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Giovedì, 24 Ottobre 2019 12:57

INFLUENZA STAGIONALE: AL VIA LE VACCINAZIONI

Dal 28 ottobre vaccini gratuiti per malati cronici, over65enni e addetti a servizi essenziali. L’Ausl invia un SMS ad anziani e persone affette da patologia cronica per invitarle a vaccinarsi
In Romagna acquistate 220.000 dosi di vaccino che verranno per la gran parte distribuite ai Medici di Medicina Generale per la vaccinazione dei loro assistiti
Anche quest’anno gratuita la vaccinazione contro lo pneumococco, per i nati nel 1954

Parte lunedì prossimo, 28 ottobre, la campagna di vaccinazione contro l’influenza. Principali destinatari dell’offerta del vaccino antinfluenzale sono i gruppi di popolazione più a rischio di complicanze, in particolare gli anziani di età pari o superiore a 65 anni, le persone di tutte le età affette da patologie croniche debilitanti e le donne gravide in qualsiasi periodo della gravidanza. Durante la gravidanza infatti il sistema immunitario è naturalmente indebolito per accogliere al meglio il bambino e portare a termine la gravidanza, e questo rende le donne più vulnerabili ad alcune infezioni. Una donna incinta che si ammala di influenza è più a rischio di manifestare forme gravi di malattia.
Particolarmente importante è, inoltre, la vaccinazione degli operatori sanitari, in quanto è necessario che il personale addetto all’assistenza sia immune per evitare di trasmettere l’infezione ai pazienti e assicurare la presenza in servizio durante il periodo epidemico.

La vaccinazione viene raccomandata anche per categorie di soggetti che, pur non facenti parte di gruppi a rischio, sono comunque strategici per il Paese in quanto addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo:
-forze dell’ordine e protezione civile (compresi i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale)
-donatori di sangue
-personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo
-personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali.
Il vaccino antinfluenzale viene offerto, infine, anche alle persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, veterinari, trasportatori di animali, macellatori).

Anche quest’anno, per la popolazione adulta, la vaccinazione sarà affidata ai Medici di famiglia a cui ci si deve rivolgere per ogni informazione e per concordare le modalità di effettuazione. I bambini affetti da patologie croniche predisponenti le complicanze, verranno invitati alla vaccinazione dal Servizio Pediatria di Comunità su segnalazione del proprio pediatra. Le donne in gravidanza possono ottenere la vaccinazione, oltre che dal proprio medico di Medicina Generale, anche presso gli ambulatori di Igiene Pubblica.

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, delle possibili gravi complicanze e della variabilità dei virus influenzali. La prevenzione dell’influenza si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che su misure di igiene e protezione individuale: lavarsi bene e frequentemente le mani, coprirsi naso e bocca ogni volta che si tossisce e starnutisce, usare fazzoletti monouso e gettarli dopo l’utilizzo, limitare i contatti con altre persone in caso di influenza.
La vaccinazione è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio.

Il vaccino antinfluenzale è sicuro, di provata efficacia e generalmente ben tollerato.
Gli effetti collaterali più comuni, anche se non frequenti, possono consistere in dolore di solito di lieve entità e/o arrossamento nel punto di iniezione. In rare occasioni possono manifestarsi leggero malessere generale, febbricola, dolori muscolari, nevralgie, di breve durata. I vaccini in uso non contengono mercurio o suoi derivati ed essendo costituiti da particelle virali frammentate e purificate non possono essere responsabili di trasmettere la malattia influenzale.
Per le categorie a rischio la somministrazione del vaccino è gratuita. Una sola dose di vaccino è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dei bambini mai vaccinati in precedenza, ai quali vengono raccomandate due dosi a distanza di quattro settimane.

