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Il Belnido “si sposa” con la “Gioa Materna”. E’ operativa da quest’anno scolastico, e aprirà i battenti la settimana prossima, presso l’asilo interaziendale “Antonella Santullo”, situato presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, una sezione di scuola materna che si affiancherà a quelle di asilo nido operative già dal 2013.

La novità è stata presentata in una conferenza stampa cui hanno partecipato:

  • il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi;
  • l’assessore ai Servizi educativi del Comune di Rimini Mattia Morolli;
  • il consigliere dell’Asp Valloni-Marecchia Maurizio Pasolini;
  • la Responsabile Area Educativo di Formula Servizi alle Persone Soc. Coop. Sociale ONLUS  Paola Rossi;
  • il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini;
  • Il direttore medico dell’Ospedale “Infermi” di Rimini Gianfranco Cicchetti;
  • Il direttore infermieristico e tecnico dell’Ausl Romagna Silvia Mambelli;
  • Il direttore dell’unità operativa “Attività tecniche” dell’Ausl Enrico Sabatini.

La struttura è stata realizzata dall’Ausl Romagna - con finanziamenti aziendali e della Provincia di Rimini, e inaugurata nel dicembre 2012 – con l’obiettivo di contribuire a dare risposte alle esigenze famigliari dei dipendenti dell’Azienda e di altre realtà aziendali che hanno deciso di convenzionarsi. Le gestione amministrativa è stata affidata all’Asp Valloni di Rimini, quella educativa, attraverso apposito bando, a “Formula Servizi alle Persone Soc. Coop. Sociale Onlus”.

L'edificio copre una superficie di circa 1.200 metri quadrati ed è circondato da un ampio giardino. Le caratteristiche costruttive e i materiali utilizzati, così come gli arredi, sono all'avanguardia e scelti per massimizzare la sicurezza dei piccoli frequentatori. Tutti i materiali sono anche ecocompatibili e la struttura, ad un solo piano, è stata progettata a basso fabbisogno energetico, con pannelli fotovoltaici sul tetto, e priva di barriere architettoniche.

L'elemento che fa da filo conduttore del progetto è riconducibile al mare, alla spiaggia, ai giochi d'acqua: li si ritrova sia nel “disegno” dell'edificio (dall'alto somiglia ad una tavola da surf completa di vela) sia in alcuni elementi degli ambienti interni.

Oltre alle aule e agli spazi comuni, interni ed esterni (questi ultimi progettati da un architetto del verde in modo da consentirne la massima e migliore fruizione possibile), vi è un ampio ingresso utilizzabile al bisogno anche per riunioni, un punto cucina per la predisposizione dei pasti, spazi per gli insegnanti, spazio per i genitori, ingresso con bussola-filtro a fini di sicurezza e di mantenimento del microclima interno, servizi generali.

Ogni sezione è dotata di vestibolo-spogliatoio, servizi igienici, spazio sonno, ed è suddivisa in tre ambiti di attività: gioco a terra; attività al tavolo; lettura, canto, interazione con l'educatore.

Le caratteristiche architettoniche e anche le tinteggiature degli spazi delle diverse sezioni sono state pensate a seconda delle diverse età dei bimbi che le frequenteranno al fine di sviluppare al meglio i vari gradi di autonomia dei piccini.

Anche l’arredo, per il quale vi è stato un importante e generoso aiuto da parte della Fondazione Carim, è a sua volta appositamente studiato per le esigenze dei bambini.

L'offerta didattica. Il Belnido è suddiviso in tre sezioni, dai 10 ai 12 mesi, dai 12 ai 24 mesi e dai 24 ai 36 mesi e può ospitare complessivamente 84 bambini. Svolge un effettivo servizio di tempo pieno, e per di più con un'impostazione flessibile che consentirà di andare incontro il più possibile alle esigenze delle famiglie nel rispetto dei diritti dei bambini di godere della presenza dei genitori. E in questo senso va anche la strutturazione di orari e giorni d’apertura.

