Visualizza articoli per tag: 21dl

Grazie al prezioso contributo di diversi gruppi di donatori, singoli e associati, le Terapie Intensive Neonatali degli ospedali di Cesena e Rimini potranno presto dotarsi di una nuova apparecchiatura, la Ret-Cam, indispensabile per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo della grave retinopatia alla quale in alcuni casi possono andare incontro i neonati prematuri.

Sono stati complessivamente donati 40.000 euro, grazie a numerose iniziative benefiche promosse in questi mesi con l’obiettivo comune di raccogliere fondi da destinare all’acquisto di questa importante attrezzatura. Nello specifico, il Lions Club “Forlì Cesena Terre di Romagna” ha devoluto alla causa 32 mila euro raccolti attraverso la produzione e la vendita di un calendario per l’anno 2018 nell’ambito del progetto ‘Una foto per la vi(s)ta’ promosso da Massimo Petrini, titolare dell’Agenzia Private Mediolanum Banca di Forlì. A questa somma si aggiungono altri 9 mila euro circa generosamente devoluti da privati cittadini  (1.100 euro) e altre realtà del territorio, tra cui l’Associazione Valori e Libertà (4500 euro), l’Accademia del ricamo (1600 euro) e l’Associazione Liberamente (1634 euro).

La cerimonia di consegna di parte delle somme raccolte è avvenuta oggi al Bufalini, dove erano presenti oltre ai Presidenti del LIONS Club di Forlì-Cesena 2017-2018 Elisabetta Scozzoli, anche coordinatore di zona, e Massimiliano Montalti, Massimo Petrini titolare dell’Agenzia Mediolanum Banca di Forlì, Lucia Maccagnino Presidente dell’Associazione cesenate Valori e Libertà e in rappresentanza dell’Azienda Sanitaria il direttore del presidio ospedaliero Bufalini Virna Valmori, il direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena Enrico Valletta, il direttore dell’Unità operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena Marcello Stella, il dirigente medico dell’Unità Operativa Oculistica Riccardo Acciarri, la responsabile del Fundraising aziendale Elisabetta Montesi

La direzione dell’Azienda USL della Romagna e tutti i professionisti coinvolti ringraziano i numerosi donatori per il loro prezioso contributo al raggiungimento di questo importante obiettivo, indispensabile per continuare ad assicurare un elevato livello di qualità delle cure in ambito pediatrico.

Pubblicato in Notizie dal sito



Scaricabile da qui : https://youtu.be/tnjrNTJwqvo il servizio sulla robotica dell'ospedale di Forlì andato in onda il 4 luglio nella puntata d'apertura di Superquark e realizzato dalla troupe, guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. L'obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.

La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.

 Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione, che caratterizzano  questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.

Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all'ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche. 

Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

 

 

 

Pubblicato in Notizie dal sito

La chirurgia laparoscopica è la tecnica più efficace per il trattamento del laparocele: garantisce ai pazienti un minor tasso di recidive e complicanze post-operatorie, una ripresa post-operatorio più rapida e meno dolorosa, un ritorno alla quotidianità senza limitazioni e l’assenza di cicatrici antiestetiche, poiché il trattamento è mininvasivo.

Lo evidenzia un importante studio clinico – il primo a livello europeo per casistica e follow-up – nel quale l’Unità operativa di Chirurgia generale del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria dell’Ausl Romagna, diretta dal dottor  Gianluca Garulli, ha partecipato dando un contributo di rilievo.

Lo studio, recentemente presentato  al congresso “Chirurgia Laparoscopica della parete addominale... Forse c’è qualcosa di nuovo” svoltosi al Policlinico San Marco di Zingonia-Osio Sotto di Bergamo,  ha esaminato oltre 1.700 pazienti ed è stato condotto da un team di esperti: oltre al dottor Garulli anche il dott. Stefano Olmi, responsabile dell’U.O. di Chirurgia generale e oncologica, Centro di Chirurgia della parete addominale, Centro di Chirurgia Laparoscopica del Policlinico San Marco; il dott. Paolo Millo, responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia bariatrica, metabolica e laparoscopia avanzata – Ausl Valle d’Aosta; la dott.ssa Micaela Piccoli, direttrice della Struttura Complessa di Chirurgia generale, d’urgenza e nuove tecnologie dell’Ospedale Civile di Baggiovara.