L’Ausl Romagna ha già acquistato 220.000 dosi di vaccino corrispondenti a 25.000 dosi in più di quelle che risultano acquistate al termine della campagna 2018/19 (+13%).
Nella stagione scorsa in Romagna i vaccinati hanno raggiunto quota 184.939 con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente (175.813 le persone vaccinate nel 2017).
Per quanto riguarda in particolare la popolazione ultrasessantacinquenne, il tasso di copertura vaccinale nel territorio romagnolo registrato l’anno scorso è leggermente aumentato (51,7% contro il 50,6% dell’anno precedente), anche se il risultato è ancora molto lontano dal valore del 75% considerato accettabile.
Significativo l’incremento registrato tra gli operatori sanitari: 3.985 le persone che hanno optato per il vaccino lo scorso anno, rispetto alle 3.151 del 2017-2018, passando quindi dal 25,7% al 32,8%.
Nella scorsa stagione si è osservato un trend in netta crescita anche per le donne in gravidanza il cui numero è quasi raddoppiato passando dalle 462 nel 2017/18 alle 856 dell’anno scorso.

 

             Cesena           Forlì                     Ravenna                          Rimini              Romagna
Dosi acquistate  40.000     40.000  80.000  60.000  220.000
Copertura vaccinale ultrasessantcinquenni (nel 2018)   52,7%  54,2%  46,8%  51,7%
N° operatori sanitari vaccinati (nel 2018)  792 913 1.222 1.058    

3.985 (32,2%)

N°donne gravide vaccinate (nel 2018)  286 196 292 77 856

 

Dei 172 casi gravi verificatisi nella nostra regione, 37 hanno riguardato cittadini romagnoli e hanno comportato 16 decessi.

Obiettivo di questa campagna è quindi di migliorare ulteriormente l’offerta attiva della vaccinazione nei confronti delle persone che più possono trarne beneficio, in particolare le persone affette da patologie croniche di qualunque età.
L’Azienda USL sta inviando ai cittadini appartenenti alle categorie a rischio (con più di 65 anni o affetti da patologie croniche) un SMS per ricordare loro l’importanza della vaccinazione e invitarli a sfruttare questa opportunità rivolgendosi al proprio medico di famiglia.
Per quanto riguarda invece il vaccino anti-pneumococco sono in corso di spedizione le lettere indirizzate a tutti i cittadini nati nel 1954 con invito a recarsi per la vaccinazione presso gli ambulatori dai medici di famiglia.

La campagna informativa regionale a sostegno della vaccinazione "Non farti influenzare, proteggi la tua salute"

 

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Grande succcesso, sabato scorso a Cattolica, per la serata "Noi ci saremo sempre", organizzata dall'Associazione Nazionale Carabinieri, il cui ricavato è stato destinato al Dipartimento Materno Infantile di Rimini dell'Ausl Romagna. Magistralmente diretta da Cristina Tassinari, e con la bellissima sorpresa della presenza di Anna Falchi, la serata ha visto alternarsi comici, musicisti e altri artisti, con la musica della Fanfara dei Carabinieri che già aveva allietato il centro storico di Cattolica nel pomeriggio. Teatro della Regina pieno e tanto divertimento, a fin di bene, per tutti, come emerge anche dalla gallery fotografica.

 

 

 

 

 

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Nuovo importante riconoscimento internazionale per Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena. La World Federation of Neurosurgical Societies (WFNS, che raccoglie oltre 49mila neurochirurghi in tutto il mondo) ha conferito al dottor Giorgio Lofrese, neurochirurgo dell’equipè cesenate, il prestigioso premio ‘Young Neurosurgeon Award’ assegnato da una giuria composta dai più illustri neurochirurghi dei cinque continenti ai migliori progetti scientifici proposti dai giovani specialisti under quaranta.

“Essere l’unico italiano nella top ten di questo prestigioso premio mondiale, nell’anno record per numero di partecipanti, rappresenta un importante risultato - spiega Giorgio Lofrese, neurochirurgo presso l’Ospedale Bufalini, vincitore del premio con menzione d’onore. “Ritirare questo riconoscimento durante il congresso della WFNS di Pechino, nel corso di una cerimonia ai piedi della Grande Muraglia, di fronte a molti dei più eminenti neurochirurghi al mondo, mi ha emozionato e reso fiero del gruppo di lavoro di cui faccio parte. Devo ringraziare tutti i colleghi neurochirurghi e chirurghi vertebrali che hanno collaborato alla realizzazione del lavoro”.

La giuria ha premiato l’accurata analisi del processo di guarigione e della qualità di vita dei pazienti anziani trattati chirurgicamente e conservativamente per particolari fratture del collo. Esaminando specifici parametri clinici e radiologici è possibile impostare trattamenti chirurgici o conservativi personalizzati, con l’obiettivo di salvaguardare questi fragili pazienti in termini di dolore e di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane.

