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giampaolo.grilli

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"Il dottor Benati si inserisce nella lunga serie di nomine di direttori di struttura complessa effettuate  dall'Ausl Romagna, cinquantasei in tutto, di cui ben altre venti previste per il 2019 - ha spiegato il dottor Busetti -  L'  Unità Operativa di Geriatria di Forlì, in particolare, si inserisce nel Dipartimento di Cure Primarie di Forlì- Cesena, presenta un organico di undici geriatri e gestisce un reparto con un totale di 25 posti letto per pazienti acuti e dieci per post acuti. Effettua millequattrocenteo ricoveri all'anno e quattromila prestazioni tra ambulatoriali e strumentali."
"Forlì ha una popolazione di circa centottantasettemila abitanti, di cui quarantasettemila over 65, venticinquemila over 75 e tremila addirittura ultranovantenni - spiega il dottor Benati -  Il numero degli anziani è destinato a crescere  e, come sappiamo, necessita di una importante assistenza sanitaria per le molte patologie di cui soffre, ma anche di una stretta collaborazione tra ospedale e territorio per la presa in carico. Occorrono personalizzazione della cura e degli interventi, ma anche umanizzazione. Tenete conto che a Forlì ci sono 3400 persone affette da demenza con 900 nuovi casi all'anno e questo è un problema di cui si devono fare carico non solo i servizi sanitari, ma tutta la società civile, che deve diventare una "comunità amica". Nel nostro territorio sono tanti gli strumenti messi in campo, in collaborazione con enti ed associazioni di volontariato, per condividere con la famiglia dell'anziano il percorso di cura e di rientro al domicilio dopo il ricovero, come il NUCOT, nucleo ospedale territorio che segue il paziente dopo le dimissioni  e indica il luogo dove essere preferibilmente collocato. Esistono anche centri e percorsi dedicati alle problematiche dell'anziano, quali ad esempio il centro per i disturbi cognitivi, o il percorso ortogeriatrico, tutti orientati alla personalizzazione delle cure per questa fascia di popolazione così fragile."
Da novembre 2015 il dottor Benati è responsabile anche della Rete di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AUSL Romagna, che si avvale, per il territorio forlivese, di quattro dietiste.
 
 
 
 
 Breve curriculum vitae del dottor Giuseppe Benati
 

Il Dott. Giuseppe Benati è nato a Faenza il 09/07/1963 ed ha conseguito la Maturità Scientifica presso il Liceo “Gregorio Ricci Curbastro” di Lugo (Ravenna) nel Luglio 1982 con il punteggio di 60/60.

Si è iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ferrara nell’Ottobre dello stesso anno. Nel corso degli studi universitari ha frequentato come allievo interno l’Istituto di Clinica Medica Generale e Terapia Medica, diretto dal Prof. Pansini, dal1985 al 1988. Si è laureato il 22 Marzo del 1989 con il punteggio di 110/110 e lode, discutendo la tesi sperimentale “Sistema immune e invecchiamento.

Studio del fenotipo linfocitario in soggetti sani di età superiore a 70 anni (media 79). Il 17 Maggio 1989 ha sostenuto gli esami di abilitazione alla professione medica (103/110) e, fino al Dicembre 1989, ha continuato a frequentare, come medico frequentatore, il reparto, l’ambulatorio e il laboratorio del Servizio di Allergologia ed Immunologia Clinica annesso all’istituto di Clinica Medica, svolgendo anche attività di ricerca di immunologia applicata.

Nel Dicembre 1989, essendo risultato voncitore del concorso di ammissione, si è iscritto alla Scuola di specializzazione di Geriatria e Gerontologia, diretta dal prof. Gasbarrini, e ha conseguito il diploma di specialista il 24 Maggio 1993, con il punteggio di 70/70 e lode, discutendo la tesi “L’intestino nel vecchio: evidenze per una maggiore prevalenza del malassorbimento di lattosio in età geriatrica”.