Il laparocele è un'ernia che può formarsi sul tessuto cicatriziale, a seguito di un intervento di chirurgia addominale. È una patologia legata alla lassità dei muscoli della parete addominale che interessa un’ampia percentuale della popolazione, pertanto la possibilità di offrire ai pazienti trattamenti innovativi, efficaci e mininvasivi ha sempre animato la discussione scientifica.

Dei 1.700 pazienti che hanno preso parte allo studio, oltre 300 erano in carico alla chirurgia riminese.

Pubblicato in Notizie dal sito

Continua l’opera di infrastrutturazione e rinnovamento, edilizio e tecnologico, dell’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza. Nelle ultime settimane la Risonanza Magnetica Nucleare (Rmn) presente all’ospedale è stata completamente rinnovata con un nuovo software che l’ha rese più performante. Procedono inoltre i lavori di ampliamento e ristrutturazione complessiva dell’Ospedale. Tutto raccontato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il direttore medico dell’Ospedale dottor Davide Tellarini, il direttore dell’Unità operativa di Radiologia dottor Carlo Orzincolo.

La Risonanza Magnetica

Va in primo luogo ribadito che la Radiologia di Faenza, diretta dal dottor Carlo Orzincolo, è funzionalmente inserita nella rete delle Radiologie dell’ambito territoriale ravennate insieme a quella di Ravenna e Cervia e a quella di Lugo, che ricomprende anche le unità semplici di Angiologia e Interventistica vascolare e di Neuroradiologia. Rete che, nel 2017, ha erogato oltre 411mila prestazioni, di cui circa trentamila risonanze magnetiche.

La Radiologia di Faenza consta di 9 medici, 27 tecnici di radiologia, 7 infermieri e 5 oss ed è suddivisa in cinque sezioni:

  • Sezione Rx e Pronto soccorso: dotata di apparecchiature Rx, anche digitali dirette (telecomando, diagnostica diretta e diagnostica di Pronto Soccorso);
  • Sezione ecografica: con 3 ecografi
  • Sezione di densitometria;
  • Sezione Tomografia computerizzata: con apparecchiato Tac a 16 strati;
  • Sezione Risonanza: con l’apparecchio che è stato rinnovato.

Nel dettaglio di quest’ultimo aspetto, attraverso l’aggiornamento appena effettuato, il presidio faentino ha ora a disposizione un apparecchio innovativo, caratterizzato da una maggior velocità di esecuzione degli esami; minor dose di radiazioni per il paziente; maggior performatività e dunque accuratezza negli esami. Costo dell’aggiornamento, 500mila euro. Nel 2017 presso l’ospedale “Per gli Infermi” sono state eseguite 8.849 risonanze.

Il dottor Orzincolo ha inoltre aggiunto che, nel giro di pochi mesi, vi sarà un’ulteriore implementazione delle tecnologie elettrobiomedicali, presso l’ospedale. E per la precisione sarà aggiornata l’attuale Tac con un nuovo apparecchio a 128 strati (come quello inaugurato martedì scorso all’ospedale di Ravenna) che garantirà esami più veloci, miglior qualità dei referti e migliori condizioni per il paziente; si aggiunge una apparecchiatura per rendere più veloci e performanti gli esami rx del pronto soccorso, che sarà collocata nel rinnovato Pronto soccorso non appena operativo.

Il professionista ha inoltre ulteriormente precisato che è operativo a Faenza (così come peraltro in altre strutture del ravennate) un protocollo che prevede l’esecuzione di esami (compresa la Risonanza magnetica) 7 giorni a settimana e per 12 ore al giorno.