I risultati di questo studio multicentrico, che ha coinvolto le neurochirurgie di Cesena, Ferrara, Parma, Reggio-Emilia e la chirurgia vertebrale del Maggiore di Bologna, sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Spine.

Ogni anno, l’equipè dell’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena, diretta dal dottor Luigino Tosatto, esegue più di 400 interventi per patologie del rachide. L’adozione delle più recenti tecniche mini-invasive e di tecnologie all’avanguardia, insieme all’affermazione internazionale degli studi che ne indirizzano l’utilizzo, si confermano tratti distintivi e motivo di orgoglio della chirurgia spinale romagnola.

 

 

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Il SIAT (Sistema Integrato Assistenza Traumi) della Romagna ha ospitato lo scorso 25 settembre presso il Trauma Center della Romagna, che ha sede all’ospedale Bufalini di Cesena, il Professor Walter Biffl, Direttore del Trauma Center Scripps La Jolla di San Diego, USA.
L’evento è stato organizzato dal dottor Vanni Agnoletti Direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena, dal dottor Luca Ansaloni Direttore dell’Unità Operativa Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Bufalini di Cesena e dalla dottoressa Costanza Martino. La collaborazione nasce dalla visita della dottoressa Martino, medico dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione del Bufalini , presso il Centro californiano con il mandato di osservarne l’organizzazione .
“Gli scambi culturali e di esperienze – affermano i professionisti cesenati che hanno organizzato l’evento - sono fondamentali per fare crescere chi lavora in team con una visione aperta e multidisciplinare e l’organizzazione in rete sulla gestione del trauma ha bisogno di continui aggiornamenti”. Appunto per questo, per mantenere viva la partnership culturale, il direttore del Trauma Center di San Diego ha visitato il 25 settembre il Centro Traumi dell’AUSL Romagna e ha illustrato, in un lettura magistrale, come si lavora in un’ottica di sistema sulla gestione del trauma in USA.
Il Professor Marco Ranieri dell’UNIBO e padre dell’ECMO italiano ha moderato la sessione sul tema di circolazione extracorporea condotta del dottor Alessandro Circelli, medico dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione di Cesena.
L’incontro è stato aperto dal direttore di presidio dottor Carlo Lusenti e dal Sindaco di Cesena Enzo Lattuca che insieme agli organizzatori dell’evento hanno ribadito la soddisfazione di condividere il lavoro fino ad ora condotto dal Trauma Center della Romagna – Cesena con centri importanti. “La cosa che ci ha dato più soddisfazione non è il mostrare il nostro lavoro, ma bensì il confronto con gli esperti e capire quanta strada dobbiamo ancora fare. Collaborare con ospedali importanti ci aiuta a crescere, non siamo soli, e le collaborazioni importanti si stanno solidificando” concludono gli organizzatori.

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E’ stato consegnato oggi dall’associazione Diabete Romagna al reparto di Endocrinologia e Diabetologia dell’ospedale Bufalini di Cesena un retinografo per prevenire le pericolose complicanze alla vista legate al diabete. Si conclude così con successo la campagna di raccolta fondi dell’associazione Diabete Romagna “Guardiamo il diabete negli occhi” promosso su “insiemedoniamo.it” il portale di crowdfunding dedicato ai progetti per il sociale del Credito Valtellinese.
Lo strumento, del valore di oltre 14mila euro, sarà collocato nel reparto di diabetologia dell’ospedale Bufalini di Cesena. Il progetto, promosso dall’Associazione Diabete Romagna, è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Romagna Solidale e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena che grazie all’Associazione tra Fondazioni di Origine bancaria dell’Emilia Romagna ha messo a disposizione € 10.000,00. Il progetto è stato possibile anche grazie al contributo di privati cittadini consapevoli delle pericolose complicanze legate ad una malattia subdola come il diabete.

Il diabete è la principale causa di cecità in età adulta tra i 20 e i 75 anni; può portare a gravi problemi agli occhi, tra cui l’appannamento della vista, la retinopatia, la cataratta e il glaucoma. È
stato calcolato che dopo 20 anni di malattia diabetica, circa il 70% dei soggetti diabetici ha sviluppato una retinopatia di vario grado. L’individuazione precoce di problemi agli occhi consente trattamenti più efficaci e può fermare la progressione di ulteriori danni alla vista. La donazione del retinografo consentirà una diagnosi precoce della retinopatia diabetica e una miglior assistenza da parte degli specialisti ospedalieri, in termini di prevenzione, diagnosi e cura.