La nuova sezione di scuola dell’infanzia si colloca in uno spazio con interni totalmente rinnovati e ricchi di angoli e materiali accuratamente pensati e predisposti al fine di stimolare i bambini dal punto di vista cognitivo, affettivo e motorio.

La sezione ha una capienza massima di 24 unità e potrà essere rimodulata, in corso di vigenza della convenzione stipulata tra Ausl e Asp, tramite step concordati tra le parti, compatibilmente alle richieste dell’utenza.

La sezione è mista ed è composta attualmente da 16 bambini di cui 13 figli di dipendenti dell’Azienda Usl.

La scuola è  aperta all’utenza per 12 mesi l’anno. E’ strutturata in “anno scolastico” con inizio da settembre e termine a fine giugno dell’anno successivo. E’ inoltre previsto un prolungamento estivo (luglio/ agosto ed i primi 15 giorni di settembre). La durata giornaliera del servizio è dalle ore 7.45 alle ore 16.00. L’uscita intermedia è prevista dalle ore 12.30 alle ore 14,00. Sono previste anche fasce orarie di ingresso ed uscita straordinarie.

Pari opportunità. Non soltanto i figli ma anche i nipoti dei lavoratori dell'A.USL Romagna possono accedere alle strutture dell’asilo interaziendale “Antonella Santullo”.

L'Azienda USL ha oltre 15mila dipendenti (dei quali oltre 4.000 nell’ambito territoriale di Riomini); le donne rappresentano il 70 per cento del totale, e di esse il 75 per cento è in età fertile. Da questi elementi è facile comprendere come l’asilo interaziendale rappresenti un elemento di incentivo per l'occupazione, in particolare quella femminile, sul territorio, e quindi di pari opportunità.

Nel corso delle relazioni tutti gli intervenuti hanno ricordato la figura di Antonella Santullo, storica direttrice infermieristica e tecnica dell’Ausl di Rimini prematuramente scomparsa nel 2017. Fu lei, l’ideatrice dell’asilo aziendale, che nelle prime fasi, e fino alla realizzazione finale (con inaugurazione nel dicembre 2013) si spese con tutta la passione per questa struttura. Che ha visto la propria realizzazione, come sottolineato dal vicesindaco Lisi, “grazie ad una strettissima collaborazione tra tutti gli enti interessati, e alla nostra intuizione di delegare la gestione amministrativa all’Asp”. L’assessore Morolli ha a sua volta rimarcato come “a Rimini sono tante le coppie con figli che, per vari motivi, sono prive di reti parentali di supporto alla genitorialità, e questa infrastruttura, frutto anche della volontà politica del Comune di Rimini (io allora ero capogruppo in consiglio comunale, e Gloria già vicesindaco) dà risposta in particolare a queste persone. Senza contare l’offerta didattica: da recenti dati emerge che buona parte degli studenti andati meno bene alle prove Invarsi del Ministero, non avevano frequentato scuola materna e nido, a riprova che questa offerta didattica è fondamentale per l’accrescimento delle persone”.

Ha concluso i lavori il direttore generale Marcello Tonini: “Condivido la soddisfazione per il risultato raggiunto, e per l’unità d’intenti tra di versi soggetti istituzionali che ha portato a tale risultato. E’ un progetto importante, nato a Rimini ma che potrà trovare base anche presso altre realtà dell’Ausl Romagna: una eredità che lascio ai miei successori”.

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Pur mantenendo il massimo rispetto nei confronti di tutti i soggetti e le parti sociali, in primis le associazioni di rappresentanza dei malati, una pubblica amministrazione ha il diritto, ma soprattutto il dovere, istituzionale ed etico, di fare scelte che, alle condizioni date, perseguano le migliori e più eque cure possibili per tutti i pazienti. E’ dunque indispensabile replicare ad alcune esternazioni, video e manifestazioni, dell’Associazione “Punto rosa” di Santarcangelo, al fine di ripristinare un quadro delle cose più equilibrato ed oggettivo e senza ingenerare un ingiustificato allarme sociale.