I lavori

E a proposito del Pronto soccorso, i lavori ripartono col vento in poppa, come evidenziato dal dottor Tellarini. La ditta che li stava eseguendo, e che ha costretto ad uno stop per proprie problematiche interne, ha infatti ottenuto dal Tribunale di Rovigo l’approvazione del Concordato in Continuità. Questo consente di riprendere i lavori e di avere un nuovo cronoprogramma. E’ stata rimontata proprio in questi giorni la camera calda provvisoria, in modo da pater riprendere il cantiere, che dovrebbe concludersi il 30 settembre. A quel punto avrà luogo la collocazione degli arredi e delle apparecchiature elettromedicali, che sono già state acquisite, per cui, dopo i necessari collaudi, è ragionevole prevedere che entro ottobre – novembre 2018, e comunque non oltre inizio 2019, il nuovo Pronto soccorso possa aprire i battenti. In autunno partiranno i lavori per la Farmacia interna.

A queste opere si associano i lavori di ristrutturazione generale della struttura, con un intervento in corso di appalto del valore di 7.261.800 euro. L’intervento è suddiviso in quattro parti. La prima è la sostituzione di coperture vecchie e vetuste e manutenzione di tetti per complessivi 3.500 metri quadrati circa. Le altre tre fasi contemplano: costruzione dei collegamenti verticali e degli accessi dell’area Est, realizzazione dei locali dell’Endoscopia digestiva e della Pediatria (lavori per complessivi 1.200 metri quadri circa); ristrutturazione e miglioramento sismico (circa 1.500 metri quadrati); adeguamento e restauro di varie parti tra cui le scale storiche e il campanile.

 

Soddisfazione per lo stato della situazione è stato espresso dal sindaco Malpezzi, in particolare per la continua infrastrutturazione dell’ospedale. “Voglio ricordare – ha detto il sindaco – che quella risonanza magnetica è stata donata nel 2005 dal comitato delle Valli del Lamone e del Senio, e costò 1.350.000 euro. Quindi con l’occasione torniamo a ringraziare la comunità faentina per la propria generosità, e anche l’Azienda che con questo investimento proprio ha di fatto rinnovato completamente quell’apparecchio. L’innovazione tecnologica è fondamentale, così come la gestione efficace delle apparecchiature, e in questo ospedale in cui si lavora e le si fa lavorare 7 giorni a settimana, questo accade”.

 

Approfondimento tecnico sulla Risonanza Magnetica

L’aggiornamento della Risonanza Magnetica alla versione TM4G& Dot del Reparto di Radiologia consente di prolungare il ciclo di vita del sistema stesso, consentendo di effettuare un balzo in avanti in termini di qualità e produttività nell’ambito di tomografi a Risonanza Magnetica; l’aggiornamento sia di tipo Hardware che di tipo Software ha toccato numerosi parti del sistema RM e si tramuta in una serie di progressi tecnologici tra cui in primis la Catena di Radiofrequenza completamente digitale e i Gradienti. Tale aggiornamento ha portato la Catena di Radiofrequenza a 48 canali Riceventi Indipendenti ed il Sistema Gradienti ad una intensità massima per singolo asse pari a 45 mt/m e slew rate massimo fino a 200 mt/m/msec,; tali valori allo stato dell’arte per effettuare esami di Risonanza Magnetica portano una qualità di immagini e dettaglio anatomico dei distretti da studiare superiore alla versione precedente.

I valori di cui sopra combinati ai nuovi protocolli, in primis quelli volumetrici, che sono ora disponibili sulla consolle della macchina, consentono di approcciare nuove tipologie di studio ed effettuare ricostruzioni su tutti i piani dello spazio in alta risoluzione per visualizzare strutture anatomiche e patologie di piccola dimensione. Negli studi che richiedevano solitamente il trattenimento del respiro da parte del paziente, beneficiano oggi di una riduzione cospicua della scansione o addirittura dell’esecuzione di esami “free-breathing”.