Testimonial della campagna è stato l’atleta non vedente paralimpico Loris Cappanna e il suo atleta guida Andrea Soldati, padre di un bambino con diabete. L’emozionante video, realizzato dal regista dell’associazione Diabete Romagna, Stefano Marconi ritrae i due atleti uniti dal cordino che consente loro di correre in sincronia e con lo sguardo proiettato verso un orizzonte in cui il diabete non debba mai decidere della vita di nessuno. La loro testimonianza di vita è il più bell’esempio di quello che possono fare due persone quando corrono insieme verso un obiettivo condiviso.
Questo il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=HCEaDLlb6NE.

“Vogliamo restituire a migliaia di persone con diabete la speranza e la certezza che il diabete non dovrà decidere per loro e che potranno continuare a vedere il mondo con i loro occhi. Grazie al contributo di Fondazione Romagna Solidale, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Creval e delle persone che ci sono state a fianco in questo progetto da oggi potremo farlo.” Pierre Cignani, presidente associazione Diabete Romagna.

“Iniziative di questo tipo – ha sottolineato l'Assessora ai Servizi sociali e al Volontariato del Comune di Cesena Carmelina Labruzzo - non solo ci fanno capire quanto sia realmente essenziale creare rete ma evidenziano l’assoluto valore che sul territorio ricoprono associazioni come ‘Diabete Romagna’, vero collettore sociale. L'associazionismo sociale è forte nella nostra città e, cosa più importante, queste realtà spesso operano in silenzio e a riflettori spenti facendo in modo che nessuno si senta solo. La donazione del retinografo è un esempio: si tratta di un macchinario all’avanguardia e di grande valore economico che adesso potrà essere adoperato dal personale medico-sanitario dell'Ospedale ‘Bufalini’ per la prevenzione e la cura dei pazienti”.

“L’Azienda USL e tutti i professionisti sono grati all’associazione Diabete Romagna e a tutti i numerosi sostenitori del progetto perché, grazie a questo strumento che potrà essere utilizzato nel reparto di diabetologia anche da personale non specializzato in oculistica, si potrà agire in maniera tempestiva e prevenire alcune tra le più temute complicanze per una persona con diabete.” Queste le parole di ringraziamento del dottor Carlo Lusenti direttore del presidio ospedaliero condivise dal dottor Giovanni Mosconi direttore del Dipartimento Trasversale Internistico Forlì-Cesena e dal dottor Giuseppe Gaiba, direttore Oculistica Ospedale Bufalini di Cesena.

Diabete e cecità
Chiara ha il diabete dall’età di 6 anni, ora di anni ne ha 47. La sua paura più grande è che ad ogni visita di controllo possa emergere una delle pericolose complicanze legate alla malattia, prima tra
tutte quella alla vista. Il diabete è una malattia che si nasconde e vive nel silenzio della solitudine,
molto diffusa, ma conosciuta spesso in maniera superficiale. Il diabete è una malattia cronica, per la quale non esiste guarigione, caratterizzata dall’aumento della glicemia e dal rischio di sviluppare
complicanze croniche invalidanti e a carattere sistemico. Può colpire chiunque e in qualsiasi momento, in Italia ne soffrono circa 5 milioni di persone come Chiara. È una malattia subdola, che non sempre si può prevenire e va tenuta costantemente sotto controllo.

