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“Fate il nostro gioco”:  Al Museo della Città la mostra interattiva per svelare i meccanismi alla base del gioco d’azzardo. Allestita negli spazi allestiti al primo piano dell’ala moderna del Museo della Città di Rimini, in via Tonini 1, la mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta dal 19 gennaio al 17 febbraio, con la possibilità di prenotare percorsi guidati di 90 minuti  attraverso la mail e il numero di telefono dedicati: prenotazioni@fateilnostrogioco.it ,  al numero 0541.653103. Le visite guidate possono essere organizzate secondo il seguente orario: MATTINO: 9:00, 9:45, 10:30, 11:15, 12:00; POMERIGGIO: 14:00, 15:00, 16:00, 17:00. Il progetto, rivolto soprattutto ai giovani, è finalizzato alla prevenzione del gioco d'azzardo ( qui uno zoom sul fenomeno) attraverso l'analisi dei meccanismi matematici che lo regolano.

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Dopo la firma, venerdì scorso, della donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione all'Ospedale di "Rimini", la BCC di Gradara torna a donare alla sanità romagnola. Si è svolta infatti questa mattina, all’Ospedale di Cattolica, una cerimonia di inaugurazione di una nuova apparecchiatura: si tratta di un set di strumenti Karl Storz per il trattamento delle fistole anali e delle cisti sacro coccigee, che potranno essere operate con tecniche mininvasive innovative.

Erano presenti il presidente della BCC Fausto Caldari, il sindaco di Cattolica Mariano Gennari, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore del presidio ospedaliero Romeo Giannei e il dottor Andrea Lucchi, direttore dell’unità operativa di di “Chirurgia Generale di Riccione - Cattolica”.

Tale strumentario, del valore di circa diecimila euro e attualmente inedito in Romagna, sarà utilizzato presso i blocchi operatori dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, e porterà vantaggi molteplici in termini di degenza, dolore postoperatorio, risultato estetico, risparmio di giorni lavorativi/scolastici per i pazienti, oltre che in termini di costi legati ai lunghi cicli di medicazioni ambulatoriali ai quali spesso i pazienti stessi si devono sottoporre. Saranno circa 80 l’anno gli interventi che si svolgeranno a Cattolica con il nuovo strumento e con tecniche innovative.

Più nello specifico.

La fistola anale

A livello del canale anale, a pochi centimetri dall’orifizio esterno, si trovano normalmente alcune piccole ghiandole che producono muco: in certe circostanze, i batteri che normalmente si trovano a questo livello possono infettarle e dare origine ad ascessi più o meno gravi e ad una fistola, con interessamento dei muscoli circostanti che regolano gli sfinteri. Il trattamento di questa patologia è esclusivamente chirurgico che può essere più o meno importante a seconda della condizione della lesione. Se lo sfintere è interessato in maniera ampia possono rendersi necessari anche due interventi a distanza di due mesi l’uno dall’altro.

Con l’apparecchiatura donata è possibile intervenire con l’innovativa tecnica Vaaft la cui principale peculiarità consiste nell’esecuzione sotto visione diretta, grazie all’impiego di una speciale ottica (fistuloscopio operativo) che viene introdotta nella fistola stessa ed di un sistema video. Diversi i vantaggi: la Vaaft viene eseguita in regime di day surgery, per cui il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento e si possono evitare le indagini preoperatorie come ecografia, risonanza magnetica e altro. Non vengono, inoltre, usati specilli metallici “alla cieca” che possono rompere la fistola e provocare false strade. E’ invece più certa e sicura l’efficacia dell’intervento sulla lesione, limitando le recidivie. Dal punto di vista più strettamente clinico, al termine dell’intervento non restano cicatrici e quindi viene evitata la necessità di medicazioni. Viene azzerato il rischio di incontinenza postoperatoria che varia dal 10 al 30 per cento negli interventi tradizionali ed è più sopportabile il dolore post operatorio con conseguente possibilità di limitare il successivo utilizzo di analgesici.