Le nuove sequenze RESOLVE, hanno incrementato l’accuratezza diagnostica degli studi cosiddetti in “diffusione”  con risoluzione spaziale più elevata, che permette una miglior caratterizzazione delle lesioni oncologiche.

Non da meno è importante sottolineare come le nuove bobine in dotazione, che vengono posizionate sul distretto anatomico da studiare, oltre che essere più performanti nella ricezione dei segnali provenienti dal corpo sono maneggevoli, flessibili e combinabili tra loro, in modo da potersi adeguare all’anatomia del paziente da esaminare, massimizzando il comfort dello stesso.

Di rilevanza, tra di esse, quella del distretto testa-collo che rispetto alla precedente è più “aperta” per garantire la massima luminosità all’interno del gantry e ridurre pertanto l’eventuale sentore di claustrofobia e ansietà. La nuova bobina che si posiziona per lo studio dell’addome è costituita di materiale molto leggero e pertanto ne comporta un migliore comfort e collaborazione dai pazienti durante l’esame.

Infine, l’elevato livello di automatizzazione nell’esecuzione degli esami, DOT, aiuta l’operatore a velocizzare la durata dell’intero esame quindi, a minimizzare il posizionamento dei pacchetti da scansionare.

Pubblicato in Notizie dal sito

Eccellenze dell'informazione scientifica: a Roma premiata la rivista “Medico e Bambino”. Con il progetto dal titolo “L’etica delle responsabilità” la rivista ‘Medico e Bambino’ – periodico diretto dal dottor Federico Marchetti, primario dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna,  e che rappresenta un punto di riferimento importante nella formazione medica continua del pediatra italiano - si è aggiudicata il primo premio tra i progetti digitali della seconda edizione di “Le Eccellenze dell’Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente”, evento patrocinato da FNOMCeO e da FareRete onlus.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri a Roma. A ritirare il premio - che mira al riconoscimento della qualità dei progetti di informazione scientifica valorizzando quelli che hanno generato un reale beneficio per la salute dei cittadini e un decisivo progresso verso l’affermazione della centralità del paziente - è stato lo stesso dottor Federico Marchetti.

Pubblicato in Notizie dal sito

Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, e inaugurato alla presenza del sindaco Michele de Pascale, del direttore generale Marcello Tonini, del direttore sanitario Stefano Busetti, del direttore della Radiologia Carlo Orzincolo e degli operatori.

Del valore di 500.000 euro, la Tac verrà utilizzata per applicazioni in diversi campi: neurologico, vascolare, cardio-toracico, total body. La nuova apparecchiatura è infatti – come spiegato dal dottor Orzincolo - un sistema TC (di tomografia computerizzata) ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi: da quelli con traumi complessi o problemi cardiaci, a quanti siano in attesa di trattamento nei reparti di Pronto soccorso con flussi di lavoro intensi.

“Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini – ha aggiunto il professionista -: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo”.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine, consentendo di ricostruire 128 strati: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure, cardiologiche, angiologiche, neurologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche.

Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tac, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi, un esame cardio in soli 5 battiti ed esami più sicuri e precisi per pazienti con protesi metalliche. Proprio in questi giorni, inoltre, entra in funzione anche una nuova apparecchiatura per la diagnostica angiografica, che a sua volta consentirà di dare una risposta sempre più completa ai bisogni di cura dei ravennati.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuati ogni anno circa 175.000 esami di diagnostica per immagini, di cui 26.000 tac. Nell’ambito dell’intera provincia ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247.

Il dottor Busetti ha ribadito come, dopo l'inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia, lo scorso 22 maggio, questa nuova apparecchiatura “unica in Romagna a 128 strati” sia un ulteriore tassello del potenziamento, in strutture, personale e, appunto, tecnologie, dell’Ospedale di Ravenna. Gli ha fatto eco il direttore generale auspicando, da parte degli operatori, un modo di lavorare sempre più basato sul confronto reciproco e l’integrazione in modo da “mettere a frutto, al massimo, l’attività dei tavoli di lavoro per il bene dei pazienti”.