L’associazione, attraverso un video sulla propria pagina facebook, insinua che pazienti colpite da tumore al seno di vari territori della Romagna, sarebbero private della possibilità di usufruire di una tecnica radioterapica denominata Iort. La Direzione Sanitaria, per chiarire come ciò non sussista, intende in primo luogo sottolineare che i trattamenti radioterapici per le donne operate di tumore del seno possono prevedere l’irradiazione dell’intera mammella, che si effettua su più sedute (solitamente 25) o solo l’irradiazione parziale che può avvenire con diverse tecniche. Tra queste vi è anche, appunto, la radioterapia intraoperatoria (Iort), che prevede un’unica irradiazione da effettuarsi dopo l’asportazione del tumore, nel corso dell’intervento chirurgico conservativo.

Il trattamento standard è pertanto rappresentato dall’irradiazione totale in più sedute, che viene offerto a tutte le donne operate e che assicura livelli di efficacia molto alti, grazie anche al miglioramento delle tecnologie che ha portato una minore irradiazione dei tessuti sani con riduzione progressiva della tossicità acuta e cronica del trattamento radiante.

Per la Iort vi è, invece, indicazione di offerta solo ad un gruppo ultraselezionato di pazienti,

in base all’età, alle caratteristiche del tumore che le colpisce e dell’intervento chirurgico che viene effettuato. Solo rispetto a questo gruppo di pazienti è stata infatti dimostrata una sostanziale equivalenza di efficacia di questo trattamento rispetto a quello standard.

In Italia su 195 centri di Radioterapia oncologica solo 44 erogano Iort (Censimento della Società Italiana di Radioterapia Oncologica e Clinica); in Emilia Romagna la erogano Reggio Emilia, Ferrara e Santarcangelo, mentre il centro di Bologna ha deciso di dismettere la tecnologia.

 Presso la sede di Santarcangelo di Romagna la Iort tratta donne opportunamente selezionate nell'ambito del meeting multidisciplinare secondo i criteri definiti dalla comunità scientifica internazionale. Alla metodica Iort possono accedere anche le pazienti degli altri ambiti territoriali, e ciò sta già accadendo. E si stanno affinando i percorsi di selezione ed arruolamento di pazienti in tutta la Romagna. Selezione che, come detto, deve essere rigorosa, effettuata esclusivamente da professionisti, e non certo soggetta a pressioni di chicchessia. Questo a tutela esclusiva, delle pazienti stesse, e chi sostiene il contrario, anche se in buona fede, non fa il loro bene.

 

Il punto Rosa ha inoltre effettuato, sabato scorso un flash mob di fronte all’Ospedale di Santarcangelo per protestare contro i lavori, in corso, per la realizzazione di un reparto di “Ospedale di Comunità” (Osco) all’interno del “Franchini”. Un’opera che secondo il “Punto rosa”, porterebbe al ridimensionamento dell’attività della Chirurgia.

Su questo aspetto specifico il Direttore Generale, dottor Marcello Tonini, dichiara: Vorrei fosse ben chiaro a tutta l’opinione pubblica che se oggi la chirurgia di Santarcangelo rappresenta un punto fermo e di altissima qualità delle cure senologiche, lo si deve a molti soggetti, ma in primis ad una Direzione sanitaria che ha investito da tempo risorse economiche e professionali molto rilevanti e che lo sta continuando a fare. Lo dico con il massimo rispetto verso chi è stato colpito dal dramma che evoca la parola cancro, ma è falso e molto grave sostenere che si sta depotenziando la Chirurgia senologica; abbiamo dimostrato con i fatti e a più riprese che il reparto manterrà una significativa capacità di curare in futuro ancor più pazienti e in condizioni di adeguato confort ospedaliero, in quale altra lingua lo dobbiamo dire?
Su questo occorre essere netti e riaffermare che la ristrutturazione di uno spazio per ricoveri di sollievo e cura, in favore di pazienti con patologie croniche è una necessità a cui non si può più derogare. Ognuno continui pure a difendere posizioni di parte, è legittimo, ma a noi questo non è permesso. A noi viene chiesto, alle condizioni date, di garantire la più ampia e qualificata assistenza sanitaria, e pertanto una persona colpita da cancro al seno e una colpita da demenza di Alzheimer hanno pari dignità e meritano entrambe grande attenzione.

