giampaolo.grilli

Articoli inseriti da giampaolo.grilli



 
Vista la decrescita dei casi di Coronavirus e il positivo andamento dell'epidemia, a partire dalla giornata di domani , venerdì 18 giugno, il drive-through  di Santa Sofia e il drive-through di Modiglianasospenderanno l'attività .
Qualora si modificasse il contesto epidemiologico, rimarrà la disponibilità di rivalutare una riorganizzazione del servizio.

Rotary Club area Romagna e Rotary International Foundation finanziano un progetto per i pazienti cardiologici dell’Azienda della Romagna, grazie anche ad un Global Grant.


Una straordinaria collaborazione a sostegno della Sanità Romagnola da parte di 16 Rotary club della Romagna, che hanno unito le forze per rendere possibile la partecipazione al Global Grant promosso dalla Rotary International Foundation, ha portato all’erogazione complessiva dei 78.000 euro, necessari a far decollare il progetto di telemedicina, per l’assistenza ed il monitoraggio a domicilio dei pazienti a cui sono stati impiantati dispositivi cardiaci (pacemaker, defibrillatori, resincronizzatori).


Remotheart è un progetto basato sul controllo “a distanza”, ovvero remoto, dei dispositivi cardiaci impiantabili di ultima generazione, che consentono di comunicare con un trasmettitore al domicilio del paziente, al fine di inviare dati di natura tecnica, parametri e funzionamento del dispositivo impiantato e informazioni di carattere clinico, relative ai parametri vitali del paziente. Le trasmissioni da remoto possono essere programmate, col solo scopo di validare il corretto funzionamento dell’impianto, oppure possono essere originate dalla rilevazione di parametri fuori dalla norma.

Da un’esperienza innovativa iniziata a Forlì nel 2019 grazie all’Associazione Cardiologica Forlivese, che ha messo a disposizione le risorse necessarie a consentire di assistere con monitoraggio remoto tutti i pazienti cardiologici portatori di dispositivi, passando da 120 a 650 assistiti in meno di un anno, è nata dunque  l’idea di estendere l’applicazione del servizio così sviluppato, a tutta l’azienda USL della Romagna, attraverso un processo top-down, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sui pazienti con scompenso cardiaco e di “mettere in rete” tutti i pazienti romagnoli portatori di dispositivi in grado di inviare informazioni sullo stato di compenso della malattia.

Il progetto Remotheart, che in tutta la Romagna interesserà un numero stimato pari a circa 6500 pazienti portatori di device cardiologici, dei quali 800 per lo scompenso cardiaco, rappresenta un tipico esempio di come le iniziative dei singoli territori possano essere messe a valore per tutti. Oggi ciò è reso possibile, anche proprio grazie all’intervento dei Club Rotariani dell’area romagnola, che hanno ben compreso questo valore, portandolo all’attenzione della Rotary International Foundation.

Il numero di impianti di pacemaker e defibrillatori è significativamente aumentato nell’ultima decade, a causa delle nuove indicazioni emerse dai risultati dei grandi studi clinici. Molti pazienti portatori di dispositivo impiantabile sono anche affetti da scompenso cardiaco, patologia invalidante e sempre più diffusa, che richiede un sistema di assistenza dedicato. Nella maggioranza di questi il dispositivo è in grado di raccogliere ed inviare  segnali utili a monitorare lo stato clinico del paziente.



Il follow-up, ovvero il controllo periodico, clinico e del dispositivo, dei pazienti portatori di device cardiaco è parte integrante del processo terapeutico, la frequenza dei controlli programmati per portatori di pacemaker è generalmente di 1 volta/anno, mentre per i portatori di defibrillatore impiantato è di 2 volte/anno. La frequenza dei controlli aumenta ulteriormente quando il dispositivo si avvicina all’esaurimento del generatore. Questo determina un carico di lavoro crescente in maniera esponenziale per i centri di elettrostimolazione, difficilmente sostenibile a breve e medio termine. Il tutto è reso più difficile dalla complessità clinica di molti pazienti trattati: essi, infatti, richiedono un follow­up intensivo con visite frequenti, spesso non programmate in caso di eventi avversi.

