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La donazione di 15 televisori aumenta il comfort delle stanze di degenza del reparto di Chirurgia di Forlì

Un gesto di  grande sensibilità, da parte di singoli pazienti e dell'UNIEURO  verso i pazienti di un reparto che assiste centinaia di degenti all’anno

 

Quindici televisori da 28 pollici per le stanze di degenza della UO di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate - Generale, Gastroenterologia e Mininvasiva di Forlì, diretta dal prof. Giorgio Ercolani.

È l'apprezzatissima donazione, frutto della generosità di alcuni pazienti e dei loro famigliari, Daniela Ronconi, Francesca Matteucci, Libero Gardini e i famigliari in memoria di Sergio Lontani, ma anche della rinomata azienda UNIEURO S.p.A.  

 “Tra i nostri obiettivi c’è quello di aumentare il comfort delle persone che affrontano una degenza più o meno lunga - spiega il prof. Ercolani - Molti di loro non possono fruire della sala comune di soggiorno, nella quale il televisore è a disposizione di tutti, in quanto trovano difficoltà ad allontanarsi dal proprio letto. Pertanto, apprezziamo particolarmente i gesti di sensibilità nei confronti dei pazienti e, con essi, l’attenzione e il valore che vengono dati al nostro impegno quotidiano. Per questo desideriamo rivolgere un doppio ringraziamento ai pazienti che hanno fatto le donazioni e alla ditta UNIEURO,sempre così sensibile al territorio e alle risorse che la struttura ospedaliera offre alla comunità”.

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Il Premio Malatesta Novello per il 2018 è stato assegnato al prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento testa Collo dell'Ausl Romagna,alla stilista Caterina Lucchi  e al giornalista Sergio Valzania.

Come tradizione, il premio sarà loro consegnato nel corso di una cerimonia che si svolgerà in Biblioteca Malatestiana di Cesena il prossimo 20 novembre, anniversario della morte di Malatesta Novello.

Il premio Malatesta Novello giunge quest’anno alla dodicesima edizione: infatti, è stato istituito nel 2007 con l’obiettivo di rendere omaggio alle personalità cesenati o, comunque, legate a Cesena, che nel loro campo hanno raggiunto traguardi importanti e, per questo, hanno contribuito a dar lustro alla città.
Il premio consiste nella riproduzione in oro zecchino di una medaglia realizzata dal Pisanello e custodita nella Malatestiana, raffigurante da un lato il profilo e dall’altro la figura intera di Malatesta Novello.

Istituito nel 2007, il Premio Malatesta Novello è stato assegnato nelle precedenti edizioni a:

  • Oddo Biasini, Nicoletta Braschi e Davide Trevisani nel 2007,

  • Mariangela Gualtieri, Alberto Sughi e Azeglio Vicini nel 2008,

  • Francesco Amadori, Ilario Fioravanti e Monica Mondardini nel 2009

  • Giorgio Ceredi, Edmeo Lugaresi (alla memoria) e Maria Grazia Maioli nel 2010

  • Nerio Alessandri e Chiara Guidi nel 2011

  • Cino Pedrelli (alla memoria), Bruno Piraccini e Cristina Ravaglia nel 2012

  • Giuliano Galassi, Giobbe Gentili e Anna Zanoli nel 2013

  • Emanuelle Caillat, Dionigio Dionigi e Giovanni Paganelli nel 2014

  • Giulio Babbi, Monica Miari e Nadia Campana (alla memoria) nel 2015

  • Romeo Castellucci, Sara Santoro (alla memoria) e Fabio Zaffagnini nel 2016

  • Marisa Marisi, Franco Servadei, Marco Tamburini (alla memoria) nel 2017

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La chirurgia dell’Ausl Romagna approda a Boston, al congresso annuale dell’American College of Surgeons 2018. Il dottor Andrea Lucchi, uno dei 160 chirurghi italiani “membri internazionali” del College, ha infatti illustrato un intervento svolto all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione con una innovativa tecnica mininvasiva.

L’American College of Surgeons è l’associazione di chirurghi statunitensi e canadesi, alla

quale possono aderire anche chirurghi da tutto il mondo (detti international fellows) ed è una delle più prestigiose ed innovative al mondo. Quando si diventa membri (Fellow) dell’American College of Surgeons l’associazione “certifica” che il chirurgo ha una professionalità elevata. I congressi annuali del College sono momenti in cui vengono presentati i lavori e le innovazioni migliori in ambito non solo Americano ma internazionale. Pertanto la selezione dei lavori è molto scrupolosa e vengono accettati solo lavori di alto livello.

In occasione del congresso annuale del 2018 tenutosi a Boston il dottor Lucchi ha presentato il video di un intervento eseguito presso l’unità operativa di Chirurgia Generale di Riccione di cui è direttore facente funzioni. Si tratta di una tecnica di chirurgia oncologica di emicolectomia destra laparoscopica con asportazione completa del mesocolon eseguita in pochi centri perché molto complessa. L’intervento, eseguito per un caso di neoplasia del colon destro, comporta l’asportazione oltre che del colon destro di un numero maggiore di linfonodi rispetto alla tecnica classica. Il tutto in laparoscopia, cioè con approccio mininvasivo e con un periodo libero da malattia aumentato (secondo molteplici studi scientifici pubblicati).