In conclusione i lavori di ristrutturazione del reparto di ‘Ospedale di comunità’ (Osco) proseguiranno con la massima celerità e al termine, come da progetti condivisi con le parti sociali e con le Istituzioni Locali, inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’ala chirurgica, a riprova di quanto affermato sopra.

Il rispetto per le donne colpite da malattia non verrà mai meno, ma non può diventare un alibi, per non fare la cosa giusta e prendiamo le distanze da chi, volontariamente o meno, cavalca il loro disagio.

Invito con franchezza l’associazione ‘Punto Rosa’ ad abbandonare posizioni lontane dalla realtà e ad unire le forze contro il cancro al seno, che rappresenta un nemico comune”.

 

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Alla trasmissione Tuttobene TV, condotta dal giornalista Roberto Feroli, la direttrice della Uo di Chirurgia Senologica di Forli, Ravenna e Santarcangelo, la dott.ssa Annalisa Curcio e il dottor Gabriele Testi della Chirurgia Vascolare forlivese, che parlerà della "Forlee Technique", una tecnica innovativa nella rivascolarizzazione endovascolare degli arti inferiori messa a punto dal team endovascolare dell'Ospedale "Morgagni-Pierantoni"  di Forlì .


TUTTOBENE TV è un programma televisivo dedicato alla medicina, salute, benessere e stili di vita.TUTTOBENE TV intende promuovere la consapevolezza individuale e collettiva nella determinazione del proprio stile di vita influenzato anche “dall'economia”, e di eventuali cure necessarie al miglioramento della salute propria o altrui.

La puntata 147, con ospite il Dott Gabriele Testi, andra' in onda su Teleromagna, a partire dal 5/8 (vedi orari sotto)

La puntata 148, con ospite in studio la  Dott.ssa Annalisa Curcio, andrà  in onda a partire dal 12/8 (vedi orari sotto)

Gli orari di trasmissione delle puntate su Teleromagna sono sempre: 

Martedì h 11.15/30

Giovedì h 16

Sabato h 00

 

A queste programmazioni vanno aggiunte svariate repliche e la messa in onda su tutte le emittenti locali italiane della rete Tuttobene Tv.

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Si è svolta nei giorni scorsi, presso i locali della Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la donazione di due carrozzine da transito pieghevoli, due sedie per doccia con braccioli estraibili e un tavolino servitore, donate al reparto dalla tifoseria ravennate tramite una raccolta fondi organizzata dagli “ultras Ravenna 1994” e dai partecipanti del “Trofeo Lorenzo Morini 2018”.

Una delegazione degli “Ultras Ravenna 1994” ha voluto portare di persona le attrezzature da donare al reparto, facendo sentire il “grande cuore di tifosi” ai bambini malati. Una bandiera che sventola non solo per la propria squadra, ma anche per i bambini del reparto di pediatria dell’Opedale “Santa Maria Delle Croci” di Ravenna. Tali attrezzature renderanno più agevole la degenza dei piccoli pazienti ricoverati presso il reparto.

Il Primario, dottor Federico Marchetti, ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale.

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Un’importante donazione alla Riabilitazione cervese, in nome del figlio morto alcuni anni fa. L’ha effettuata il “Comitato per la sicurezza stradale” (Cosistra), da sempre impegnato in iniziative benefiche e attento alle esigenze  territoriali, che  ieri sera,  sul palco allestito nella piazza di Cervia, ha consegnato al servizio un verticalizzatore ed una carrozzina pieghevole, per il servizio di Riabilitazione e fruibili da tutti i pazienti con grave disabilità ricoverati  in Lungodegenza a Cervia.

Il Cosistra  nasce in seguito alla morte in un incidente d'auto di Massimo Milanesi, figlio di Anna Barattin, presidente del Comitato, che ha deciso di raccogliere fondi “per far si che le persone più fortunate di mio figlio possano avere la possibilità di curarsi con attrezzature di alto livello per la riabilitazione”.