La cisti sacro coccigea o sinus pilonidalis

E’ una patologia benigna molto frequente per lo più nei giovani e si forma in regione sacrale tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare. Sottoposte a microtraumi continui (come nella posizione seduta), queste cisti finiscono con l'andare incontro ad una infiammazione cui può seguire la formazione di un ascesso. L’intervento chirurgico necessario ad asportare tale cisti classicamente comporta una escissione con una anestesia generale o spinale, spesso con tempi di guarigione dilatati (due mesi) e la necessità di medicazioni quotidiane per 15 giorni.

L’innovativa tecnica denominata Epsit è video assistita ed estremamente efficace anche nei casi di recidiva dopo tecniche tradizionali. Il significato di questa nuova tecnica mini-invasiva deriva dal concetto che, operando endoscopicamente e rimuovendo l'intera area infetta, si ottiene una completa guarigione mediante una o due piccole incisioni di circa mezzo centimetro di diametro evitando ampie ferite chirurgiche e soprattutto lunghe e dolorose convalescenze. Lo strumentario chirurgico è lo stesso utilizzato per la Vaaft: fistuloscopio operativo collegato a un sistema video, elettrodo monopolare, spazzola e pinze endoscopiche.

La EPSiT ha sicuramente molti vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali, primo fra tutti la visione diretta e la mini-invasività, cui conseguono un risultato estetico finale notevolmente migliore, l'immediata ripresa delle normali occupazioni da parte del paziente (uno-due giorni di convalescenza), la sostituzione delle medicazioni con lavaggi con soluzione fisiologica, minor dolore post operatorio tanto che solo un paziente su dieci abbisogna di terapia analgesica, l’intervento in regime di day surgery (il paziente viene ricoverato al mattino e dimesso nel pomeriggio) e in anestesia locale.

Nel corso dell'evento il Sindaco Mariano Gennari ha commentato: “L'ospedale di Cattolica rappresenta un valore aggiunto per la nostra comunità. Al suo interno operano figure altamente specializzate e di questo ne siamo fieri. Allo stesso tempo siamo orgogliosi di avere sul territorio una Banca come quella di Gradara che ha a cuore la salute dei cittadini e che con il suo operato va ben oltre al suo ruolo, contribuendo attivamente anche nei settori del sociale e della cultura. L'interlocuzione franca e continua con i Dirigenti dell'Ausl Romagna ha permesso di mettere a sistema le migliori energie che trovano sintesi nei feedback positivi che i cittadini mi riportano”.

Il direttore generale Marcello Tonini ha a sua volta evidenziato il rapporto di fiducia e rispetto dei ruoli tra l’Ausl ed il Comune di Cattolica: “E’ quando c’è questo clima che si lavora bene. E altrettanto deve essere al nostro interno, come Azienda, dove dobbiamo sempre far prevalere l’unità alle divisioni. E questo a Cattolica, devo dire, succede in modo particolare. Anche questa apparecchiatura è stata donata dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, così come molte altre, all’Ausl Romagna. Per ricordare solo il caso più recente, la settimana scorsa il presidente Fausto Caldari ha firmato la documentazione per la donazione di una Risonanza Magnetica all’Ospedale Infermi di Rimini. Faremo di tutto per continuare a meritare tanta fiducia”.

Dichiarazione presidente Fausto Caldari. “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse.

Dopo aver formalizzato, solo pochi giorni fa, la donazione di una Risonanza Magnetica, che ad aprile verrà inaugurata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, prosegue la nostra attività di prevenzione e cura della salute, che ormai contraddistingue il nostro radicamento sul territorio. Questa specifica iniziativa, sollecitata dal dott. Andrea Luchi, primario della Chirurgia di Riccione e Cattolica, rientra anche in un progetto di valorizzazione dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica. Sono orgoglioso di queste iniziative della BCC di Gradara, e posso affermare che con la nuova Riviera Banca, che avrò l’onore di guidare, e che sarà operativa dal prossimo aprile, sicuramente proseguiranno, arrecando vantaggi alla nostra collettività”.

