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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Umberto I” di Lugo, operativo da circa un mese e presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il direttore medico del presidio ospedaliero dottoressa Marisa Bagnoli e il direttore dell’Unità operativa di Radiologia Carlo Orzincolo (dopo la presentazione, nelle scorse settimane, di un'analoga apparecchiatura all'Ospedale di Ravenna e del potenziamento della Risonanza magnetica all'Ospedale di Faenza).

Del valore di 500.000 euro, la TC verrà utilizzata – come spiegato dal dottor Orzincolo - per applicazioni in diversi campi della radiologia e neuroradiologia. La nuova apparecchiatura è infatti un sistema ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi ed in particolare nei traumi, per i problemi di tipo chirurgico, urologico, internistico, cardiologico, vascolare, neurologico, neurochirurgico, pneumologico ed ortopedico. Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure: cardiologiche, angiologiche, neurologiche, neuroradiologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche. Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tc, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Umberto I” di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più diagnostici e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Lugo vengono effettuati ogni anno circa centomila esami di diagnostica per immagini, di cui 15.500 tac, 4.600 risonanze magnetiche, 14mila ecografie, 66mila esami radiologici. Nell’ambito dell’unità operativa di Radiologia, che coincide con l’ambito provinciale ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247, di cui circa 64mila tac.

Presso la Radiologia dell’Ospedale di Lugo lavorano 9 medici, 27 tecnici di radiologia compreso il coordinatore, 7 infermieri e 2 operatori sociosanitari (oss). L’Unità operativa è suddivisa in quattro sezioni:

  • Radiologia convenzionale e di Pronto soccorso con apparecchiature di radiologia digitale, anche dedicate al pronto soccorso e apparecchio a telecomando digitale;
  • Sezione ecografica dotata di due ecografi;
  • Sezione TC con il nuovo apparecchio 128 strati;
  • Sezione Risonanza Magnetica con un apparecchio da 1,5 tesla.

Nel corso della conferenza stampa il dottor Orzincolo ha inoltre annunciato che “di qui a poche settimane entrerà in funzione una nuova apparecchiatura diagnostica, un telecomandato digitale del valore di 200mila euro, e successivamente un’apparecchiatura diagnostica sarà spostata al Pronto soccorso in modo da potenziare il percorso del paziente in emergenza. Vi è inoltre un progetto di miglioramento m irato a potenziare la presenza di un tecnico e di un medico in guardia attiva in ospedale. Già ora le nostre macchine – ha concluso il professionista – lavorano 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana nonché la domenica mattina”.

La dottoressa Bagnoli ha evidenziato come anche nel periodo di installazione della nuova Tc, durato circa un mese, per non sospendere l’attività e non spostare pazienti, è stata attivata un tac mobile a supporto dell’ospedale, e come il presidio di Lugo sia sempre più infrastrutturato grazie ad investimenti sia edilizi sia tecnologici.

Conclusioni a cura del Sindaco di Lugo Davide Ranalli: “Siamo di fronte a un nuovo investimento che potenzia le dotazioni tecnologiche dell’ospedale di Lugo per la diagnostica, e questa è una bella notizia -. Un investimento che, come i tanti fatti negli ultimi anni, dimostra come ci sia la volontà di potenziare e qualificare l’ospedale di Lugo, così come quelli di Faenza e Ravenna. Una qualificazione che continuerà, come dimostrano gli impegni assunti pubblicamente dall’azienda, come la riprogettazione della rianimazione: non esiste infatti un ospedale qualificato senza un reparto di rianimazione qualificata, e a questa esigenza l’azienda ha dato una risposta positiva. Se questo sta avvenendo, è grazie a una precisa volontà politica: come sindaci abbiamo sempre sollecitato l’Ausl della Romagna affinché si muovesse in questa direzione, e oggi ne raccogliamo i frutti. Il nostro territorio, a differenza di altri, ha avuto il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida importante come la riorganizzazione e l’unificazione delle aziende sanitarie, con lo scopo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi. Oggi chiediamo che questo sforzo sia riconosciuto dalla Regione e dalle istituzioni in termini di ripartizione delle risorse, poiché abbiamo dimostrato una capacità organizzativa e operativa certamente non comune e soprattutto non scontata”.