Conclusioni a cura del sindaco de Pascale, il quale ha evidenziato come “quello delle Radiologie del Ravennate, che coordinano la propria attività dando una risposta più completa alla cittadinanza, sia importante e possa essere colto anche in altri ambiti di intervento. Con questa apparecchiatura l’ospedale di Ravenna si conferma, e anche per il futuro, avanguardia sul fronte delle tecnologie biomedicali”.

 

Pubblicato in Notizie dal sito

E’ “tutta nuova”, quest’anno, la sede della “Guardia medica turistica” di Misano Adriatico. Grazie ad una collaborazione tra l’Amministrazione comunale misanese e l’Ausl Romagna, è stato possibile approntare un nuovo ambulatorio con caratteristiche funzionali e d’accoglienza assai migliori rispetto a quelle della precedente sistemazione.

Il Comune ha infatti concesso in comodato gratuito per 15 anni, prorogabili di altri 5, l’immobile sito in via Litoranea Sud 40/F, mentre l’Ausl si è occupata delle spese di messa in pristino degli ambulatori. Il relativo progetto è stato predisposto dall’unità operativa “Progettazione e Sviluppo Edilizio”: suddivisione del locale (ex negozio) creando un ambulatorio e sala d’attesa, oltre alla realizzazione di un bagno handicap a fianco a quello già esistente. Sempre come da accordo, l’Ausl utilizzerà i locali del primo maggio al 30 settembre di ogni anno mentre per restanti mesi torneranno in possesso del Comune.

Gli orari di apertura al pubblico sono dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19, dal primo giugno al 9 settembre. La guardia medica di Misano è solo una delle misure di potenziamento dei servizi sanitari dell'Ausl Romagna per la stagione turistica estiva.

Pubblicato in Notizie dal sito

Importanti riconoscimenti internazionali per le politiche di presa in carico delle persone anziane affette da demenza messe in campo nel Riminese. Due video realizzati nell’ambito dei Meeting Center attivi a Rimini e Riccione, hanno infatti ricevuto il primo e secondo premio conferiti nell’ambito della Conferenza Internazionale “BestCare4Dem” che si è svolta giovedì e venerdì scorsi ad Amsterdam.

La conferenza di Amsterdam, il cui sottotitolo è “Condividere un efficace sostegno della comunità nella demenza”, si pone l’obiettivo di presentare una panoramica delle ultime novità per la cura e il sostegno delle persone con demenza che vivono a domicilio e dei loro caregivers. Fra queste novità un posto speciale è stato riservato alle nuove opportunità di assistenza diurna come i Meeting Center o Centri d’Incontro. Nati in Olanda nel 1994, i Meeting Center sono strutture aggregative riservate a persone con demenza in fase iniziale e ai loro familiari, che hanno dimostrato una notevole efficacia nel ridurre i sintomi psicologici e comportamentali, nel sostenere le abilità cognitive e nell’aumentare la qualità di vita e il benessere dei pazienti e una positiva influenza sul tono dell’umore e il carico assistenziale dei caregivers.

Rimini e Riccione sono state fra le prime città Italiane a inaugurare – nel 2015 – i Centri d’Incontro, nati grazie alla collaborazione del Centro per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD) di Rimini-Riccione (AUSL della Romagna) con l’Università di Bologna, l’ASP Valloni-Marecchia, i Comuni di Rimini e Riccione e l’Associazione Alzheimer Rimini o.n.l.u.s. Nei mesi scorsi all’interno dei due Centri d’Incontro sono stati realizzati due video, intitolati rispettivamente Racconto il mare (Rimini) e Amarcord sal mèn (Riccione), che raccontano attraverso musica e immagini il lavoro quotidiano che si effettua nei Centri privilegiando la comunicazione non verbale, la gestualità e altre forme artistiche di espressione.