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Presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini è presente, dal 2000, un sistema di risonanza magnetica del tipo total body ad alto campo con magnete superconduttore: si tratta di un’apparecchiatura all’avanguardia, soprattutto per quel periodo, e in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un un unico momento. Il sistema lavora 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a 12.000. L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero.

L’apparecchio situato presso l’“Infermi” è dunque lo strumento di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini e fornisce un imprescindibile mezzo di diagnosi. Il sistema è stato oggetto di importanti aggiornamenti negli anni, tuttavia l'evoluzione tecnologica a cui oggi si è giunti rende meno conveniente aggiornarlo ulteriormente.

E’ diventata dunque forte, anche alla luce di una forte crescita del numero di risonanze richieste, la necessità di rinnovare la tecnologia adeguandola all’attuale stato dell’arte e potenziandola.

In particolare è fortemente sentita la necessità di migliorare la dotazione tecnologica per far fronte alle richieste che provengono da discipline per le quali la Risonanza Magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

▪  Cardiologia;

▪  Urologia (esame multiparametrico della Prostata);

▪  Neuroradiologia;

▪  Chirurgia Vascolare.

Queste necessità sono state inquadrate anche in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa della BCC di Gradara che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità verso le esigenze della comunità, rendendosi disponibile a donare un nuovo sistema di Risonanza Magnetica di alta fascia.

Si tratta di un sistema di Risonanza Magnetica per Immagini di tipo total body e ad alto campo di ultima generazione, configurato nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Il valore di tale sistema raggiunge la cifra di un milione di euro e arriverà all’”Infermi” nelle prossime settimane; sono intanto in fase di completamento i lavori di preparazione dei locali per poterlo accogliere. Ieri la firma degli atti notarili di donazione.

Dichiarazione del direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini: “In queste circostanze, specialmente quando si tratta della BCC di Gradara, che tantissimo ha fatto per l’Ausl e per i cittadini della provincia di Rimini, si corre il rischio di ripetersi. Perciò ai ringraziamenti, doverosi e autentici, alla banca e al suo presidente Fausto Caldari, voglio affiancare un forte l’impegno, nostro  e dei nostri operatori, a dare il massimo, ogni giorno, per utilizzare al meglio questa tecnologia che generosamente ci è stata messa a disposizione. E’ molto importante, soprattutto in questo momento storico, che le Istituzioni, la Società Civile, il mondo delle associazioni, i cittadini, stiano uniti per la crescita e il mantenimento degli alti livelli qualitativi della nostra comunità. La Banca di Gradara da questo punto di vista rappresenta, e non da oggi, un esempio”.

Dichiarazione del presidente della BCC di Gradara Fausto Caldari: “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse. Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società. Con l’Ausl, con la quale abbiamo un rapporto speciale, da ormai dieci anni è stato intrapreso un programma di donazioni di macchinari, destinati agli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica, che contribuiscono allo sviluppo del territorio, partendo proprio dal sostegno alla salute. Oggi abbiamo formalizzato la donazione di una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro che, nella prossima primavera, verrà inaugurata presso l'Ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della salute, a beneficio di tutta la comunità. Si tratterà della prima azione sociale della futura Riviera Banca”.

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Un gruppo di ricerca formato dalla Uo di Nefrologia e Dialisi di Forlì e Cesena, diretta dal dottor Giovanni Mosconi e dalla Uo di Medicina dello Sport di Ravenna diretta dal Dr G. Sella, dal Centro Nazionale Trapianti, dal Centro di Ricerca e Prevenzione dei Rischi della Facoltà di Ingegneria di Modena, dal Dipartimento Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola di Bologna e dal Centro di Riferimento Trapianti della Regione Emilia-Romagna, e dalla Medicina dello Sport dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha conseguito un finanziamento nell’ambito del Bando di Ricerca INAIL BRIC 2018.

Il progetto, che verrà supportato fino a 524mila euro nell’arco di 2 anni, è dedicato alla sviluppo di una rete clinica multidisciplinare e di applicativi web per facilitare lo stile di vita attivo e superare le barriere psicologiche che rallentano l’inserimento del paziente trapiantato nel lavoro e nella società.