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A Cesena prenderà il via a novembre il primo master universitario di secondo livelloAcute Care Surgery And Trauma (MiACS&T) Orazio Campione e Giorgio Gambale”, organizzato da Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Scuola di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche), in collaborazione con l’Azienda USL della Romagna e il patrocinio della World Society of Emergency Surgery (WSES). L’ente gestore è Servizi integrati d’Area SEr.In.AR Forlì – Cesena.

L’importante proposta formativa – presentata oggi a Cesena – è volta a declinare a livello italiano ed europeo la Acute Care Surgery (Chirurgia d’urgenza), fornendo conoscenze teorico-pratiche e capacità di autonomia organizzativa relative a tutte le tre componenti dell’ACS stessa: la chirurgia d’urgenza non-traumatica, il trattamento del trauma e la gestione del malato critico. Mira dunque a formare professionisti con competenze clinico-organizzative che si occupino dell’Emergenza/Urgenza Chirurgica, traumatica e non.

E’ rivolto ai laureati in Medicina e Chirurgia e soprattutto agli specialisti in Chirurgia Generale, in Anestesiologia e Rianimazione ed in Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso.

Il Consiglio Scientifico è costituito da: Rita Maria Melotti (Direttrice, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Vanni Agnoletti (AUSL Romagna); Luca Ansaloni, (AUSL Romagna); Fausto Catena (World Society of Emergency Surgery); Federico Coccolini, (AUSL Romagna); Giorgio Ercolani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emiliano Gamberini (AUSL Romagna); Luciano Margara (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emanuele Padovani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Gilberto Poggioli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Alessandro Ricci (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Massimo Sartelli, (World Society of Emergency Surgery); Pierluigi Viale ( Alma Mater Studiorum, Università di Bologna).

Il programma è suddiviso in quattro moduli: il Trauma; Diagnostica e trattamento della patologia chirurgica non-traumatica; il paziente critico; l’organizzazione nell’ACS&T.

Il corso ha durata di un anno, da novembre 2018 a ottobre 2019. Il programma prevede 150 ore di didattica frontale per 20 giornate di lezione organizzate in gruppi da 2/3 giornate, alcuni workshop ed un tirocinio di 80 giornate presso l’ospedale Bufalini. Il bando per la partecipazione scade il 14 settembre 2018.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Didattica: master.miacset@unibo.it - 338 6649881. Il bando e tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione sono disponibili  su www.unibo.it

                                                                                                                                              

A chi è dedicato

Orazio Campione (1948 -2003), era diventato Professore Ordinario dell’Università di Bologna nel 1998, dove aveva percorso tutta la sua formazione didattica, scientifica ed assistenziale producendo più di 500 pubblicazioni, distinguendosi particolarmente nel campo della chirurgia d’urgenza. In una lettera firmata “quelli che hanno lavorato con te” diffusa nel giorno del decesso si legge: “Una carriera piena di successi e soddisfazioni, ma troppo breve. Sei stato un uomo che non ha avuto bisogno di indossare giacca e cravatta, ti è bastata la tua divisa da lavoro. A tratti duro, pronto ad arrabbiarti se anche la minima sbavatura o disattenzione potesse inficiare la qualità della cura o l'assistenza al malato. Un maestro. Severo ed esigente, ma che non ci ha mai lasciati soli nei momenti difficili”.

Giorgio Gambale (1955 – 2015), anestesista-rianimatore presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, si è occupato di traumatologia ed organizzazione dei sistemi per il trauma ed è stato tra i protagonisti dell’avvio, primo in Italia, dell’elisoccorso. In seguito ha contribuito, presso la ex Azienda Usl di Forlì, al coordinamento dell’attività dei blocchi chirurgici, sviluppando un sistema informatizzato per la sicurezza e l’efficienza dei percorsi operatori che ha ricevuto riconoscimenti a livello europeo. Direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena, ha guidato il Dipartimento di Emergenza dello stesso Ospedale. La sua esperienza professionale e umana, riletta con la lente della malattia, è raccontata in “La medicina secondo Capitan Zantax”, pubblicato nell’aprile 2015.

 

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L'edizione 2018 di Superquark si aprirà, mercoledì 4 luglio, su Rai 1, con un servizio sulla robotica dell'ospedale di Forlì

Subito dopo la messa in onda del documentario, infatti, alle 22 circa, il notissimo conduttore Piero Angela aprirà l'edizione 2018 della trasmissione Superquark con il servizio realizzato dalla troupe guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell'ospedale "Morgagni -Pierantoni " di Forlì.