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Giovedì 22 novembre, dalle ore 16, nella sede dell’Ex Macello di Cesena (via Mulini 25) si terrà l’apertura del primo master universitario di secondo livelloAcute Care Surgery And Trauma (MiACS&T) Orazio Campione e Giorgio Gambale”, organizzato da Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Scuola di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche), in collaborazione con l’Azienda USL della Romagna e il patrocinio della World Society of Emergency Surgery (WSES). L’ente gestore è Servizi integrati d’Area SEr.In.AR Forlì – Cesena

 

 

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Pomeriggio di studi "Energia e Benessere nell'Adolescenza", Cesena 16 Novembre 2018, presso Dipartimento di Psicologia, col Patrocinio dell'AUSL della Romagna.

L'evento propone una riflessione sulle nuove realtà adolescenziali e la restituzione di due anni dell'Azione-Ricerca-Azione "La costruzione del benessere in adolescenza" realizzata nelle scuole secondarie inferiori dei due Distretti di Cesena-Valle Savio e Rubicone-Mare, condotta dal Dipartimento di Psicologia di Cesena/Università di Bologna e dal "Coordinamento Servizi Giovanili tra sociale e sanitario, circondario cesenate"/AUSL della Romagna.

Saranno presenti il famoso sociologo e psicoanalista franco-argentino M.Benasayag (Come infondere il coraggio di vivere in un’epoca in cui dominano le passioni tristi? Come costruire legami che vadano nella direzione della gioia e non della tristezza?), E.Cicognani-C.Tomasetto, Università degli Studi di Bologna-Dipartimento di Psicologia ("La costruzione del benessere in adolescenza: una ricerca-azione”), P.Ugolini, sociologo/AUSL della Romagna (“Coordinare/integrare servizi sociali e sanitari in pre ed adolescenza”).

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Grazie alla prontezza della propria compagna e all’attivazione immediata ed appropriata della “catena del soccorso”, un paziente marchigiano che nei giorni scorsi è stato colto da ictus in treno è stato sottoposto in tempi rapidissimi alle cure del caso, grazie alle quali ha avuto una ripresa totale e completa delle proprie facoltà. Il fattore tempo, e dunque il riconoscimento dei sintomi e il rapido intervento, in questa patologia sono infatti fondamentali.

I fatti. Il paziente, 43 anni d’età, viaggiava in treno in direzione di Bologna. Poco prima della stazione di Rimini ha iniziato ad avere alcuni dei sintomi tipici dell’ictus che sono: difficoltà a parlare e a muoversi e bocca storta, un lato del corpo più debole, difficoltà visiva e di equilibrio, un dolore alla testa intenso e insolito.

Proprio i sintomi che la compagna, che viaggiava col paziente, ha subito colto: “Rispondeva alle mie domande in modo poco chiaro, non era lucido, e aveva difficoltà da una parte del corpo – racconta la signora – ho immaginato che ci fosse qualcosa di grave che non andava, così ho chiesto aiuto agli altri passeggeri e al capotreno”. Contestualmente è stato chiamato il 118 che ha inviato un’ambulanza alla stazione di Rimini dove il treno si è fermato, ed è scattato il protocollo per i sospetti casi di ictus. Il paziente è stato accompagnato al Pronto soccorso dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, diretto dalla dottoressa Tiziana Perin, e sottoposto a consulenza neurologica, TC ed AngioTC, dalle quali è emersa l’occlusione dell’arteria cerebrale media di destra e dissecazione della carotide interna nel tratto cervicale.

I medici hanno subito effettuato un primo trattamento trombolitico endovenoso, vale a dire l’iniezione di un farmaco per sciogliere l’occlusione, e contestualmente hanno contattato e trasmesso il quadro clinico in telemedicina ai colleghi della Neuroradiologia dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena, diretta dalla dottoressa Maria Ruggiero, centro di secondo livello vocato al trattamento endovascolare dell’ictus per i territori del Cesenate, Forlivese e Riminese. Giunto a Cesena, il paziente è stato sottoposto a trombectomia meccanica endovascolare cerebrale, cioè alla completa riapertura dell’arteria attraverso cateteri vascolari. Il paziente è stato poi ricoverato nella Stroke Unit di secondo livello a Cesena, nell’ambito della Neurologia diretta dal dottor Walter Neri.

Il fattore tempo e la perfetta sincronia e integrazione di tutti gli interventi e delle articolazioni aziendali coinvolte hanno fatto sì che il paziente si sia ripreso completamente e senza conseguenze, come il successivo esame neurologico completo ha evidenziato. I postumi dell’ictus possono essere, invece, estremamente invalidanti.