Si tratta di un importante riconoscimento, che completa un percorso di oltre 10 anni per promuovere e incrementare l’attività fisica controllata per il trapiantato; circa il 30% dei pazienti dichiara di praticare una regolare attività fisica. I risultati degli studi condotti testimoniano che l’attività fisica, prescritta e controllata, rappresenta uno strumento rilevante per migliorare le condizioni cliniche del paziente e, quindi, il pieno recupero della vita sociale e lavorativa.

Questo filone di attività del Centro Nazionale Trapianti e di tutto il gruppo di lavoro del progetto "Trapianto...e adesso Sport" ha prodotto oltre 25 pubblicazioni nazionali e internazionali e la diffusione dell’iniziativa tra i 47 Paesi del Consiglio d’Europa. Un lavoro che ha investito il settore clinico, comunicativo e informatico e che ha visto al suo fianco le principali associazioni dei pazienti trapiantati, con particolare riferimento all’ANED Sport.

Il dottor Giovanni Mosconi esprime a nome di tutto il gruppo di lavoro aziendale la propria soddisfazione: "Per la Nefrologia di Forlì-Cesena e per la Medicina dello Sport di Ravenna si tratta di un risultato molto positivo che arriva a coronamento di un percorso iniziato con abnegazione in un periodo in cui l'importanza attribuita allo stile di vita era sicuramente inferiore a quanto oggi ritenuto a livello internazionale. La nostra Azienda si colloca come partner di primo piano e di coordinamento scientifico in un progetto con possibili sviluppi operativi a livello nazionale ed internazionale. L'importante da oggi sarà dar seguito a quanto previsto con la attiva partecipazione ed il coinvolgimento delle diverse compenenti professionali aziendali, sempre nell'ottica di un miglioramento del livello assistenziale".

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Mattinata molto speciale per la Pallacanestro Forlì 2.015, che ha fatto visita al reparto di Pediatria dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni per regalare un sorriso ai piccoli ospiti della struttura. Carichi di calze della Befana offerte da Conad, hanno rappresentato la società biancorossa Jacopo Giachetti, Rino De Laurentiis, Kenny Lawson e Daniel Donzelli, insieme al Team Manager Andrea Bertini.  Accompagnati dal Primario dottor Enrico Alessandro Valletta, i giocatori hanno visitato le stanze del reparto scambiando sorrisi e fotografie con genitori e piccoli. L'augurio condiviso è stato quello di rivedersi presto all'Unieuro Arena.  Pallacanestro Forlì 2.015 ringrazia sentitamente Ausl Romagna e in particolare il Dipartimento dell'Ospedale di Forlì per la disponibilità e la collaborazione messe in campo anche a quest'anno: insieme è più facile vincere!"

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La Befana del comitato di quartiere Romiti ha fatto visita questa mattina ai bambini ricoverati nel reparto di Pediatria dell'ospedale Morgagni - Pierantoni di Vecchiazzano, portando loro la tradizionale calza. Un simpatico momento di allegria anche con il personale del reparto e i genitori dei piccoli ricoverati in questa giornata di festa.

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Il parco ambulanze del comprensorio forlivese, come già anticipato qualche mese fa, verrà potenziato, a partire da febbraio 2019, da una seconda automedica a disposizione della popolazione delle vallate. Attualmente sono operative nel territorio forlivese dieci autoambulanze ed un'automedica per le vallate.
Da ottobre, inoltre, sono state acquisite due ambulanze 4x4 per i territori di Modigliana e Santa Sofia, in sostituzione dei vecchi mezzi. Altre novità hanno riguardato il personale e gli orari di utilizzo delle ambulanze già operative: a Forlì, un mezzo prima dotato di personale "soccorritore" è stato ora potenziato con personale infermieristico, operativo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, mentre un'altra ambulanza, utilizzata nell'arco delle 12 ore dal lunedì al venerdì, ora viene utilizzata anche nelle giornate di sabato, domenica e nei giorni festivi.
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Due delle principali organizzazioni di lotta contro il cancro del territorio romagnolo fanno sistema a favore delle pazienti colpite da tumore al seno: nasce così “Le Amiche di Arianna”, gruppo di supporto aperto nato dalla collaborazione tra Istituto Oncologico Romagnolo e LILT Forlì-Cesena. Due realtà che da tempo lavorano singolarmente molto vicine all’Unità Operativa di Chiurgia Senologica di Forlì, guidata dai primi mesi del 2018 dalla dottoressa Annalisa Curcio.