L'obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.

La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.

Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione, che caratterizzano questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.

Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all'ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche.

Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

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Premessa:

Le credenziali per l'accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono state migrate nel sistema FedERa con il gestore di credenziali “n.1 Regione Emilia Romagna – Fascicolo Sanitario Elettronico”, mantenendo lo stesso username e password già in tuo possesso.

Per accedere mediante il nuovo gestore, oltre a username e password, è necessario inserire una One Time Password (OTP) per rispondere alle nuove disposizioni di legge in materia di sicurezza dei dati. Ti invitiamo pertanto a procedere secondo i passi di seguito esposti.

Passo 1:

  • Verificare la correttezza delle credenziali (username e password) utilizzate normalmente per l’accesso al FSE.

Passo 2:

Passo 3:

  • Seleziona il pulsante “Entra con un GESTORE FEDERA”
  • Seleziona il gestore "1- Regione Emilia Romagna – Fascicolo Sanitario Elettronico" dalla tendina di scelta del gestore
  • Seleziona il pulsante arancione “ENTRA CON QUESTO GESTORE”

Passo 4:

  • Inserisci username e password
  • Seleziona il pulsante “RICHIEDI ONE TIME PASSWORD”
  • Attendi di ricevere via SMS il codice OTP (6 cifre)
  • Inserisci il codice nella pagina “Accedi con One Time Password”
  • Seleziona il pulsante arancione "ACCEDI"

Passo 5 (solo nel caso del primo accesso):

  • Ti viene mostrata una schermata che ti invita a prendere visione dell'informativa sul trattamento dei dati personali nel sistema FedERa.  Selezionando il pulsante arancione "Conferma presa visione" verrai portato al tuo FSE.

Nel caso tu non sia riuscito ad accedere ancora al Fascicolo, ti consigliamo di ripetere la stessa procedura, avendo cura di iniziare da una nuova finestra di navigazione in incognito o anonima dal menu del tuo browser (vedi sotto i comandi per aprirla dai principali browser):

  • Google Chrome per Windows, Linux o Chrome OS: premi CTRL + MAIUSC + N
  • Google Chrome per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + N
  • Mozilla Firefox per Windows: premi CTRL + MAIUSC + P
  • Mozilla Firefox per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + P
  • Microsoft Internet Explorer: premi Ctrl + MAIUSC + P
  • Microfoft Edge: clicca (...), poi "Nuova finestra InPrivate" dal menu che si apre
  • Apple Safari per Macintosh: premi ⌘ + MAIUSC + N

Se ancora riscontri problemi di accesso, ti preghiamo di compilare la web form raggiungibile dal seguente link:

https://www.lepida.it/richiesta-di-assistenza

 

Ricordiamo infine che esiste un helpdesk dedicato al FSE,   collegato al Numero VERDE  800 033 033, cui ci si può rivolgere per richiedere informazioni e risolvere tutte le problematiche relative al Fascicolo Sanitario Elettronico

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Due importanti riconoscimenti di rilievo regionale e nazionale sono stati conferiti all’Azienda USL della Romagna, nei giorni scorsi nell’ambito di iniziative istituzionali, organizzate rispettivamente presso l’Agenzia regionale Intercent-ER  e  il forum PA 2018.

Il Primo riconoscimento è il “Premio Green Public Procurement 2018”, inerente l'approccio che le Amministrazioni Pubbliche adottano negli appalti per gli acquisti, utilizzando criteri ambientali, con  l'obiettivo di privilegiare le acquisizioni di beni e servizi che riducano l'impatto ambientale, e contestualmente di  contenere la spesa pubblica non solo a livello di costo di produzione del bene ma lungo tutto il suo ciclo di vita.

IlSocially Responsible Public Procurement (SRPP) è il  programma promosso nell’ambito del Piano nazionale, dall’Agenzia regionale  Intercent-ER  per favorire “Acquisti Pubblici Socialmente Responsabili” allo scopo di sviluppare  pratiche di sostenibilità applicate agli appalti pubblici. Serve infatti ad orientare la scelta delle PA  nei processi di acquisto, verso prodotti e servizi "responsabili" dal punto di vista sociale, superando l'approccio tradizionalmente basato sui requisiti solo economici e introducendo una nuova dimensione etico-sociale accanto a quella dei cosiddetti “acquisti verdi”. Tra gli aspetti etico-sociali che possono essere presidiati nell'ambito delle procedure di gara, figurano ad esempio, la promozione delle pari opportunità, la tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, l'impiego di categorie svantaggiate, gli investimenti effettuati nella comunità e nel territorio di riferimento. Gli interventi messi in atto dall'Agenzia regionale in materia sono dettagliati attraverso la descrizione dei requisiti “verdi” minimi e opzionali che i beni/servizi devono possedere.