Il verticalizzatore, in particolare, è uno strumento indispensabile per il trasferimento di pazienti con gravi disabilità e diversa corporatura, e permette di sollevare il paziente da seduto in posizione eretta ed effettuare la deambulazione assistita; riduce inoltre  significativamente le tensioni e le sollecitazioni alla schiena degli operatori, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro ed efficiente.

La dottoressa Cinzia Lotta, direttore dell’unità operativa di Medicina Riabilitativa del Ravennate, ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla presidente di Cosistra, rilevando che “tali attrezzature contribuiranno  al miglioramento della  gestione dei pazienti quotidianamente assistiti presso la Medicina Riabilitativa e la Lungodegenza di Cervia, facilitando i trasferimenti e  migliorando le autonomie dei pazienti con gravi disabilità, che è il principio base della Riabilitazione”.

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Servizi dell’AUSL e Associazioni, grazie alla disponibilità  e collaborazione del Comune di Ravenna e del Comune di Cesenatico, saranno in piazza per la prevenzione ed effettueranno aperture straordinarie, in occasione della ‘Notte rosa”, per ricordare al grande pubblico l’importanza di divertirsi in modo responsabile e sicuro.

Il progetto prevede nella serata una postazione informativa e di dialogo per promuovere comportamenti di tutela rispetto ai rischi più frequenti (abuso di alcolici e sostanze, rapporti sessuali non protetti) e l’apertura straordinaria dei servizi la mattina successiva per chi riconoscesse un proprio rischio e per la conoscenza dei servizi stessi.

Con gli slogan ‘Notte rosa senza spine: guida sicuro-ama sicuro-bevi responsabilmente”, venerdì 5 luglio, i servizi saranno dalle 19.30 a Marina di Ravenna (Marinara, piazza Dora Markus) e dalle ore 20.30 a Cesenatico (sul Lungomare, vicino al grattacielo)  per la promozione di comportamenti responsabili e sicuri,  mentre altri operatori saranno presenti in prossimità dei bagni TiKoa Beach, Toto Beach e Sottomarino 54 di Marina di Ravenna con una particolare attenzione  rivolta verso le persone che possono avere problematiche dovute ad un eccesso di consumo di alcool e problemi dovuti all’abuso di sostanze stupefacenti.

“Abbiamo programmato – dichiarano gli assessori ai Servizi sociali Valentina Morigi e al Turismo Giacomo Costantini – questa collaborazione insieme all'azienda sanitaria e insieme alle associazioni del territorio perché queste iniziative sono assolutamente coerenti con lo spirito di un evento come la Notte Rosa, pensato per far trascorrere a cittadini e turisti un fine settimana all’insegna del divertimento, che è tale solo se accompagnato da comportamenti responsabili, a tutela della sicurezza e della salute proprie e degli altri”.

“La collaborazione con Ausl e le Associazioni sul territorio è fondamentale per il nostro Comune – afferma l’Assessore al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Cesenatico Gaia Morara – è grazie a questa rete, riattivata dopo anni di stallo, che abbiamo attivato la presenza di Notti Sicure in occasione di Notte Rosa, ma anche la realizzazione di importanti progetti con le scuole sulla prevenzione delle nuove dipendenze. Ritengo, infatti, che una costante collaborazione sia lo strumento migliore per mettere in campo interventi di prevenzione e sensibilizzazione sui comportamenti a rischio”.