“Mi sento abbastanza bene – racconta il paziente – e soprattutto mi sento protetto. Sono stato preso in carico e curato molto bene. Per di più – aggiunge – non è la prima volta che l’Emilia Romagna mi salva la vita: quando ero bambino ho avuto un altro problema fisico importante per il quale sono stato curato e con successo, sempre all’Ospedale ‘Bufalini’ di Cesena”.

In Romagna, ogni anno, si registrano circa 2.100 ictus ischemici. Di questi l’80 per cento rappresenta un primo episodio, il 20 per cento una recidivia. Non per tutti i pazienti è possibile effettuare i trattamenti descritti e con la medesima efficacia, in rapporto alle condizioni cliniche e alle caratteristiche dell'ictus. Nel corso del 2018 presso l’Ospedale di Cesena ne sono stati effettuati 114.

Circa il 30 per cento dei pazienti con ictus si reca in Pronto Soccorso con mezzi propri, senza attivare il 118, con un conseguente allungamento dei tempi di intervento da parte dei sanitari. Il messaggio fondamentale, come ribadiscono le dottoresse Ruggiero e Perin, è che, invece, non appena si presentano sospetti sintomi di ictus, bisogna chiamare subito il 118 perchè può significare evitare la morte e ridurre gli esiti invalidanti dell'ictus. E’ dunque importante per tutti conoscere i sintomi e agire di conseguenza, tant’è vero che la Regione Emilia Romagna ha, proprio nei giorni scorsi, lanciato un’apposita campagna attraverso un video col noto comico romagnolo Giacobazzi: al seguente link il video stesso e tutti i dettagli della campagna:

La campagna regionale di sensibilizzazione per il riconoscimento precoce e tempestivo dei sintomi dell’ictus cerebrale

 

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Per un bimbo stare in ospedale è già di per se’ una sofferenza. Se poi l’accesso è dovuto ad un piccolo trauma, che magari provoca un po’ di dolore, e c’è anche un po’ da aspettare perché in sala d’attesa ci sono altri bambini che attendono di ricevere le cure, la cosa rischia di diventare davvero pesante.

D’altra parte l’accoglienza per i pazienti, specialmente per i più fragili (bambini, anziani…) è una politica importante, sposata dalla Regione Emilia Romagna, e per la quale già da anni l’Azienda USL sostiene investimenti.

Quando, infine, questi aspetti si possono affrontare al meglio grazie alla vicinanza della società civile, il risultato è davvero bello e importante.

E proprio questo è il caso della donazione di mobili ludici per arredare e arricchire l’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche dell’Ospedale di Rimini ad opera di Vincenzo e Veronica Lippoli, titolari della Falegnameria Lippoli che produce arredi su misura.

Si tratta di arredi realizzati in legno e tinteggiati con apposite vernici all’acqua e biologiche. E nel dettaglio sono stati collocati – e inaugurati stamane alla presenza dei donatori, del dottor Gianluca Vergine (direttore della Pediatria dell’”Infermi”), della dr.ssa Laura Viola (responsabile Ambulatorio Urgenze Pediatriche), della Direzione Medica Ospedaliera e della dottoressa Elisabetta Montesi (responsabile aziendale Fundraising) – i seguenti mobili del valore complessivo, di produzione, di oltre mille euro:

• casetta in listelli di massello di abete di doppio colore in stile marino, di un metro e mezzo circa di lato e un metro e mezzo di altezza, con ingresso e due finestre;

• ponticello in legno con sagoma tonda senza gradini e di altezza di circa 20 centimetri;

• pannello montessoriano senza elementi sonori;

• 3 mensole da fissare al muro per riporre i libri.

L’Azienda Usl della Romagna, dalla Direzione al direttore della Pediatria riminese dottor Gianluca Vergine, ringraziano la famiglia Lippoli per la generosa donazione che contribuisce al miglioramento continuo della qualità dell’ambiente ospedaliero, quale presupposto per l’erogazione di standard elevati di cura.                                                   

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Il Sistema Sanitario Nazionale pubblico e universalistico è una importante conquista. L'Italia l'ha fatta 40 anni fa, e oggi va rafforzata. Per questo l'Azienda ha deciso di organizzare il convegno "1978 - 2018. I quarant'anni del Sistema Sanitario Nazionale verso un futuro in rete" che si terrà al Centro Congressi della Fiera di Cesena (zona Pievesestina - via Dismano, 3845) nel pomeriggio del 31 ottobre prossimo.

Sarà un'occasione per confrontarci, mostrare quanto di buono abbiamo fatto, ma anche guardare al futuro. Un'occasione da non perdere. E' prevista la partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dell'Assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi. Condurrà i lavori Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.

L'accesso è libero e gratuito e la cittadinanza è invitata; per gli operatori Ausl Romagna che desiderano gli ECM (previsti per tutte le figure sanitarie) è obbligatoria la registrazione tramite procedura WHR - codice corso: 17244

Tutti i dettagli nell'allegato pieghevole.

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