Dal Dicembre 1989 al Gennaio 1994 il dottor Benati ha continuato a svolgere la propria attività di ricerca nell’ambito del “Centro Universitario per lo Studio del Malassorbimento Intestinale”, afferente alla I Cattedra di Patologia Speciale Medica, diretta dal Prof Gasbarrini. Il dottor Benati in quegli anni è impiegato attivamente nello studio clinico e fisiopatologico delle sindromi da malassorbimento intestinale nelle diverse età. Egli ha svolto inoltre attività clinica c/o i laboratori e il reparto di patologia medica I. In occasione del 3° Congresso Nazionale della Federazione Italianana di Colonproctologia svoltosi nel Settembre 1990 la comunicazione “Produzione Intestinale di metano (CH4) e cancro del colon”, di cui ildott Benati è coautore, è risultata vincitrice del premio Bracco. Nel Gennaio 1991 l’apposita commissione giudicatrice ha deliberato di assegnargli la borsa di studio intitolata “Ugo ed Evaristo Stefanelli”, per la durata dell’anno accademico 1991-1192, per la realizzazione di uno studio su “Malassorbimento di lattosio in età geriatrica”. Nello stesso anno, il dott Benati ha svolto regolari corsi di esercitazioni teorico-pratiche agli studenti afferenti alla Cattedra di Patologia Speciale medica I dell’Università di Bologna. Nel Dicembre 1993 la commissione giudicatrice gli ha attribuito la Borsa di Studiio per giovani ricercatori al congresso della Società Italiana di Gastroenterologia. Dal febbraio 1994 ha frequentato come Medico Frequentatore e quindi come incaricato a tempo determinato l’Unità Operativa di Medicina Geriatrica di Forlì, svolgendo attività ambulatoriale, di day hospital e di reparto. Dal 1996 è Dirigente di I livello a tempo indeterminate c/o tale reparto ed è referente del servizio di Nutrizione Clinica annesso, con attività ambulatoriale e domiciliare.

Nel 1998 ha frequentato nel mese di Giugno la Geriatric research Education and Clinical Center GRECC al Sepulveda veterans Affairs Medical Center (LA), con accesso programmato alla UCLA Multicampus Program in Geriatric Medinie e Gerontology, diretta dal Prof. LZ Rubenstein. Nel 2000 ha frequentato il Neuroscience Center alla Cleveland University (Cleveland). Nel 1999 ha conseguito diploma di perfezionamento c/o l’università di Bologna in “Nutrizione artificiale nosocomiale e domiciliare” e nel 2001 di “Ultrasonologia internistica”.Dal 2004 è coordinatore del Team nutrizionale dell’AUSL Romagna sede di Forlì ed è titolare di incarico di Alta professionalità in Nutrizione clinica. Dal 2013 è responsabile dell’Area a Gestione Integrata Ospedaliera AUSL Romagna sede di Forlì.

Nel 2015 ha conseguito presso l’Università di Bologna l’abilitazione alla direzione di struttura complessa superando l’esame finale del Corso di formazione manageriale per direttore responsabile di struttura complessa. Nello stesso anno ha superato l’esame di accesso e ha avviato la frequneza al master di secondo livello Funzioni direttive e gestione dei servizi sanitari, presso l’Università di Bologna.Dal Marzo 2015 ha assunto il ruolo di Direttore FF dell’UO complessa di Geriatria AUSL Romagna, sede Forlì.

Dal Novembre 2015 è responsabile della Rete di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’AUSL Romagna.La sua attività di ricerca è testimoniata da pubblicazioni e comunicazioni prevalentemente dedicate alla valutazione e al trattamento di problematiche legate alla nutrizione clinica, in riviste ed incontri di carattere nazionale e internazionale.

La consolidata partnership tra i ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna e il Gruppo AUSL Romagna Cultura si arricchisce di un altro importante contributo scientifico. A darne notizia è Mirko Traversari, paleopatologo che ha all’attivo lo studio scientifico di San Mercuriale, primo Vescovo di Forli, tuttora in essere, e primo nome dell’articolo intitolato "Multi-analytic study of a probable case of fibrous dysplasia (FD) from Certosa monumental cemetery (Bologna, Italy). "
“Proprio pochissimi giorni fa questo complesso e articolato lavoro è stato pubblicato sull’International Journal of Paleopathology, la sinergia tra antropologi, paleopatologi, genetisti, radiologi e anatomopatologi ha permesso di pervenire ad un risultato straordinario in termini di capacità diagnostica su reperti antichi”, spiega Traversari, che aggiunge “Il paziente oggetto della ricerca, è un cranio di provenienza bolognese, che mostrava una singolarissima e severa malformazione. L’orientamento diagnostico ottenuto dalla combinazione tra analisi antropologica, radiologica e istologica, è stata rafforzata dallo cosiddetta Dental macrowear analysis, che ci ha permesso di datare l’insorgenza della patologia. Il tutto è stato verificato geneticamente e, oltre ad avere avuto la conferma della diagnosi di Displasia Fibrosa, abbiamo anche individuato alcune mutazioni genetiche associate alla patologia, fino ad ora sconosciute soprattutto sul campione antico”. 
 