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Quattro anni fa un terribile incidente stradale gli ha causato una gravissima lesione alla spina dorsale che oggi lo paralizza dalla vita in giù. Jordan Fantini, 24 anni, riminese, è uno dei primi pazienti ad aver utilizzato il Lokomat, l’esoscheletro per la neuroriabilitazione robotizzata degli arti inferiori, fiore all’occhiello del reparto di Medicina Riabilitativa dell’ospedale Marconi di Cesenatico grazie alla donazione della Fondazione F.Or. Fruttadoro Orogel.
“La mia vita è cambiata la notte del 30 agosto nel 2015 – racconta Jordan. A mezzanotte, per un colpo di sonno, ho avuto un gravissimo incidente in auto, a soli 150 metri da casa. Sono stato in coma 25 giorni. Poi il risveglio. Accompagnato da una lesione midollare all’altezza della sesta e settima vertebra”.
Comincia così un lungo percorso di riabilitazione. “Ho sentito parlare la prima volta dell’utilità del Lokomat nel 2015 – continua Jordan - e col parere dei medici si è deciso di entrare nel percorso medico specialistico. Ho frequentato diverse strutture riabilitative private, anche oltre i confini regionali, non senza difficoltà da parte mia e dei miei familiari, fino all’entrata in funzione nel 2019 del lokomat all’ospedale di Cesenatico”. Ed è qui, nell’ambulatorio di riabilitazione robotica, che due volte a settimana da gennaio - sotto la guida dei fisioterapisti e dei medici dell’equipe diretta dal dottor Andrea Naldi e dal suo collaboratore dottor Flores Arlotti - Jordan abbandona la carrozzina e si mette in piede. “All’ospedale di Cesenatico - racconta Jordan - ho riscontrato fin da subito una grande professionalità e disponibilità da parte di tutti i professionisti. Il lokomat mi è utile soprattutto per mantenere e migliorare il tono muscolare ed evitare tutta una serie di contrazioni muscolari che mi limiterebbe persino l’uso della carrozzina. L’esoscheletro mi fornisce tutto il supporto per l’assistenza necessaria per riprodurre il cammino, alleggerendomi il peso del corpo e riducendo la fatica. Nel mio caso – conclude Jordan – quello che conta non è tanto stare in piedi quanto piuttosto ritrovare la naturalità del cammino, il cui ricordo in me è sempre vivo”.

Ad aggi, l’ambulatorio di riabilitazione robotica di Cesenatico ha preso in carico 21 pazienti, per un totale di 339 sedute di trattamento, ciascuna della durata di 150 minuti. Il Lokomat è costituito da un tapis roulant, da un sistema di scarico del peso del paziente, da un doppio esoscheletro controllato elettronicamente che consente di riprodurre uno schema motorio assimilabile alla normale deambulazione. Grazie all’esoscheletro gli arti inferiori si muovono sincronicamente al tapis roulant. Contemporaneamente il paziente riceve un feedback visivo attraverso un monitor sul quale viene virtualmente riprodotta l’attività motoria svolta. Questo passo così impostato dal sistema robotico, permette un afflusso di informazioni attraverso sensori ed un sistema di biofeedback in grado di modulare l’attività nervosa centrale e, di conseguenza, favorire il recupero in pazienti affetti da numerose patologie quali esiti di traumi spinali e cranici, esiti di ictus, Morbo di Parkinson, sclerosi multipla.
Si tratta di un trattamento innovativo che arricchisce ma non sostituisce l’attività riabilitativa intensiva tradizionale. Per le sue peculiarità e per il fatto di essere presente in sole due strutture pubbliche in tutta la regione Emilia Romagna, il lokomat costituisce una risorsa importante, a vantaggio di tutta la popolazione romagnola.

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La grande musica per alleviare la sofferenza della malattia. Si è svolto nei giorni scorsi, all'Hospice di Rimini, il primo concerto della seconda rassegna musicale “un PIANO per un ospedale FORTE” promossa da “Donatori di Musica” e  RiminiAIL.

Il Duo Cesaretti Tura ha portato in scena ‘La Pastorale’, celebre sinfonia numero 6 di Beethoven nella trascrizione di Ulrich per pianoforte a quattro mani, inaugurando il nuovo pianoforte a coda, del valore di 13mila euro, donato da RiminiAIL all’ospedale di Rimini. Il tutto all’interno dei percorsi di umanizzazione delle cure che l’Ausl sta portando avanti all’interno delle apposite linee guida.

Presenti all’evento il direttore dell’Hospice di Rimini Davide Tassinari, i medici e gli operatori dell’Hospice, oltre ai pazienti ricoverati nella struttura ed i loro familiari.