Nella prima giornata della Conferenza i due video – già selezionati fra i tre migliori lavori nella categoria Poesia – hanno ricevuto alla Conferenza di Amsterdam il primo (Amarcord sal mèn) e il secondo premio (Racconto il mare). La piccola ma significativa delegazione riminese – formata da collaboratori che operano tutti all’interno dei Centri d’Incontro – ha ricevuto gli applausi del pubblico e un prestigioso riconoscimento che sottolinea l’eccellenza della “rete” per l’assistenza alle persona con demenza nella provincia di Rimini.

Pubblicato in Notizie dal sito

Ancora una volta un gesto di generosità e vicinanza della società civile nei riguardi della sanità locale. In questo caso è l’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna (Amrer) Onlus a donare un ecografo, del valore di oltre 18mila euro, al servizio di Reumatologia (nell’ambito dell’Unità Operativa di Medicina diretta dal dottor Giorgio Ballardini), dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Più nel dettaglio l’apparecchiatura è un ecografo articolare completo di tutte le necessarie sonde, adattatori e stampanti, che sarà utilizzato per lo studio dell’ambiente articolare nelle patologie reumatiche e in particolare nei reumatismi infiammatori cronici.

I pazienti affetti da queste patologie che afferiscono al servizio di Reumatologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini sono circa tremila all’anno per cui l’esigenza di poter usufruire di tale metodica per la diagnosi precoce e il monitoraggio della terapia riveste grande rilievo.

“Queste donazioni sono molto importanti per noi – commenta il dottor Romeo Giannei, direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novefeltria – per due ordini di motivi: in primis perché ci consentono di migliorare sempre di più la presa in carico dei nostri pazienti, e di questo daremo conto con piacere ad Amrer, come peraltro facciamo solitamente con tutti i nostri donatori; in secondo luogo perché testimoniano la fiducia della società civile nei nostri confronti”.

“L’ecografia articolare rappresenta un sistema di indagine diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni, ‘semplice’ in termini strumentali ma molto importante per evidenziare in fase precoce la presenza e attività delle più severe patologie reumatiche come le artriti e le vasculiti – commenta Daniele Conti di Amrer -. Uno strumento come quello donato alla Reumatologia dell’Ospedale ‘Infermi’ permetterà agli specialisti di avere a disposizione questa tecnica strumentale direttamente in fase di visita, riducendo tempi di attesa per l’esame stesso, e permettendo una valutazione più tempestiva anche nella scelta della terapia più appropriata alla fase di malattia. Il modello che abbiamo donato è particolarmente performante in termini di capacità di rilevazione, aspetto questo che permetterà alla Reumatologia riminese di partecipare agli studi scientifici promossi a livello universitario, aumentando esperienza degli operatori ed opportunità di servizio per il territorio. Ci tengo a precisare che questo strumento è il frutto del lavoro di molti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo ed energie sostenendo per Amrer attività di sensibilizzazione e raccolte fondi per il territorio riminese”.

Pubblicato in Notizie dal sito

E’ stato presentato venerdì primo giugno, con una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il direttore generale Marcello Tonini e il direttore dei presidi ospedalieri Romeo Giannei, il nuovo direttore dell’Unità operativa di Oculistica di Rimini dell’Ausl Romagna, dottor Andrea Mercanti, nominato a seguito di procedura selettiva ed in servizio a Riccione dal 16 febbraio scorso.

Quarantanove anni, sposato con due figli, il professionista si è laureato nel 1994 all’università di Verona con una laurea basata su uno studio clinico che ha coinvolto l’osservazione di oltre mille pazienti ed ha conseguito la specializzazione nel 1999 presso lo stesso ateneo.