La displasia fibrosa è una malattia che colpisce le ossa, dove nascono delle cicatrici (tessuto fibroso) che portano ad uno sviluppo anormale dell’osso. L’osso cresce e con esso anche le cicatrici che lo indeboliscono causando deformità ossee e fratture.
Il lavoro di ricerca, oltre che rendere disponibile uno dei più antichi e meglio studiati casi di Displasia Fibrosa da contesto storico, può fornire nuovi dati anche alla patologia moderna, sottolineando ancora una volta come questo tipo di studi sia funzionale anche al paziente attuale. Allo studio hanno partecipato Sara Piciucchi ed Enrico Petrella, dell’UO di Radiologia e Medicina Nucleare dell’Ospedale GB Morgagni-Pierantoni di Forlì, Francesco Feletti dell’UO di Radiodiagnostica dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna e Luca Saragoni dell’UO di Anatomia Patologia dell’Ospedale GB Morgagni-Pierantoni di Forlì.
 
Di seguito il link, valido fino al 12 maggio, da cui è possibile scaricare gratuitamente l’articolo:
 
(Nelle foto il dottor Mirko Traversari)

“L’infermiere e l’uso consapevole dei social”, questo il titolo del corso di formazione accreditato, proposto il 18 Marzo 2019 dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena, che ha visto la partecipazione di 130 infermieri. Un pomeriggio intenso e ricco di contenuti -svoltosi nella sala convegni di Cesena Fiera- durante il quale il tema delicato e attuale dell’utilizzo dei social network da parte dei professionisti infermieri, è stato affrontato analizzando molteplici aspetti.

I saluti della Presidente Linda Prati, hanno aperto i lavori moderati dalla Consigliera Opi Fc, Francesca Puca e dalla giornalista scientifica Tiziana Rambelli, Dirigente presso l’ Ausl Romagna-Forlì.

Nicola Draoli, componente del Consiglio Fnopi e primo tra i relatori, si è fatto portavoce delle direttive della Federazione ed ha illustrato gli aspetti etici e deontologici che devono guidare l’infermiere nell’approccio con il mondo digitale come nella vita reale. “Ogni volta che un infermiere agisce sui social e sul web mancando di decoro e di rispetto, mina l’immagine di tutta la comunità professionale e ne frena la credibilità” ha affermato Draoli, sottolineando comunque le potenzialità elevate di comunicazione dei social media, che per questo richiedono una maggiore responsabilità nel loro utilizzo. Il Consigliere Fnopi ha invitato la platea a considerare i social uno strumento importante per lo sviluppo della professione e ha concluso il suo intervento affermando che “quando la società sa che siamo infermieri e riusciamo a presentarci, a parlare, argomentare, disquisire con cultura, idee e spessore, allora noi tuteliamo ed innalziamo la professione, nella vita reale come in quella virtuale”.

Successivamente Fabio Fedeli, Presidente dell’Opi di Lecco, ha introdotto il tema delle fake news, chiarendo le idee sull’argomento e fornendo strumenti per riconoscere ed evitare le bufale mediatiche. “Le cosiddette bufale -ha sottolineato Fedeli- possono impattare in diversi modi sulla nostra vita professionale, essendo dannose per l’immagine che ne deriva e minando il rapporto di fiducia tra cittadino e professionista sanitario.” Nella sua relazione ha spiegato ai colleghi in che modo contrastare le fake news, che sempre più si diffondono in maniera incontrollata, proponendo un vero e proprio decalogo. Ha suggerito strumenti per verificare la veridicità delle notizie sanitarie, come la consultazione di siti di debunking o portali istituzionali e ha salutato gli auditori con una interessante frase di Kierkegaard: “L’uomo non fa quasi mai uso della libertà che ha, come ad esempio della libertà di pensiero; si pretende invece come compenso la libertà di parola”.

Gli aspetti normativi e i risvolti legali per la professione, sono stati illustrati in maniera semplice e pratica dall’Avv. Margherita Patrignani, consulente legale dell’Opi Forlì-Cesena. Prendendo in considerazione casi realmente accaduti, ha elencato le conseguenze dell’uso illegittimo dei social sottolineando che “gli infermieri rispondono alle loro azioni con cinque forme di responsabilità: -deontologica, disciplinare per violazione del CCNL, civile per danno all’immagine, penale e per violazione delle disposizioni in materia di privacy “. In merito alla responsabilità deontologica, ha citato le regole fornite dalla Fnopi a cui gli infermieri devono attenersi per un corretto uso dei social network; si è addentrata nella materia legale citando articoli e decreti legge utili ai professionisti per difendersi da condotte inappropriate e rischiose. Concludendo il suo intervento ha consigliato ai presenti di “usare i social con parsimonia, evitando di parlare di lavoro e dal luogo di lavoro, non pubblicando foto che ritraggono pazienti o luoghi di lavoro e astenendosi da commenti offensivi”.