In particolare l’Azienda USL della Romagna si è distinta per aver partecipato in ampia misura, ad appalti dell’Agenzia che contenevano una particolare attenzione alla tutela ambientale, relativamente all'acquisizione di beni legati ai servizi alberghieri, all'accoglienza, ma anche alle utenze e a fornitori di servizi i quali, a loro volta, assicurano un approccio di attenzione all'ambiente.

La cerimonia di consegna si è svolta nel corso dell’evento “Green Public Procurement in Emilia-Romagna: a che punto siamo?” - organizzato a Bologna dalla Regione Emilia-Romagna e Intercent-ER il 19 aprile scorso . Il riconoscimento è stato conferito alle 5 Amministrazioni che più si sono distinte – ciascuna per la propria categoria di Ente – nell’acquisto di beni e servizi eco-sostenibili tramite le Convenzioni quadro di Intercent-ER per il biennio 2016-2017: L’Azienda USL della Romagna si è distinta quale unica Azienda sanitaria della regione.

L’attestato celebrativo è stato consegnato insieme ad uno specifico logo, ritirato per l’azienda Usl della Romagna dalla dott.ssa Paola Lombardini, Direttore dell’Area dipartimentale economica. Per ogni Amministrazione vincitrice è stato inoltre simbolicamente donato un albero, che sarà piantato nei terreni di Villa Berceto, nell’omonimo Comune in provincia di Parma. Una realtà che rappresenta un’esperienza di successo nell’utilizzo di terreni confiscati alla criminalità organizzata di tipo mafioso, oggi destinata a finalità sociali con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

L’altro premio, di rilievo nazionale, consegnato il 24 maggio scorso nell’ambito del  Forum PA 2018, per la Sezione "Gestione logistica dei patrimoni ospedalieri”,  riguarda il riconoscimento come “ Best Practice nella gestione del patrimonio pubblico” al progetto di Magazzino unico economale e farmaceutico dell’Azienda Usl della Romagna.

Il Premio promosso  da “PATRIMONI PA net”, “Terotec” e “Forum Pa”, intende valorizzare le esperienze, le proposte ed i progetti più innovativi promossi e sviluppati in partnership tra Enti Pubblici ed Imprese private per la promozione e la diffusione di una nuova cultura/prassi manageriale tra gli operatori pubblici e gli operatori privati, nella gestione dei patrimoni pubblici.

Il progetto Magazzino unico economale e farmaceutico dell’Azienda Usl della Romagna, attraverso uno specifico bando, è stato  selezionato tra una serie di esperienze particolarmente innovative di Enti Pubblici o di interesse pubblico, valutate da un’apposita Commissione rispetto a tre parametri-chiave:

l'innovazione tecnica-organizzativa-procedurale, l'impatto sui cittadini, la potenziale trasferibilità.

L'esame delle esperienza della sanità romagnola -  si legge nella relazione che motiva il riconoscimento - “ha portato  ad apprezzarne la comune rilevanza e significatività rispetto al contesto culturale ed operativo degli Enti Pubblici, riconoscendola come vera e propria "Best Practice" settoriale che per propria genesi e storia ha già potuto produrre e mostrare tangibili risultati sul campo in termini: di innalzamento dei livelli di qualità e di valore dei beni; di riqualificazione ed efficientamento dei beni; di razionalizzazione dei costi e delle procedure di gestione dei beni;- di rapporto costi-benefici sotto il profilo economico, sociale, funzionale, gestionale; di impatto sui cittadini utenti finali dei beni; di potenziale trasferibilità in altri contesti patrimoniali”

A ritirare il premio in rappresentanza dell’Azienda Usl della Romagna era presente il dottor Gianluca Prati, Responsabile della Gestione Logistica e Magazzino Aziendale.

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L'infermiera Raffaella Fuzzi, in servizio presso l'Unità Operativa di Senologia di Forlì, diretta dalla dottoressa Annalisa Curcio, è stata nominata in questi giorni vicepresidente dell'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society).