 “Un PIANO per un ospedale FORTE tornerà lunedì 28 ottobre con il concerto di Arpa di Alessandra Ziveri dedicato a Charpentier Rinie e Debussy. Chiuderà la seconda rassegna giovedì 19 dicembre il concerto di Violoncello e Pianoforte di Silvia Chiesa e Maurizio Baglini che porteranno in scena  musiche di Liszt, Chopin e Rachmanioff.

Tutti i concerti si terranno alle ore 16 all'interno della sezione Hospice - Padiglione Ovidio dell'Ospedale Infermi di Rimini.

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Si terrà lunedì 16 e martedì 17 settembre a Meldola il 2° Corso Internazionale Traslazionale sui tumori rari, due giorni di confronto tra i massimi esperti italiani ed europei su questo complesso tipo di neoplasie. La sessione di chiusura, martedì pomeriggio, sarà aperta a chiunque sia interessato con esponenti di differenti associazioni di pazienti ed esperti di sanità e rapporti tra istituzioni e cittadini. Presenti, tra i relatori, moltissimi professionisti dell'Ausl Romagna

 Già di per sé complesse da affrontare, quando le patologie tumorali rientrano nella casistica delle neoplasie rare, il livello di difficoltà nella loro gestione non può che crescere. Per questo è fondamentale che ogni singolo caso sia affrontato da un team multidisciplinare espressamente dedicato, con la maggior concentrazione di competenze possibili dalla diagnosi alla ricerca e una grande conoscenza di quanto sia disponibile a livello globale in termini di terapia e ricerca.

 

Proprio per consolidare questa consapevolezza e incrementare l’impegno nel contrasto a queste malattie, presso l’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS è stato organizzato dall’equipe del Centro di Osteoncologia, Tumori Rari e Testa-Collo (CDO-TR) diretto dal Dr. Toni Ibrahim, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 settembre, il 2° Corso Traslazionale Internazionale sui Tumori Rari, in collaborazione con il Gruppo Multidisciplinare di patologia Testa Collo e Tumori Rari del CCCN della Romagna. L’evento – tra i più importanti in Italia grazie agli esperti che vi prenderanno parte e al ruolo di guida assunto per la pratica clinica e la ricerca dal CDO-TR IRST, struttura che coordina il Gruppo Multidisciplinare della Romagna sui Tumori Rari ed è membro delle Reti Regionale, Nazionale ed Europea EURACAN – è riservato a professionisti ma martedì pomeriggio vedrà una sessione a libero accesso rivolta a pazienti e loro famigliari con esperti rappresentanti di alcune associazioni nate per sostenere la lotta a tumori specifici.

 

I tumori rari sono una famiglia eterogenea di patologie che riguardano pressoché tutti i distretti corporei. Oggi ne sono riconosciuti circa 200 tipi, alcuni dei quali hanno percentuali di guarigione o di controllo della malattia superiori a quelli di tumori molto più diffusi. La “rarità” del tumore è definita sulla base della sua incidenza ovvero dall’attestarsi al di sotto dello standard di 6 casi ogni 100mila abitanti. Essendo una casistica così strettamente collegata alla numerosità e non al genere, età del paziente o alla sede, le differenze esistenti tra popolazione e popolazione fa sì che si registri una certa variabilità tra aree geografiche, talvolta tra regione e regione. Ad esempio, in Romagna, il carcinoma alla tiroide, un tumore definito raro da RARECAREnet – database europeo – supera lo standard di 6 casi per 100mila abitanti attestandosi tra le dieci sedi di patologia più frequenti. Statisticamente ogni anno in Italia sono diagnosticati circa 90mila nuovi casi di tumori rari, in Romagna in media si tratta di circa 1500 persone, in linea con la stima che il loro peso complessivo sia tra il 20% e il 25% del totale di tutte le patologie oncologiche.

 

Come tutte le malattie non comuni, i tumori rari hanno una gestione estremamente complessa che richiede, da una parte, profonde competenze mediche e, dall’altra, un lavoro di gruppo realmente multidisciplinare. Data la minore numerosità dei casi assume valore chiave il lavoro in rete, tra più centri d’eccellenza. Per questo motivo il Corso vede come primo tema quello delle reti cui seguiranno, cinque distinte sessioni su altrettanti tumori per un aggiornamento e confronto con esperti internazionali che coinvolgerà i clinici e i ricercatori oltre ai componenti dei singoli Gruppi Multidisciplinari della Romagna. Per concludere i due giorni, si terrà un focus sul paziente con le associazioni impegnate in prima linea per un loro coinvolgimento anche nei processi di cura e ricerca.