Dopo il coffee break il corso è proseguito con la blogger Rosa Giuffrè, consulente per la comunicazione digitale ed esperta del web, che ha fornito molti spunti di riflessione con tono vivace e diretto. Si è concentrata sul lavoro che gli infermieri dovrebbero fare sulla propria identità personale e digitale che “avviene attraverso i contenuti di valore, condivisi on-line e per mezzo dei quali gli utenti si costruiscono una percezione della persona, del valore e della categoria professionale a cui si appartiene.” Ha spiegato come semplici accorgimenti possano salvaguardare i professionisti da pericoli e rischi in cui ci si può imbattere quotidianamente, considerando “il web un ambiente relazionale, dove vi abitano le persone e per questo un luogo in cui restare umani”. Con profonda ammirazione verso la professione infermieristica, ha ribadito più volte l’importanza del “prendersi cura on-line e on-life”. Il corso si è concluso con soddisfazione da parte degli organizzatori per il clima partecipativo ed interessato ed ha fornito agli iscritti nozioni e strumenti per vivere nel miglior modo possibile la relazione con i social ed il mondo digitale.

Martedì 12 marzo 2019, presso l’unità oculistica dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, diretta dal dottor Giacomo Costa, un bimbo di appena 5 anni é stato sottoposto con successo ad intervento di cataratta bilaterale congenita con impianto di appositi cristallini artificiali pediatrici di fabbricazione tedesca, fatti pervenire appositamente.

“Questo tipo di intervento, che non veniva realizzato da diversi anni - spiega il dott. Giacomo Costa direttore dell’Unità Operativa che ha eseguito l’intervento - ha messo in evidenza l’importanza di uno screening oftalmologico pediatrico a tutti i bambini sani senza sintomi. Tale procedura presenta un’alta sensibilità e specificità, se viene effettuata su tutti i bambini residenti nel territorio da personale specializzato (ortottista e oftalmologo pediatrico)”.

“Ogni anno - prosegue il dottor Costa - almeno tre bambini su cento, in Italia, nascono con difetti refrattivi congeniti che, una volta individuati, possono essere corretti. In questo quadro appare del tutto evidente quanto sia fondamentale l’opera di prevenzione. Tale progetto, fortemente voluto dalla direzione dell’AUSL della Romagna, comincia a rendere evidenti i primi risultati.”

La cataratta congenita è una patologia che colpisce il cristallino, la lente contenuta all’interno del nostro occhio, rendendolo opaco già alla nascita o entro i primi tre mesi di vita. In questo modo la visione si riduce. Ancora oggi rappresenta una delle cause più frequenti di cecità nell’infanzia (10-15%). In circa i 2/3 dei casi sono coinvolti entrambi gli occhi (cataratta bilaterale congenita).

Se il bimbo oggi può tornare a vedere, come tutti gli altri suoi coetanei, è proprio grazie a questa iniziativa che deve trovare, presso tutta la popolazione del territorio, la massima considerazione e la più fattiva collaborazione.

Dal Messico all'ospedale di Forlì, presso l'UO di Otorinolaringoiatria di Forlì, diretta dal prof. Claudio Vicini, per una collaborazione scientifica sulla chirurgia robotica applicata alla medicina del sonno.
 
Il dottor Rodolfo Lugo Saldana, Presidente della Federazione messicana di Otorinolaringoiatria, ISSSTE Hospital (Monterrey, Mexico) e il prof.Rafael Moreno, professore alla Facoltà di Medicina dell'Università Autonoma di Nuevo Leon (UANL), collaborano da tempo con il prof. Claudio Vicini e il suo team, nell'ambito della roncochirurgia.
Dopo una pubblicazione multicentrica, realizzata sei anni fa, sulla faringoplastica BRP e la prima esperienza, in Sud-America, di  un intervento chirurgico nello stesso settore reso possibile sempre dalla collaborazione con il prof. Vicini, il gruppo messicano del dottor Lugo Soldana ha deciso di venire all'ospedale di Forlì per apprendere le tecniche di chirurgia robotica transorale in roncochirugia, che hanno reso noto il prof. Vicini a livello internazionale.
 