L'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society) è una società scientifica aperta a quanti si occupano di accessi vascolari ed alla collaborazione con altre società scientifiche ed associazioni di pazienti. E' stata fondata nel 2015, a Roma, ed ha come principale obiettivo la salvaguardia del patrimonio venoso dei pazienti.

"La società - spiega la dottoressa Marta Mengozzi , responsabile del PICC (Peripherally Inserted Central Catheters) Team forlivese - è stata costituita allo scopo di implementare la professionalità degli operatori e migliorare lo stato di salute e la qualità di vita del paziente, mediante lo sviluppo della buona pratica clinica nel campo specifico dell'accesso vascolare. Per fare questo IVAS organizza e gestisce corsi di informazione/formazione professionale, e contribuisce alla promozione della ricerca scientifica."

"Fra i soci fondatori provenienti da tutta Italia - prosegue la dottoressa Mengozzi - annoveriamo anche il dottor Secondo Folli, già primario a Forlì, e l' infermiera Raffaella Fuzzi, inoltre, fra i primi iscritti alla società, ci sono stati i componenti del PICC team forlivese. "

Ma in cosa consiste l'attività del PICC TEAM ?

Il PICC è un sistema venoso centrale inserito per via periferica, destinato ad un utilizzo sia continuo che discontinuo, per un periodo di tempo di norma compreso tra una settimana e tre mesi. Il PICC consente quindi tutti gli utilizzi tipici dei cateteri venosi centrali ma rispetto a questi, presenta i seguenti vantaggi: evita il rischio di complicanze meccaniche alla inserzione, tipico della puntura venosa centrale diretta, ha unbasso rischio di complicanze batteriemiche, un minor rischio di trombosi venosa centrale; può essere posizionato da personale medico o infermieristico adeguatamente addestrato, non necessita di competenze di tipo anestesiologico o chirurgico; può essere utilizzato anche in modo discontinuo, senza aumentare il rischio di complicanze ostruttive o infettive. Il PICC team è costituito da una squadra di infermieri e medici, specificatamente addestrati, che provvedono al posizionamento del dispositivo vascolare Picc.

"Forlì è stato fra i i primi ospedali in Italia, nel 2006, a costituire un PICC team - spiega la dottoressa Mengozzi - Seppure fra mille difficoltà, c'è sempre stato un grande interesse ed entusiasmo da parte nostra nei confronti di questi argomenti ed è sempre stata presente una buona attività da parte di vari gruppi di impiantatori di accessi vascolari all'interno dell'ospedale, per offrire ai pazienti più opportunità possibili."

E a coronare questo impegno, al 2° Congresso Nazionale IVAS, che si è svolto a Milano il 24 e 25 maggio scorso, è arrivata la nomina come vicepresidente all'infermiera forlivese Raffaella Fuzzi.

Al convegno era presente un'ampia rappresentanza dell'Ausl Romagna, in particolare dall'ospedale di Forlì , la dottoressa Marta Mengozzi medico di Chirurgia Toracica e responsabile del PICC team, Raffaella Fuzzi, infermiera di senologia e del PICC team, Massimiliano Mengozzi, infermiere di anestesia e del PICC team, il dottor Stefano Gaetani, medico referente per gli accessi vascolari per la rianimazione ed anestesia, Valentino Rambaldi, infermiere di anestesia e infine il dottor Sergio Spiezia, medico del Pronto Soccorso/Medicina d'urgenza, esperto di accessi vascolari.

"Siamo molto soddisfatti della nomina di Raffaella Fuzzi - conclude la dottoressa Mengozzi - che rappresenta per noi un grande riconoscimento ed un grande onore. Ovviamente ci impegniamo ad aiutarla e a svolgere questo compito nel migliore dei modi, cercando anche di costruire insieme un altro " sogno nel cassetto" , la costituzione del Vascular Access Team.

(Raffaella Fuzzi, neo vicepresidente, è la quinta a sinistra nella foto)

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Aprirà i battenti di qui a pochi giorni il nuovo reparto di degenza di Neurologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che è stato inaugurato ieri mattina: un momento molto atteso poichè il reparto era situato nella parte dell’ospedale più vecchia e in condizioni non ottimali, e al quale hanno partecipato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore sanitario Stefano Busetti, il primario Pietro Querzani e il direttore delle Attività tecniche di Ausl Romagna Enrico Sabatini.