Un limite importante dei follow­up tradizionali è inoltre rappresentato dall’acquisizione ritardata delle informazioni diagnostiche memorizzate dal dispositivo, che se acquisite tempestivamente possono invece facilitare una reazione clinica tempestiva con conseguenti benefici per il paziente.

Il monitoraggio remoto dei dispositivi permette di fornire alla struttura ospedaliera un flusso continuo di informazioni relative allo stato del dispositivo. Questo è reso possibile grazie ad un trasmettitore consegnato al paziente, che controlla ed invia i dati al server dedicato del fornitore, a cui gli operatori della clinica possono accedere mediante sito web e autenticazione certificata.

Obiettivo di questo progetto è predisporre e implementare una tecnologia che metta a disposizione in modo strutturato e interoperabile tutte le informazioni provenienti dai diversi dispositivi medici cardiologici impiantabili, a supporto di un modello di cura che consenta l’assistenza sanitaria dei pazienti cardiologici presso il proprio domicilio.

Non è trascurabile poi l’aspetto riguardante l’abbattimento dei costi sociali, tenuto conto che la maggior parte dei pazienti sono anziani, che l’80% è accompagnato da un familiare che deve assentarsi dal lavoro e che circa un terzo dei pazienti sono ancora in attività e devono rinunciare essi stessi alla loro attività lavorativa.

Non solo, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo in pandemia da COVID-19, è fondamentale che il paziente fragile possa essere controllato dal proprio domicilio, riducendo la possibilità di contagio.

La crisi pandemica che sta attraversando tutto il mondo e nondimeno l’Italia, ha rimesso in primo piano la necessità di accelerare il processo di innovazione, soprattutto nel settore sanitario, fortemente impattato da questa emergenza, ponendo l’esigenza di sviluppare per i servizi sanitari un nuovo impegno in ambito territoriale.

La tecnologia è stata il principale fattore abilitante durante tutta la crisi: infatti, non solo ci ha permesso di mantenere i contatti con il mondo, ma ha anche contribuito di fatto all’erogazione di molte delle prestazioni sanitarie programmate e alla gestione di tutti quei pazienti cronici che necessitano di cure continuative al fine di scongiurare il precoce deterioramento della condizione di salute. Ecco perché le tecnologie digitali e l'ambiente digitale permettono il raggiungimento di quegli obiettivi che sono caratteristici dei sistemi sanitari di eccellenza, ovvero alta qualità, efficienza, equità, convenienza e accessibilità all'assistenza sanitaria. Le soluzioni innovative rappresentate dai servizi sanitari digitali possono, se progettate in modo mirato e implementate in modo efficiente, fornire migliori risultati di salute e contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari.

Questo progetto – dichiara il Direttore sanitario Dott. Altini - si colloca nell’ambito di un più complessivo modello organizzativo della Romagna, che include un ripensamento della rete dei servizi, per una sanità più vicina ai cittadini, nella direzione di un potenziamento del territorio, con creazione di nuovi servizi tra i quali rientrano tutte le prestazioni di Telemedicina, che consentono di erogare visite a distanza e di monitorare i pazienti che hanno bisogno di assistenza continua anche a distanza. Oggi possiamo dire che dalla teoria passiamo ai fatti, la telemedicina e la digital health è questo”.