Dopo aver iniziato la propria carriera presso varie strutture, pubbliche e private, del Veneto e della Lombardia, il dottor Mercanti assume, nel 2011, il ruolo di dirigente medico presso la Clinica Oculistica dell’Università di Udine; quindi, nel 2014, diventa primario della struttura complessa di Oftamologia presso l’ospedale di Treviglio – Caravaggio (Azienda Sanitaria Bergamo Ovest), ruolo ricoperto fino all’aggiudicazione del concorso per la struttura complessa presso l’Ospedale di Riccione. In quell’ultimo incarico il professionista ha portato il numero degli interventi di chirurgia maggiore annui da circa 900 a circa 2.300 ed ha creato un nuovo percorso diagnostico terapeutico per il paziente affetto da retinopatia diabetica in collaborazione col locale servizio di Diabetologia.

Già docente presso la scuola di specializzazione di Udine in Oftamologia, il dottor Mercanti ha eseguito in carriera oltre 12mila interventi oftamologici e oltre 4.600 iniezioni intravitreali; molto importante anche l’attività di produzione scientifica e in qualità di relatore, con decine di articoli su pubblicazioni e partecipazioni a congressi clinici, italiani ed internazionali. Il professionista, ha, infinte, svolto periodi di specializzazione all’estero, a Monaco e Parigi. Il dottor Mercanti è stato il primo ad individuare una malattia dell’occhio, la maculopatia trazionale miopica, sulla quale ha effettuato pubblicazioni su importanti riviste mediche internazionali.

Nel presentarsi il professionista ha aggiunto di voler spingere con forza sulla crescita della chirurgia oftamologica vitroretinica, “per gestire patologie gravi che ora possono essere affrontate con metologie e apparecchiature molto innovative”. E proprio per questo tra breve arriveranno a Riccione due apparecchiature altamente innovative: un “Angio OCT” che consentirà di valutare in maniera molto precisa ma poco invasiva la cornea ed i relativi vasi sanguigni e l’“RTX 1”, un’apparecchiatura derivata dall’ingegneria aerospaziale che a sua volta consente un approccio innovativo su vari disturbi. Il dottor Mercanti ha anche evidenziato alcune eccellenze in atto nel servizio di oculistica del territorio del Riminese: “Abbiamo qui a Riccione un ambulatorio per gli ipovedenti, che ha circa mille accessi all’anno, e grazie al quale facciamo un importante follow up dei nostri pazienti, in modo che non si sentano lasciati soli e da prevenire peggioramenti nel disturbo”. Seconda eccellenza, in collaborazione con l’Irst di Meldola, la possibilità di effettuare una diagnostica molecolare sul linfoma primitivo dell’occhio, una patologia rara, 10 casi l’anno circa in Ausl Romagna ma che fino ad ora dovevano andare fuori Ausl per la diagnostica.

La conferenza stampa è stata anche occasione per fare il punto sull’attività dell’Oculistica. Il dottor Giannei in particolare ha evidenziato come in pochi mesi, ampliando il numero delle sedute operatorie, i tempi d’attesa per l’intervento sulla cataratta, non grave ma di impatto sociale, sia dimezzato: dai circa 12 mesi ai 6 – 7 attuali. “Ma naturalmente non ci accontentiamo – ha chiosato Giannei – questo per noi è un punto di partenza non d’arrivo, vogliamo fare ancora meglio e lo faremo”.

L’unità operativa di Riccione serve l’intera area provinciale di Rimini ed è costituita dal reparto di degenza con sede a Riccione e da ambulatori e sedute chirurgiche presso gli ospedali di Rimini, Novafeltria e Cattolica. Nel 2017 sono stati effettuati 3.651 interventi chirurgici e annualmente si svolgono circa 7.500 visite di pronto soccorso oculistico e oltre 48mila prestazioni di diagnostica ambulatoriale tra cui circa 12mila esami strumentali. Circa duemila l’anno gli interventi di cataratta.

Infine il direttore generale Tonini ci ha tenuto ad evidenziare come, anche da nomine come quella del dottor Mercanti, emerga il valore e l’importanza che il presidio ospedaliero riccionese ricopre nella rete ospedaliera dell’Ausl Romagna: “I servizi restano tutti e per i cittadini non cambia nulla, anzi, cerchiamo di implementare servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei pazienti”.

Pubblicato in Notizie dal sito

Archivio