L'intervento strutturale per la Neurologia, come ha spiegato Sabatini, è durato alcuni mesi, ha riguardato le opere necessarie per adeguare spazi rimasti liberi al terzo piano, realizzando le stanze di degenza e relativi servizi, oltre ad alcune modifiche nei locali guardiola e ambulatorio. Alla realizzazione laddove necessario di nuove pareti si è affiancato il rinnovo di infissi esterni ed interni, pavimenti e rivestimenti, oltre al rifacimento dell'impianto elettrico e di chiamata e alla modifica dell'impianto meccanico, antincendio e gas medicinale.

L’importo dei lavori per questo intervento, che rappresenta il completamento del progetto di realizzazione della piattaforma medica posta nel “Blocco 03”, iniziato con il trasferimento della degenza di oculistica, post acuti, otorino e nefrologia, è di circa centomila euro.

Per un ulteriore zoom sulla parte edilizia dell’ospedale di Ravenna, si può ricordare che, più a lungo termine (anni 2019 – 2020), è in corso l’iter per progetti di riqualificazione e adeguamento dei comparti operatori e rinnovo delle relative attrezzature. Si tratta di collocare tutte le attività dei blocchi operatori oggi variamente dislocati nel presidio, presso la nuova area operatoria del Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea), ad eccezione dell’attività operatoria dell’ostetricia che troverà posto in un ulteriore nuovo blocco operatorio da realizzarsi presso l’area Travaglio Parto recentemente realizzata. Il finanziamento complessivo ammonta a oltre 5.200.000 euro finanziati dalla Regione e da fondi nazionali.

“Dopo la costruzione del Dea stiamo continuando il miglioramento dell’intero ospedale di Ravenna e più ad ampio raggio la creazione di una vera e propria cittadella sanitaria ravennate – ha detto Sabatini -. Questo implica anche la creazione di servizi, come ad esempio l’ampliamento della dotazione di parcheggi. Avremo anche un occhio per l’ambiente, infatti di qui a pochi mesi partirà la costruzione di un impianto fotovoltaico vicino all’ospedale, per servire la struttura. Infine entro fine anno proveremo ad attivare un bando per la vendita dell’attuale sede della Direzione aziendale, in via De Gasperi, col cui ricavato contiamo di realizzare la nuova sede nel sedime ospedaliero, ma anche di liberare risorse per il miglioramento strutturale di tutto l’ospedale”.

Con l’occasione dei lavori, è stato migliorato l’assetto organizzativo, che prevede tra l’altro la presenza di 4 letti monitorati per le patologie neurologiche acute, specie l'ictus cerebrale che rappresenta circa la metà degli 850 ricoveri che si verificano ogni anno nel reparto, come ha spiegato il dottor Querzani. Ci sono inoltre 15 letti di degenza ordinaria e 4 letti dedicati alla riabilitazione estensiva. L’unità operativa offre inoltre un servizio di Neurofisiologia che svolge circa 35mila prestazioni annue su circa 8mila pazienti con uno studio specifico sull’epilessia. A livello ambulatoriale sono seguiti pazienti con epilessia (circa 500), sclerosi multipla (circa 300), disordini del movimento e malattie neuromuscolari (circa 200), Sclerosi Laterale Amiotrofica (sla). Per i circa 700 pazienti colpiti da cefalee è attivo un ambulatorio di terzo livello. “Sono felice – ha concluso il primario – perché l’area ospedaliera in cui risiedevamo ora, era quella in cui ci insediammo nel lontano 1969. E siamo contenti anche perché si è provveduto a sostituire, e in tempi rapidi, due medici che avevano lasciato il reparto”.

Il direttore sanitario Busetti è tornato a sottolineare che “la giornata di oggi è la prova che non vi è nessun intendimento di depotenziare la sanità ravennate. Anzi. E lo dimostreremo ancora attraverso il potenziamento degli organici dove necessario, a partire dalla Medicina Interna, sperando che dai concorsi in atto si riescano a trovare i professionisti necessari”.