La leva digitale – afferma il Direttore Generale Dott. Carradori - è dunque la chiave che rende concreta la realizzazione di questo nuovo modello, realizzando le connessioni che concorrono al benessere dei cittadini. Da una parte infatti permette di attivare i meccanismi di coordinamento tra tutti “i touchpoint fisici” del sistema, ossia gli ospedali, le case della salute, gli ospedali di comunità, le Case-residenza per gli anziani, gli uffici dei Comuni che erogano prestazioni sociali, strutture private convenzionate, i MMG e PLS, le farmacie, dall’altra abilita la nascita di nuovi punti di contatto virtuali tra i quali rientrano, a titolo di esempio, tutte le App per la salute che permettono di rendere i servizi ancora più vicini al paziente. In questo modo sarà possibile realizzare un reale sistema di continuità di cura per il paziente. L’avvio del progetto di telemedicina che oggi presentiamo grazie al contributo del Rotary, è un fondamentale tassello di un complesso mosaico di azioni che metteremo in campo nei prossimi mesi.

Da parte dell’Azienda USL della Romagna quindi, un sentito ringraziamento ai Rotary Club per questo sostegno concreto, che conferma la ormai consolidata collaborazione del Rotary, partner sensibile e attento per vocazione, ai bisogni del sistema sanitario pubblico”


 “Al di là dell’entità economica della donazione, quello che preme mettere in risalto è la forte sinergia venutasi a creare tra l’Istituzione territoriale deputata alla tutela della salute e la comunità locale - dichiara Patrizia Farfaneti Ghetti, Presidente del Club capofila di Rimini - sinergia che ci sembra faccia ben sperare per un futuro di ricostruzione del tessuto sociale messo così a dura prova dalla pandemia”.

Il finanziamento è assicurato in particolare da 16 Club delle Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, suddette e segnatamente da: Rimini, Forlì, Cesena, Lugo, Ravenna, Ravenna Galla Placidia, Forlì Tre Valli, Faenza, Cervia-Cesenatico, Riccione-Cattolica, Valle del Rubicone, Valle del Savio, Rimini Riviera, eClub Romagna, Cesenatico Mare, Riccione Perla Verde, dal Club della Repubblica Argentina “Bahìa Blanca del Norte”, dal Fondo a Designazione Distrettuale del Distretto 2072 e dal Fondo Mondiale della Rotary Foundation per un totale complessivo di EURO 77.876 euro.

 

L’AUSL della Romagna ha messo in luce il suo patrimonio artistico costituito da opere contenute o donate ai piccoli ospedali su tutto il territorio. L’AUSL Romagna è l’unica in Italia che gestisce questa attività con personale interno.


Il Direttore Generale della AUSL Romagna Tiziano Carradori valorizza l’arte e la collega al concetto di benessere e di salute mentale «L’arte è terapeutica.

«Opere d’arte esposte all’interno di ospedali e strutture sanitarie danno sollievo al personale medico-sanitario e ai pazienti, – afferma il direttore generale della AUSL Romagna Tiziano Carradori -  L’arte e la cultura sono aspetti molto legati alla salute o alla sua mancanza. In alcuni casi l’arte è più l’espressione della mancanza di uno stato di salute psichica oppure si può vedere anche come una salute espansa dal punto di vista della creatività oltre i limiti. Quindi la salute è una componente essenziale del vivere sociale che all’occorrenza appunto ne massimizza le potenzialità di una collettività oppure le limita nelle sue libertà. In altre parole l’uomo che ha delle limitazioni nelle sue capacità psicofisiche ed intellettive invece può manifestare delle grandi capacità creative, pensate ai grandi artisti come Van Gogh...»


La nascita dell’AUSL della Romagna è stata l’occasione per avviare una nuova fase ricognitiva del corposo patrimonio artistico proveniente dalle strutture sanitarie pubbliche congiunte alla nuova Azienda sanitaria. Le Ex Aziende di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, coinvolte nelle misure di adeguamento, hanno trasferito tutti i loro beni nella nuova Azienda. In seguito, si è attivata un’impegnativa campagna di verifica e catalogazione dei beni d’interesse storico artistico.


