quadrati. Importo dell’investimento 350mila euro. I lavori hanno riguardato una porzione delle ex sale operatorie al piano terzo dell'ospedale “Ceccarini”; la ristrutturazione è stata complessiva di tutti elementi architettonici e impiantistici determinando il completo rinnovo di tutte le componenti nel rispetto dei requisiti per l’accreditamento e, ovviamente, le normative igienico-sanitarie e antincendio.

Il sindaco Tosi ha detto che “L’implementazione del laboratorio a risposta rapida all’ospedale ‘Ceccarini ‘va nella direzione del miglioramento e del potenziamento di un servizio ritenuto essenziale per i cittadini. Rivolgo un plauso all’Ausl Romagna e alla sua Dirigenza per aver investito a beneficio della sanità e dunque della comunità, non solo riccionese, ma di tutti coloro che anche da altri Comuni usufruiscono del servizio. Mi auguro vivamente che gli investimenti dell’azienda sanitaria proseguano sia dal punto di vista strutturale che professionale, per il personale medico e infermieristico. La sanità è un tema che sta particolarmente a cuore alla città di Riccione, argomento a cui ha dedicato anche un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza”.

Conclusioni a cura del dottor Busetti il quale ha esordito ricordando che “la scelta, a suo tempo effettuata, di attivare il laboratorio unico romagnolo di Pievesestina è stata una scelta lungimirante e vincente. La rete dei laboratori a risposta rapida a corredo di quello di Pievesestina è un importante completamento del progetto e del percorso. Per di più le apparecchiature che troviamo qui, le troveremmo, uguali, in un laboratorio analogo del Chicago Hospital… L’obiettivo è quello di avere percorsi sempre più standardizzati e omogenei a favore dell’equità di cura per tutti i cittadini, su una base di livello alto”.

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Questa mattina gli Eccellentissimi Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, Nicola Selva e Michele Muratori, si sono recati in visita al reparto di Neonatologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Ad accompagnare i Capi di Stato, una delegazione composta dal Segretario di Stato per la Sanità Franco Santi, dal Direttore Generale dell'Istituto di Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino Andrea Gualtieri, dal Direttore Socio sanitario Mara Morini e dal Direttore della UOC Pediatria Dott. Nicola Romeo.

Ad accogliere la delegazione sammarinese Marcello Tonini (Direttore generale Ausl Romagna), Stefano Busetti (Direttore sanitario), Gianfranco Cicchetti (Direttore medico presidio ospedaliero di Rimini), Gina Ancora (Direttore Terapia Intensiva Neonatale di Rimini) ed Enrico Sabatini (Direttore Attività tecniche Ausl Romagna) che hanno accompagnato la delegazione del Titano nei reparti del Dipartimento materno infantile e Terapia Intensiva Neonatale.

Occasione della visita, la consegna di un assegno come donazione da parte della Reggenza, in quanto l'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) di Rimini rappresenta una struttura di assoluta eccellenza della sanità italiana, che fornisce assistenza a circa 3.500 pazienti complessivamente, di cui circa 60 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo.

Si tratta di una realtà con cui l’Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino vanta una consolidata e forte collaborazione, in quanto ogni anno assiste, nelle delicate fasi del parto e nei momenti successivi, alcuni piccoli sammarinesi e i loro genitori.

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