 

Il direttore generale Tonini ha colto l’occasione per un piccolo bilancio dei suoi primi tre anni di direzione: “L’Ausl Romagna è in buona salute – ha detto -. Abbiamo da poco approvato il bilancio, che è in pareggio, e tra breve presenteremo il bilancio preventivo in cui vi sono investimenti per 75 milioni di euro, a favore di tutte le strutture della Romagna, per il loro miglioramento. Anche sul fronte del personale, abbiamo assunto, ma continueremo a farlo, ampliando la pianta organica: contiamo di ‘portare a casa’ altri 300 operatori e professionisti. Lavoreremo inoltre a migliorare ulteriormente la rete cardiologica romagnola (creando a Ravenna una cardiologia interventistica), la rete oncologica (puntiamo a creare un centro per il trapianto allogenico) e la rete dello strocke per dare più aspettativa e qualità di vita alle persone colpite da ictus. Concludo con un dato sanitario che mi sembra significativo: il 90 per cento di ricoveri fatti da romagnoli, è nelle strutture sanitarie pubbliche e private della Romagna. Vuol dire che i romagnoli hanno fiducia nei nostri ospedali e non hanno bisogno di andare a curarsi fuori. Quel 90 per cento è la percentuale più alta di tutta la Regione”.

 

Ha chiuso i lavori il sindaco de Pascale: "Inaugura oggi il nuovo reparto di Neurologia di Ravenna, uno dei reparti che in ambito romagnolo ha più rilevanza e che versava in condizioni non ottimali. Una giornata e un segnale importante poiché si risolve oggi una problematica che ci veniva posta a più riprese dagli operatori e dai pazienti. Un momento significativo per focalizzarci anche sui temi più stringenti e urgenti su cui è necessario continuare a lavorare con impegno insieme all'Ausl Romagna: la dotazione del personale, la valorizzazione e lo sviluppo delle vocazioni specifiche del nostro ospedale – l’onco-ematologia, la cardiologia e la neurologia appunto – e l’edilizia sanitaria, per completare la ristrutturazione dell’ospedale, portandovi all’interno la sede della direzione aziendale.Siamo consapevoli che il lavoro da fare rimane tanto, ma siamo anche consapevoli di offrire nel nostro ospedale servizi di alta qualità ai cittadini e che risolvendo alcune problematiche, potremmo fare ancora di più".

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Erano in tantissimi sabato scorso allo stand, organizzato in piazza Saffi, dall'ordine delle professioni infermieristiche di Forli Cesena, in occasione della giornata internazionale dell'infermiere.

Nella postazione venivano  rilevati ai partecipanti i principali parametri vitali, dati consigli e informazioni.

“Ogni persona lascia la sua impronta”, questo è quello che accade ogni volta che una persona entra nella vita di un'altra.

Gli infermieri sono persone che si prendono cura di altre persone nel naturale cammino umano, durante il tempo della sofferenza, della malattia e del morire. Sono persone che lasciano la loro impronta all’interno del sistema sanità e vogliono garantire il diritto alla salute.

La festa è proseguita in serata all’X-RAY di Forli con un grande concerto, che ha visto esibirsi sul palco i BSS - Brutti Sbarbi Sanitari e The Smittletone, due band composte da colleghi infermieri e medici.

"Con grande gioia ed entusiasmo gli infermieri hanno incontrato i cittadini, li hanno invitati alla rilevazione dei paramenti Vitali  per un “check di salute”.  Forlì in fiore e il festival delle mongolfiere hanno fatto da cornice a questo importante evento che ha visto un’alta affluenza e ha permesso di far conoscere chi è l’infermiere oggi, di dialogare e fare festa! "
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Sabato  12 maggio 2018

  FESTA INTERNAZIONALE DELL'INFERMIERE 

 "CI SONO IMPRONTE CHE NON SI CANCELLANO"
 

 L' Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena è lieto di festeggiare  la festa internazionale dell'infermiere, prevista per sabato 12 maggio. con  tre iniziative, pensate come momenti per poter dialogare, far conoscere "chi è l'infermiere oggi" e per far festa insieme.  Le iniziative si svolgeranno a Forlì e Cesena 

Nel volantino  in allegato  tutte le indicazioni per poter partecipare attivamente o anche solo per festeggiare insieme!

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In occasione dei primi 40 anni della Legge 180, il  Dipartimento di Salute Mentale  e Dipendenze Patologiche dell' Ausl Romagna, diretto dal dottor Claudio Ravani, ha organizzato un incontro di tutti gli operatori, nella giornata del 9 maggio, presso il Palacongressi di Rimini. L'obiettivo è presentare i principali dati di attività dei diversi servizi e strutture del Dipartimento e allo stesso tempo offrire una opportunità di confronto e discussione pubblica con utenti, famiglie, terzo settore e istituzioni del territorio.
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