«Noi oggi siamo anche ciò che ci ha preceduto dal punto di vista artistico e dal punto di vista della conoscenza tecnico-scientifica, - spiega il direttore Carradori - Pertanto io trovo doveroso offrire l’opportunità di valorizzare ciò che per me è quel substrato che collega la sanità che si occupa della salute psicofisica delle persone, alla società nelle sue espressioni e anche quante rappresentazioni pittoriche che descrivono la salute o la mancanza della salute delle popolazioni. Mi piange al cuore di vedere perso quello che c’era, quindi di non renderli disponibile di nuovo per la collettività nelle forme più adeguate possibili. Secondo me non esiste capacità di affrontare il futuro se uno non ha la capacità di mettere a valore la memoria dal punto di vista artistico.»


L’AUSL della Romagna è una delle Aziende più grandi d’Italia che comprende tre Province (Ravenna, Forlì - Cesena e Rimini) e settantatré Comuni con un’estensione territoriale di 5 100 Kmq. La ricognizione del patrimonio artistico, terminata nel marzo del 2020, ha messo in luce un patrimonio quantitativamente e qualitativamente notevole frutto dell’intreccio tra le vicende storiche istituzionali e la produzione artistica territoriale ma, da quest’ ultima ricognizione, sono emerse nuove storie che accompagnano altri manufatti da considerare pregevoli. Ovviamente il patrimonio include grandi personaggi (benefattori o medici), ricordati tramite ritratti o donazioni, che hanno contribuito a costruire il senso del servizio sanitario di oggi tramite il senso del dono e della gratitudine.


L’Ausl è proprietaria di un importante patrimonio culturale costituito da un ingente numero di manufatti tutti  inseriti nel registro inventariale e nei libri cespiti gestiti dall’U.O. Servizi Alberghieri e Inventari. Il vero nucleo del patrimonio storico artistico è costituito da circa un migliaio di pezzi di cui una gran parte collocati in regime di comodato d’uso gratuito presso sale espositive e/o luoghi dedicati alla cultura.
Dal 2014, si è avviato il progetto di valorizzazione territoriale denominato, “LA CURA ATTRAVERSO L’ARTE, il patrimonio artistico dell’Azienda USL della Romagna”. Il progetto prevede piccoli nuclei espositivi legati all’area geografica di pertinenza.  Tutti i nuclei espositivi sono contestualizzati dal pannello esplicativo uniformato, supportato dal fascicolo tematico. Attualmente sono stati pubblicati, dal centro stampa aziendale, 15 fascicoli contenuti nel cofanetto, “LA CURA ATTRAVERSO L’ARTE, il patrimonio artistico dell’Azienda USL della Romagna”.
Il lavoro conoscitivo sui patrimonio di derivazione sanitaria affonda le radici nei progetti avviati da quella che era l’IBC della regione Emilia Romagna (dal 1 gennaio 2021, è passato a capo della regione, istituendo il servizio patrimonio della RER). Va ricordata la mostra del 1997 “NON SOLO PIETA’opere d’arte dagli ospedali della provincia di Ravenna” tenutasi a Lugo e Bagnacavallo, che presentò le opere emerse dalla prima ricognizione a tappeto della provincia di Ravenna avviata dall’IBC.
La dott.ssa Sonia Muzzarelli, laureata in Conservazione dei Beni culturali a Ravenna, negli anni ha investito in una formazione specifica necessaria per complessa gestione del patrimonio di derivazione sanitario, ed ha presentato al direttore Tiziano Carradori dell’Ausl un suo progetto di gestione e valorizzazione  delle opere d'arte degli ospedali. Il direttore Carradori ha accettato il progetto e dott.ssa Muzzarelli che si occupa di questo argomento da circa 20 anni.