La mattina successiva, sabato 6 luglio, effettueranno aperture straordinarie per tutti coloro che intendono richiedere una consulenza specialistica i seguenti servizi:

Ravenna

 U.O. Consultorio Familiare

Via Berlinguer 11

Dalle ore 10 alle ore 13

 

U.O. Malattie Infettive – Ospedale Santa Maria delle Croci

Via Missiroli  10

Dalle ore 9 alle ore 13

 

U.O SerT

Via Missiroli 16

Dalle ore 9 alle ore 13

Cesena

U.O SerT

Via Brunelli 552 (area Presidio Ospedaliero Bufalini)

Dalle ore 9 alle ore 12

Cesenatico

U.O Consultorio Familiare

Via Largo San Giacomo 15

Dalle ore 9 alle ore 13

Forlì

U.O Consultorio Familiare

Via Colombo 11

Dalle ore 9 alle ore 13

Sarà possibile avere consulenza alcologica, tossicologica, ginecologica e su malattie trasmesse sessualmente; presso Malattie infettive e SerT si potrà eseguire anche il test per l’HIV.

Come nelle passate edizioni, anche quest’anno è previsto un rinforzo dei servizi del 118 Romagna Soccorso.

L’iniziativa è resa possibile per l’impegno congiunto dei Servizi ( Consultori familiari, SerT, Malattie infettive ), coordinati dal Dipartimento di Sanità Pubblica e dai Distretti di Ravenna e Cesena-Rubicone, e per la collaborazione gratuita di diverse associazioni che si ringraziamo sentitamente: NPS  Emilia Romagna Onlus; ARCIgay Ravenna, Nucleo CNAI Ravenna , Notti sicure Cesena e Unità di strada di Faenza e Forlì. 

Si ringraziano anche i Comuni di Ravenna e Cesenatico e il Comitato organizzatore di  Notte Rosa per il concreto supporto organizzativo e logistico.

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Il congresso “Management del Melanoma in Romagna” che si terrà all’Hotel Globus a Forlì il 5 Luglio pone il focus su un tema di grande attualità per la valenza multidisciplinare e per l’impatto che ha sulla sanità pubblica. Negli ultimi decenni, infatti, l’incremento d’incidenza del melanoma – una neoplasia spesso molto aggressiva che origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che conferisce alla cute la sua colorazione – è stato superiore a quello riscontrato per altre neoplasie nella maggior parte dei Paesi occidentali. In Italia il melanoma invasivo è al terzo posto per incidenza tra le femmine e al secondo posto nella popolazione sotto i 50 anni. Anche se fortunatamente la mortalità è rimasta invece pressoché invariata l’approfondimento delle conoscenze sui fattori di rischio e sulle possibili cause dell’aumentata incidenza e la divulgazione puntale di tali conoscenze, attraverso la partecipazione a strategie di prevenzione primaria, potrebbe fornire un contributo alla riduzione della malattia.

 Il congresso – di cui è responsabile scientifico Ignazio Stanganelli, professore associato dell’Università di Parma e responsabile della Skin Cancer Unit IRST IRCCS – è stato promosso dal Prof. Federico Cappuzzo nell’ambito del programma Interaziendale AUSL Romagna IRST e con il coordinamento scientifico del Dr. Fabio Falcini (Registro Tumori Romagna), Dr. Davide Melandri (Dermatologia AUSL Romagna), Dr. Giulio Rossi (Anatomia Patologica AUSL Romagna), Prof. Giorgio Ercolani (Chirurgia Oncologica AUSL Romagna) e il Dr. Massimo Guidoboni (Immunoterapia IRST).

 Il congresso avrà valenza chiaramente multidisciplinare con l’analisi di tutte le problematiche riguardanti la definizione di un corretto ed appropriato percorso diagnostico-terapeutico del paziente con melanoma: dalle basi epidemiologiche alla diagnosi istopatologica, dall’inquadramento genetico-molecolare alla stadiazione ed al trattamento chirurgico, locoregionale e medico, in particolare con le nuove target therapy e immunoterapia.

 La presenza contemporanea di esperti delle varie discipline dell’AUSL Romagna e dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS insieme con relatori di livello internazionale mostrerà l’approccio integrato per il management del paziente con melanoma in Romagna nelle diverse fasi della diagnosi e cura della malattia. Il congresso terminerà i lavori con una tavola rotonda sul ruolo della Skin Cancer Unit IRST come integrazione tra volontariato, assistenza, ricerca e formazione grazie alla partecipazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR). 