Di valore assoluto i relatori presenti, molti dei quali veri opinion leader di livello internazionale nel proprio campo. La prima sessione – presieduta dal Prof. Dino Amadori (Direttore Scientifico emerito IRST) e dal Prof. Giovanni Martinelli (Direttore scientifico IRST) – sarà dedicata al tema cruciale delle Reti Oncologiche di assistenza, ricerca e formazione: quella della Romagna (tema affrontato da Federico Capuzzo, AUSL Romagna), della Regione (Matteo Volta, Regione Emilia-Romagna), la nazionale (Paolo Casari, INT Milano, coordinatore Sarcomi EURACAN) fino a quella Europea EURACAN (interverrà Muriel Rogasik, Segretario generale della Rete Europea Tumori Rari). Si segnalano, inoltre, gli interventi di Paolo De Paoli (Direttore Generale di Alleanza Contro il Cancro) e di Gaetano Lanzetta dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM). Seguiranno cinque sessioni specifiche relative ad altrettanti tumori rari per un aggiornamento e confronto con esperti internazionali. La parte dedicata ai sarcomi – presidenti Paolo Casali (INT Milano), Giorgio Ercolani e Roberto Casadei (AUSL Romagna Forlì) e Davide Donati (IOR- Bologna) – vedrà l’intervento di Arnelle Dufresne (del gruppo di Jean-Yves Blay direttore generale EURACAN e il Centre Léon Bérard a Lyon) mentre sui neuro-oncologici interverrà Ahmad Id Baih (Università Sorbone di Parigi e coordinatore EURACAN) - presidenti Felice Giangaspero (Università la Sapienza, Roma), Carmelo Sturiale e Alba Brandes (AUSL Bologna), Luigino Tosatto (AUSL Romagna). La sessione di chiusura di lunedì sarà dedicata ai tumori testa e collo – chairmen: Claudio Vicini (AUSL Romagna), Marco Trebbi (AUSL Romagna), Antonino Romeo (IRST Meldola) e Angelo Campobassi (AUSL Romagna Cesena) – con la relazione di Lisa Licitra (INT Milano) coordinatrice EURACAN per questa patologia. Martedì saranno due i temi nella mattina: neoplasie neuroendocrine – guideranno Davide Cavaliere (AUSL Romagna), Andreas Tartaglia (AUSL Romagna), Stefano Severi (IRST) – con Marianne Ellen Pavel (Friedrich Alexander University of Erlangen-Nürnberg, Erlangen) e tumori alle ghiandole endocrine su cui dibatterà Jaume Capdevila (University Vall d’Hebron Barcellona) – presidieranno Dario Bettini, Enrico Cavagna, Andrea Lorenzetti e Guilio Rossi (AUSL Romagna). Dalle 13, Dino Amadori e Giovanni Martinelli (IRST), Fabrizio Miserocchi (Istituto Oncologico Romagnolo IOR), Elisa Rozzi (Regione Emilia-Romagna) e Davide Tassinari (AUSL Romagna) condurranno il momento dedicato ai pazienti con vari interventi di più associazioni italiane impegnate nel supporto a chi lotta contro specifici tumori rari. Durante il corso verrà lanciata una iniziativa trasversale sui Tumori Rari, su tutto il territorio romagnolo che coinvolge i pazienti, associazioni dei pazienti e del volontariato, in particolare l’Istituto Oncologico Romagnolo, oltre che i medici di medicina generale e gli ordini dei medici, a partire dal 2020.

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Mercoledì scorso, 4 settembre, l’associazione bagnacavallese “Amiciabbondanza” ha donato la somma di mille euro all’Hospice “Benedetta Corelli Grappadelli” di Lugo. L’ evento è avvenuto nella Tisaneria dell’Hospice ed è stato allietato dall’intermezzo musicale a cura della pianista Maria Quaranta e da un rinfresco curato dai Volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo.