«La mia attività è iniziata nel 2002, affiancando la dott.ssa Gabriella Lippi che a quel tempo era consulente dell’IBC per l’ex Ausl di Ravenna, - spiega Muzzarelli -  Posso ritenermi molto fortunata perché ho avuto la possibilità di essere formata e affiancata dagli esperti dell’istituto dei beni culturali, fondato negli anni settanta del novecento da Andrea Emiliani. Quindi, il mio metodo di lavoro, si è plasmato su ciò che ho appreso dagli esperti dell’allora IBC che, a loro volta, si erano formati sulle idee di Emiliani. In sintesi ho cercato di mantenere la continuità di un metodo di lavoro. Emiliani negli anni 80 con la mostra “arte e pietà” dava conto di un censimento pluriannuale svolto sul territorio dell’intera regione in riferimento al patrimonio delle Ipab. Parte di questo patrimonio fu poi assegnato alle aziende sanitarie... ed è qui che è iniziato il tutto! Chiaramente nel faentino abbiamo i ceramisti come: Pietro Melandri, Carlo Zauli, Ivo Sassi, Angelo Biancini, Muky, Alfonso Leoni a questi si aggiungono gli  artisti del cenacolo baccariniano. Poi ci sono Giovanni Andrea Donducci, detto il Mastelletta; Giovan Francesco Nagli, detto il Centino; Guido Cagnacci; Benvenuto Tisi, detto il Garofalo; Sebastiano Filippi, detto il Bastianino; Cristoforo Savolini, Giulio Ruffini; Gofredo Gaeta; Gianni Cinciarini.»


La dott.ssa Sonia Muzzarelli presenterà il lavoro che ha svolto sul patrimonio artistico della AUSL Romagna a Castelbolognese, presso il Mulino Scodellino il prossimo lunedì 21 giugno, alle ore 20.30.


Per informazioni: scodellino@gmail.com

Effettuato delicatissimo intervento di angioplastica presso l'Ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì.

Effettuato con successo presso l'Ospedale Morgagni-Pierantoni un intervento di angioplastica coronarica ad altissimo rischio dall' équipe di Emodinamica Forlì-Cesena, diretta dal dott.Fabio Tarantino.

"Il paziente - spiega il dottor Tarantino - era ricoverato presso la UOC di Cardiologia di Forlì, diretta dal dott. Marcello Galvani, per una grave forma di cardiopatia ischemica refrattaria alla terapia medica, già trattata in passato con bypass aortocoronarici. L'eccezionalità dell'intervento è consistita nell'utilizzare, per la prima volta nella sanità pubblica della Romagna, e secondo caso in regione Emilia Romagna, un sistema di assistenza ventricolare avanzato (Impella-Abiomed) in grado di proteggere il cuore del paziente durante il delicatissimo intervento e consentire ai sanitari di operare avendo a disposizione più tempo e condizioni di massima stabilità".

“Insieme all'interventistica strutturale sulle valvole (TAVI), che già effettuiamo per i nostri pazienti con un buon successo da due anni - spiega il dottor Fabio Tarantino - con questo intervento si apre presso la nostra struttura una delle frontiere più avanzate della cardiologia interventistica coronarica” .

“L’impiego di supporti meccanici avanzati per i pazienti sottoposti ad angioplastica ad alto rischio ma, soprattutto, per i pazienti con shock cardiogeno - conclude il dott.Galvani -apre nuovi scenari di trattamento per patologie cardiache di estrema gravità. In particolare, nel caso dei pazienti con shock cardiogeno, la disponibilità di un supporto meccanico per la circolazione ne permetterà il trattamento all’interno di una rete regionale (di recentissima istituzione), nella quale l’intervento da noi oggi effettuato anticipa l’avvio”.