"La proficua collaborazione con il prof. Lugo Saldana e il team messicano - spiega il prof. Vicini - proseguirà a luglio prossimo con un corso di chirurgia robotica, di cui io sarò docente. Sarà il primo corso del genere in Messico, in particolare nell'ospedale dove opera il professore, dove il robot chirurgico è presente, ma non viene utilizzato in ambito otorino."
L'UO di ORL sta ospitando anche il dottor Muawya Bani Jounes, medico otorinolaringoiatra da Irbid, Giordania, specializzato in chirurgia naso-gola-orecchio dell'adulto e del bambino, la dottoressa Cecilia Rosso, specializzanda dell'Università di Ferrara, interessata alla chirurgia OSAS e robotica e lo specializzando dell'Università di Ferrara, dottor Luca Cerritelli.
È un lungo e datato percorso anche quello che ha portato, ancora una volta a Forlì, il prof. Pasquale Capaccio, docente associato all'Università di Milano. Il prof. Capaccio, esperto in ghiandole salivari, sta studiando, con il prof. Vicini, la possibilità di un intervento chirurgico robotico per la rimozione totale della ghiandola sottomascellare.

Domenica 24 e 31 marzo, presso il salone comunale di Forlimpopoli, piazza Fratti, torna l'iniziativa "Una piega per l'hospice".

Tutte le signore potranno usufruire di una piega per i capelli, a fronte di un'offerta di 10 euro che verrà interamente devoluta all' Associazione Amici dell'Hospice.

L'Assemblea Legislativa - Regione Emilia-Romagna comunica che questa sera, nel format "Assemblea ON-ER",  andrà in onda un servizio sulla presentazione del progetto Ausl Romagna Cultura e della docufiction "Morgagni. Sua Maesta' Anatomica" alla commissione Politiche per la salute e politiche sociali in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità.

Di seguito le emittenti televisive e gli orari in cui il format sarà trasmesso:

ICARO TV – 19.35

TELEROMAGNA – 19.45

RETE8 VGA – 20.00

"Presentata il 25 febbraio 2019 in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, il docufiction "Sua Maestà Anatomica" sulla figura di Giovanni Battista Morgagni. Nella stessa seduta è stato presentato anche il progetto "Ausl Romagna Cultura".

Morgagni, ha evidenziato la coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura Tiziana Rambelli, "è stato un patologo forlivese, vissuto tra il Seicento e il Settecento nato nel 1682 e morto nel 1771, che ha rivoluzionato la medicina: è il fondatore della patologia moderna". Lo storico della medicina Francesco Puccinotti, ha poi aggiunto la relatrice, "scrisse di Morgagni che ‘se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano avrebbero il suo nome’". Il docufiction, ha spiegato infine Rambelli, "nasce da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, gruppo che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’Ausl, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna e la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale".

la docufiction è stato girato dal regista Cristiano Barbarossa, l’attore protagonista è Riccardo Mei.

Luca Saragoni, anatomopatologo dell’ospedale di Forlì, e Mirko Traversari, antropologo fisico dell’Università degli studi di Bologna (sede di Ravenna), sempre sulla figura del Morgagni, hanno spiegato quelle che sono state le "innovazioni rivoluzionarie introdotte da questo medico, anatomista e patologo in un’epoca difficile come il Settecento".

Pierdomenico Lonzi, della direzione generale dell’Ausl Romagna, ha invece illustrato il progetto aziendale CURA (Corporate Academy dell’Ausl Romagna) che ha l’obiettivo di realizzare una nuova identità aziendale. Vogliamo, ha rimarcato Lonzi, "integrare saperi, culture, patrimonio e professionalità". Uno dei settori trainanti del progetto CURA è Ausl Romagna Cultura.

È poi intervenuta Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico archivistico dell’Ausl Romagna, che ha parlato di obiettivi, come quello primario "di mettere in sicurezza questo importante patrimonio, cercando di renderlo il più possibile fruibile".

La consigliera Valentina Ravaioli (Pd) ha parlato di "un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio finalizzato a renderlo fruibile a una platea sempre più ampia di cittadini". Con attenzione particolare, ha aggiunto, "ai più giovani: una sfida ambiziosa e necessaria, in particolare in un momento storico caratterizzato da un pericoloso oscurantismo di ritorno nei confronti della scienza".