 Lo scopo di “Le Amiche di Arianna”, che si muoverà nell’ambito della convenzione Ass. Amici e Volontari IOR – AUSL Romagna, è quello di fornire un sostegno alla donna operata o in attesa di un intervento chirurgico alla mammella; aiutarla ad affrontare il proprio percorso di guarigione; facilitarne il ritorno alla normalità e il reinserimento sociale e famigliare; infine, sensibilizzare gli operatori socio-sanitari, le autorità e l’opinione pubblica sul problema del tumore al seno. Parte fondamentale del gruppo di supporto sarà rappresentato da coloro che “ce l’hanno fatta”: ex pazienti che metteranno a disposizione il proprio vissuto e, attraverso la condivisione dell’esperienze e delle sofferenze, agevoleranno il cammino di chi, al contrario, sta ancora affrontando malattia e terapie.

“Riprendere il cammino interrotto con l’associazione delle donne operate al seno è qualcosa che mi rende particolarmente felice – afferma il dott. Fabio Falcini, Responsabile del Centro di Prevenzione Oncologica di Forlì e Presidente della LILT Forlì – poter lavorare assieme allo IOR porterà sicuramente a migliorare il percorso senologico per il futuro. Per noi professionisti il mondo del volontariato rappresenta uno stimolo ed un confronto continuo: la benzina che fa andare a mille il nostro motore”.

 Anche Annalisa Curcio, Direttrice della U.O. di Chirurgia Senologica dell’Ospedale Pierantoni-Morgagni di Forlì, sede delle attività del gruppo di supporto, ha espresso la sua soddisfazione relativa alla partenza del progetto. “Le Amiche di Arianna rappresenta, per la nostra città, un prezioso traguardo che coinvolge non solo le donne che hanno affrontato un percorso di cura per neoplasia mammaria e le persone a loro più vicine, ma anche i professionisti sanitari coinvolti in questo percorso. Il ruolo di realtà come IOR e LILT è diventato oggi di centrale importanza, rappresentando non più solo i semplici portavoce dei bisogni dei pazienti ma anche soggetti attivi e partecipanti. In quest’ottica il reparto di Chirurgia Senologica di Forlì si impegna a creare un clima di collaborazione con questo neonato gruppo, con l’obiettivo di condividere strategie e attività nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del tumore alla mammella”.

 

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“Un sorriso contro il dolore”. E’ il nome della campagna di raccolta fondi on-line, attiva da ieri sulla piattaforma “Idea Ginger” per finanziare l’acquisto di un’apparecchiatura contro il dolore cronico per l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che servirà i cittadini di tutta la Romagna. Sarà possibile effettuare la propria donazione on-line sul sito www.ideaginger.it scegliendo il progetto “Un sorriso contro il dolore”. Il tutto è stato presentato in una conferenza stampa svoltasi all'Ospedale di Ravenna, cui hanno partecipato Roberto Pesaresi, responsabile marketing de “LA BCC ravennate forlivese e imolese”, i rappresentati di Edera Ritmica Ssd di Ravenna e la responsabile provinciale di Cittadinanzattiva Hedda Forlivesi, nonché, per l’Azienda, il responsabile della rete antalgica dell’Ausl Romagna dottor Massimo Innamorato, il dottor Paolo Tarlazzi della direzione sanitaria dell’Ospedale di Ravenna, la dottoressa Elisabetta Montesi responsaile fundrising per l’Ausl Romagna e la dottoressa Patrizia Barattoni curatrice di un evento a supporto della raccolta fondi.