 

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Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

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L’esempio tipico è quello della frattura di femore nell’anziano. Dopo l’intervento chirurgico è indispensabile la riabilitazione, e prima comincia meglio è. Altrimenti vi è il rischio che il paziente allettato faccia molta, troppa fatica a “rialzarsi”, con conseguenze negative anche a livello psicologico. E se questo è un esempio significativo, lo stesso principio vale per tutti i pazienti fratturati o sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica.

Per questo motivo personale dell’unità operativa di “Medicina riabilitativa” dell’Ausl Romagna visita il paziente subito dopo l’intervento, progetta un percorso riabilitativo ad hoc per lui e vi dà inizio già durante il ricovero, per poi proseguire anche successivamente con sedute ad hoc. E anche attraverso l’utilizzo di attrezzature, come ad esempio i deambulatori.

Emerge da questo l’importanza della donazione di ieri, di due deambulatori elettrici da parte della associazione “Amici di Maria Bambina” per un valore di oltre 2.300 euro. Attrezzature che saranno utilizzate, infatti, proprio per migliorare ulteriormente la presa in carico dei pazienti dal punto di vista della riabilitazione. Ed infatti erano presenti la dottoressa Monica Mambelli (direzione medica dell’ospedale di Riccione), il dottor Riccardo Galassi (direttore del servizio di Riabilitazione), don Angelo, cappellano dell’Ospedale, parroco di Misano Monte e punto di riferimento dell’Associazione, oltre ovviamente a vari membri del gruppo.

Ad ulteriormente testimoniare l’importanza di questa attività, il dottor Galassi ha reso noti i relativi dati. Solo per il presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, nel corso del 2018 sono state effettuate visite su 4.839 pazienti e sono stati erogati 67.603 trattamenti riabilitativi. Dei pazienti visitati, 1.995 erano ricoverati e 2.844 ambulatoriali. Dei trattamenti, 28.952 sono stati erogati a pazienti ricoverati e 38.651 a livello ambulatoriale. Un’attività davvero significativa, svolta da 9 medici e 45 operatori infermieristici e tecnici che operano in tutti e cinque gli ospedali della provincia, e che, con i nuovi deambulatori donati, potrà ulteriormente accrescersi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo “anche perché con essi possiamo attivare una fisioterapia più personalizzata sul singolo paziente”.

Dopo i ringraziamenti da parte della dottoressa Mambelli, la signora Monica Fornari, in rappresentanza degli “Amici di Maria Bambina”, ha raccontato come “ci siamo già impegnati per mantenere sempre in ottime condizioni la cappellina dell’ospedale, dedicata appunto a Maria Bambina. Ora però abbiamo voluto fare qualcosa in più anche per i pazienti”. Mentre don Angelo, nell’impartire la benedizione ha detto che “questo è il nostro modo per ‘benedire’ i pazienti, con un’opera per loro utile”.

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Ancora un riconoscimento scientifico per un professionista dell'Ausl Romagna. Il dottor Massimo Innamorato (responsabile del percorso di Terapia antalgica  dell'Ausl Romagna) è stato nominato Responsabile nazionale del Gruppo di Studio sul Dolore Acuto e Cronico dal consiglio Direttivo SIAARTI (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva).

Questo gruppo di studio raccoglie anestesisti rianimatori che desiderano acquisire competenze distintive nella cura del dolore acuto e cronico nelle sue varie articolazioni e manifestazioni cliniche, proponendo un percorso di aggiornamento specialistico basato sull’evidenza scientifica più recente​​​​.​ Lo scopo finale è produrre raccomandazioni aggiornate su questi argomenti che possano essere di aiuto ai colleghi nella loro attività quotidiana. ​

Nell’ambito dei progressi compiuti dalla medicina nel garantire alle persone una buona qualità di vita, la “terapia del dolore” e la gestione della sofferenza sono due campi ancora considerati, da taluni, secondari. In questo quadro gli anestesisti hanno un ruolo fondamentale nel promuovere la cultura della “protezione” del paziente da sofferenze inutili, favorendo e potenziando l’utilizzo di farmaci e tecniche di analgesia.

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