In conclusione, il presidente Zoffoli ha ribadito l’originalità del progetto: "Può essere un modello". Ha poi sottolineato l’importanza di "fare crescere la conoscenza e il valore del territorio attraverso una rete di collaborazioni fra le quali, come in questo caso, quella tesa alla valorizzazione del patrimonio e del lavoro dell’Ausl".

Oggi le nuove tecniche chirurgiche, soprattutto quelle più complesse, richiedono inevitabilmente una specifica formazione.

Da anni l’ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì si distingue per lo sviluppo e l’implementazione della robotica, che in ambito chirurgico rappresenta la massima espressione d’innovazione al servizio del paziente. Tale avveniristico strumento permette al chirurgo di eseguire interventi sempre più complessi ma anche meno invasivi e meno complicati e quindi degenze ospedaliere e convalescenze più rapide. La tecnologia impiegata è sempre più raffinata nell’intento di rendere i trattamenti meno invasivi. Per mantenere però tali standard di complessità e sicurezza è indispensabile un’adeguata formazione sul campo, ossia un tirocinio oltre che teorico anche pratico.

Questa mattina, presso il blocco operatorio dell’ospedale di Forlì, un gruppo di giovani chirurghi, specializzandi, neo-specialisti e ricercatori operanti presso la UO di Chirurgia Generale e Terapie Oncologiche Avanzate diretta dal prof. Giorgio Ercolani si sono esercitati in una sessione di dry lab, sotto il tutoraggio attento del dott. Davide Cavaliere, facente parte della medesima unità operativa. L’esercitazione pratica è stata eseguita mediante l’utilizzo in prima persona da parte dei discenti del robot chirurgico Da Vinci. Il laboratorio allestito in sala operatoria ha permesso ai tirocinanti di prendere confidenza con la piattaforma robotica e sperimentare le procedure di base, in modo da comprenderne il funzionamento e apprendere i principi basilari di utilizzo.

Quest’iniziativa, dalla durata media di circa quattro ore, si ripete più volte all’anno in modo da permettere la formazione delle nuove generazioni di chirurghi, in un programma accreditato e strutturato con il coordinamento scientifico del Dr. Alberto Zaccaroni. L’intento è quello di arrivare, come già consueto in discipline come l’aereonautica, ad un patentino o core curriculum dedicato e in grado di certificarne dettagliatamente il percorso formativo eseguito.

Ecco, di seguito, i nomi dei tirocinanti impegnati nella sessione di apprendimento: Giulia Vitali, Annunziata Domenico, Giuseppe Rocco, specializzandi in chirurgia generale presso l'Università di Bologna, Salvatore Fazzotta, specializzando in chirurgia generale presso l'Università di Palermo, Leonardo Solaini, specialista e ricercatore in chirurgia generale presso l’Università di Bologna.

Proseguono le collaborazioni nazionali e internazionali dell'Uo di Otorinolaringoiatria di Forlì, diretta dal prof. Caludio Vicini, con visite di professori e specializzandi da ogni parte del mondo.
E' arrivato in questi giorni, e rimarrà per due anni, nel nosocomio forlivese, il dottor Muawya Bani Jounes, medico otorinolaringoiatra da Irbid, Giordania, specializzato in chirurgia naso -gola -orecchio dell'adulto e del bambino. Il dottor Jounes, durante la sua permanenza a Forlì, si occuperà in particolare di sleep surgery.
L'UO di ORL sta ospitando anche uno specializzando dell'ASST San Paolo e Carlo dell'Università degli Studi di Milano, il dottor Antonio Bulfamante, interessato alla chirugia robotica, la dottoressa Cecilia Rosso, specializzanda dell'Università di Ferrara, interessata alla chirurgia OSAS e robotica, il dottor Francesco Moretti, tirocinante che ha svolto una tesi con il prof. Vicini nell'ambito robotico e la dottoressa Bianca Vallicelli, laureanda all'Università di Ferrara che sta redigendo una tesi sulla chirurgia del palato, sempre con il prof. Vicini.
E' un lungo e datato percorso di collaborazione, invece, quello che ha portato ancora una volta a Forlì il prof. Pasquale Capaccio, docente associato all'Università di Milano. Il prof. Capaccio, esperto in ghiandole salivari, sta studiando, con il prof.Vicini, la possibilità di un intervento chirurgico robotico per la rimozione totale della ghiandola sottomascellare.

All'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=jzxmakMyRH8 è possibile guardare il servizio sulla docufiction su G.B. Morgagni andato in onda sul Tg3 del 2 Marzo 2019.

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