La campagna, della durata di 90 giorni, sarà infatti scandita da una serie di iniziative di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini, le aziende, la società civile, al fine di perseguire l’obiettivo di raggiungere la somma di diecimila euro, necessaria per l’acquisizione. Il primo evento è previsto già per martedì 11 dicembre al Teatro Rasi di Ravenna alle ore 21 con una serata di danza ritmica organizzata da “Edera Ritmica Ssd” (si veda anche l'allegata locandina).

Si potranno donare anche piccole cifre, e a seconda della donazione vi saranno anche piccole premialità. Partner della campagna sono “LA BCC ravennate forlivese e imolese” e le associazioni “Cittadinanzattiva TDM” e “Parkinsoniani” sezione ravennate. "Qualora non di dovesse raggiungere l'obiettivo le somme donate saranno restituite - ha spiegato la dottoressa Montesi - questa è garanzia di serietà del progetto, e allo stesso tempo uno sprone a tutti ad essere solidali".

L’apparecchiatura. Si tratta di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che può essere utilizzata per i pazienti affetti da alcune determinate tipologie di dolore cronico e che sarà collocata presso l’ambulatorio di Antalgico dell’Ospedale di Ravenna diretto dal dottor Massimo Innamorato (responsabile rete Terapia Antalgica dell’Ausl Romagna). La tecnica è denominata stimolazione transcranica a corrente diretta continua (“tDCS”); è nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, ed é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi).

E’ una tecnica molto “giovane”, ma molti studi la indicano come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia in altre patologie cronico degenerative, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere gli effetti più stabili e duraturi. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

“Visto che la solidarietà è contagiosa, contiamo sulla generosità di tutti i ravennati e romagnoli anche approfittando del proficuo periodo delle Festività natalizie – commenta il dottor Innamorato -. Anche se la campagna durerà tre mesi e quindi ci sarà tempo fino a marzo per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo”.

“Siamo molto felici di partecipare ad iniziative come questa, che anche per noi è sperimentale. D’altra parte collaborare con progetti a livello del territorio di riferimento è nella nostra mission aziendale” ha a sua volta detto il dottor Pesaresi de “LA BCC”.

La signora Forlivesi ha a sua volta evidenziato che "faremo anche noi sensibilizzazione per la buona riuscita della campagna".

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Il dottor  Nabil Shallik, egiziano  di nascita, è stato il primo medico ad introdurre la sleep endoscopy all'ospedale di Rumailah  di DOHA (Qatar), dove lavora attualmente ed è arrivato in questi giorni all'ospedale di Forlì proprio per incontrare il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa - Collo dell'Ausl Romagna.

Con sleep endoscopy s’intende un insieme di procedure diagnostiche, di relativa recente introduzione, eseguite con tecnica endoscopica in un paziente roncopatico che “dorme”, spontaneamente o sotto influsso farmacologico, al fine di rilevare le apnee ostruttive del sonno“.

L'équipe forlivese è stata la prima ad introdurre questa tecnica in Italia, che ora fa parte della routine quotidiana. Proprio per questo l'Unità Operativa del professor Vicini attira moltissimi esperti del settore da tutto il mondo e studenti desiderosi di apprendere le tecniche chirurgiche adottate nell'ospedale romagnolo“.

Il dottor Shallik, 42 anni,  è responsabile della sezione anestesia dell'ospedale di Rumailah,consulente senior in anestesia, terapia intensiva, reparto di medicina perioperatoria dell'Hamad Hospital e direttore dei corsi sulle vie aeree per Hamad Medical Education e il centro robotico della Qatar Foundation a Doha, Qatar.

E' anche assistant professor nel dipartimento di anestesia e terapia intensiva presso il Weill Cornell Medical College in Qatar.

Fa parte di alcuni importanti comitati,tra cui l'European Airway Management Society (EAMS), la Airway Management Academy (AMA), la Difficult Airway Society (DAS), la Society of Airway Management (SAM), la Società europea di anestesia e dolore regionale Terapia (ESRA) e The Egyptian Society of Anesthesia and Intensive care.

Ha pubblicato inoltre alcuni volumi sulle  intubazioni difficili e sulla ricostruzione in 3d delle vie respiratorie.

 

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