Erano presenti il dottor Luigi Montanari, Direttore della Struttura semplice dipartimentale “Cure Palliative” di Ravenna, che ha fatto gli onori di casa, il Presidente dell’Associazione “Amiciabbondanza” di Bagnacavallo Piero Briccolani e una rappresentanza tutta al femminile di volontarie Ior che si sono prodigate per la raccolta fondi, la dottoressa Costantina D’Angelo della Direzione Sanitaria di Lugo,  il direttore del Distretto di Lugo dottor Maurizio Piolanti, la dottoressa Ilaria Strada psicologa dello IOR presso la struttura e la professoressa Sangiorgi in rappresentanza del Comune di Bagnacavallo.

Il dottor Montanari ha raccontato ai presenti il ruolo attuale dell’ Hospice e della Rete di Cure palliative per i pazienti con patologie croniche inguaribili e per le loro famiglie e il signor Briccolani ha illustrato origine e motivazioni del Centro Sociale Amiciabbondanza e sottolineando il desiderio di contribuire al miglioramento di progetti locali, come quello dell’Hospice, che nei 10 anni di attività ha ospitato molti cittadini bagnacavallesi e ha creato un luogo di “cultura dello stare accanto” e dell’attenzione alla sofferenza, temi che molto stanno a cuore all’associazione stessa.

L’incontro ha portato con se’ il proposito di proseguire la collaborazione nel creare occasioni di informazione sulla cultura di cure palliative all’ interno degli eventi “festosi” che l’Associazione organizza.

 

 

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Come annunciato pochi giorni fa (si veda il comunicato stampa sotto riportato) sono arrivati anche gli ultimi riscontri relativi alle matrici animali. In allegato la relazione completa.

Comunicato stampa del 23 agosto

Primi risultati del monitoraggio sulle matrici alimentari a seguito dell’incendio Lotras System di Faenza: non si riscontrano criticità nei risultati delle analisi relative ai metalli pesanti; ancora in corso le analisi su altri inquinanti.

Come noto, a seguito dell’evento, nonostante le analisi ambientali effettuate da Arpae non abbiano riscontrato concentrazioni elevate di inquinanti, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl ha comunque attuato un piano di monitoraggio di campioni di matrici alimentari per valutare eventuali impatti a lungo termine delle ricadute dell’incendio.

Tra le matrici vegetali è stato privilegiato il campionamento di colture foraggere e di prodotti ortofrutticoli destinati all’alimentazione umana presenti in campo o raccolti nel periodo dell’incendio e quindi potenzialmente esposti alla deposizione atmosferica degli inquinanti: erba medica, sorgo, verdura a foglia larga, frutta a buccia non liscia quali albicocche, pesche e pere (23 campioni complessivi). In considerazione della larga dispersione della colonna di fumo, il campionamento è stato eseguito ad ampio raggio, a partire dalle zone circostanti il luogo dell’incendio in varie direzioni, verso Brisighella, Solarolo, Russi, Cotignola, Forlì.

Oltre alle matrici vegetali si è proceduto anche al campionamento di matrici di origine animale presso due impianti di macellazione, prelevando 8 campioni di polmone, di milza e di grasso in altrettanti suini provenienti da allevamenti dei territori di Faenza, Russi e Imola. Inoltre, è stato sottoposto a prelievo anche il latte in due allevamenti rurali bovini.

Le analisi sono state effettuate presso il laboratorio di Bologna dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, e sono state confrontate con campioni di controllo non esposti all’incendio.

Il monitoraggio completo prevede le seguenti indagini:

  • Determinazioni di metalli in tutte le matrici vegetali e in quelle animali (latte e campioni di polmoni e milza dei maiali) (completate)
  • Determinazioni di diossine in 11 campioni vegetali e nei campioni di latte e del grasso di maiale (analisi in corso)

Il presente rapporto è preliminare poiché sono al momento disponibili solo una parte dei risultati analitici

Per quanto riguarda dunque le analisi sui metalli, per tutti i campioni, sia di matrici vegetali sia animali, la concentrazione è risultata significativamente inferiore ai valori previsti dalle normative e non si osservano differenze significative con i campioni prelevati prima dell’incendio.

I dati devono peraltro essere valutati tenendo presente che l’area di indagine in cui sono stati prelevati i campioni è un’area fortemente antropizzata, caratterizzata da un’agricoltura di tipo intensivo, dalla presenza di traffico veicolare e di numerose emissioni da attività produttive.

 

In allegato la relazione completa su questi primi riscontri.

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