È stato consegnato ieri mattina un computer di ultima generazione donato da una paziente e famigliari in segno di riconoscenza, alla Chirurgia Generale e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì diretta dal Prof. Giorgio Ercolani per le attività di ricerca, divulgazione scientifica e formazione in video-chirurgia, in particolare computer e robot assistita. “Si tratta di una postazione di ultimissima generazione -spiega il dottor Cavaliere, titolare dell'incarico aziendale di alta specializzazione in chirurgia robotica gastroenterologica - e dalle caratteristiche hardware di alta gamma, tra i migliori disponibili, soprattutto per il montaggio video con definizione fino a 4K e la computer grafica; le sue caratteristiche lo rendono uno strumento particolarmente adatto all'elaborazione e al montaggio di filmati chirurgici per la ricerca scientifica e la divulgazione delle più moderne tecniche operatorie come la laparoscopia e la robotica”. Inoltre, la postazione sarà abilitata allo streaming audio/video per la partecipazione dei medici dell'unità operativa ad eventi scientifici on-line e alle riunioni tecnico-scientifiche in teleconferenza o per la preparazione delle relazioni e video per gli aggiornamenti scientifici e la didattica universitaria.

"Durante il mio percorso di cura - dichiara Barbara Volpe, la donatrice - ho avuto la fortuna di incontrare persone splendide, di grande professionalità e con un approccio al paziente umano e caloroso. Sono davvero grata a tutto il personale del U.O. Chirurgia Generale e Terapie Oncologiche Avanzate dell’Ospedale “G.B. Morgagni L. Pierantoni” di Forlì per avermi sostenuta e guidata attraverso l’esperienza non facile della malattia. Come famiglia, desideriamo che molti più pazienti possano usufruire della chirurgia robotica, meno invasiva e con un recupero post-operatorio decisamente più veloce. Proprio per questo siamo onorati e felici di poter contribuire alla formazione di nuovi medici specializzati, con la speranza che questo gesto possa ispirare i cittadini delle nostre comunità a fare altre donazioni. L’iter non è complicato, la responsabile del Fundraising aziendale è Elisabetta Montesi . Un ringraziamento particolare va alla sua disponibilità e al suo impegno." "Siamo noi - afferma il prof Ercolani- a dover ringraziare per questo ulteriore gesto di grande generosità da parte della famiglia Volpe/Bisulli, a sostegno dei clinici della nostra Azienda, che oltre a mostrare una grande sensibilità sull’importanza della ricerca e della formazione continua in medicina, ci rende orgogliosi e ci motiva a proseguire nel lavoro quotidiano per assicurare elevati livelli assistenziali."

Donato all’Oculistica dell'Ospedale Morgagni di Forlì, un aberrometro-biometro, strumento di ultima generazione per gestire e sviluppare i servizi in ambito miopia e occhio secco, all’interno degli ambulatori della unità operativa ospedaliera. I titolari di Shoptic 43 srl e Ottica Dieci Decimi, lo hanno consegnato questa mattina al Direttore dell'UO Giacomo Costa. Presenti il dottor Andrea Galeotti, direttore del servizio infermieristico e tecnico di Forli e la dottoressa Sandra Nocciolini dello stesso servizio, il dott. Cesare Bini, della direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Forlì e la Responsabile dell'Ufficio di Fundraising aziendale.

Si tratta di uno strumento con caratteristiche che lo rendono adatto a combattere la crescente crisi sia della miopia che della sindrome dell’occhio secco; incorpora la topografia corneale compreso l’esame di cheratocono e pupillometria, le misurazioni di lunghezza assiale con interferometria a bassa coerenza ottica, rapporti di progressione per l’analisi dell’efficacia del trattamento e un’ampia serie di strumenti di valutazione dell’occhio.

"Questa attrezzatura di ultima generazione assai versatile - afferma Il Dott. Costa - è una pietra miliare nella battaglia contro l’epidemia globale di miopia. Si stima che il 50% della popolazione mondiale, comprese le regioni europee, diventi miope entro il 2050. Per questo l'attrezzatura è fondamentale per la prevenzione, tanto che verrà utilizzata nell’ambito del programma di screening dell’ambliopia nella fascia di età 3-5 anni, attivo nella AUSL della Romagna, per il monitoraggio e l’educazione sanitaria riguardante le implicazioni della miopia. Non solo, infatti è estremamente innovativo anche per lo studio della superficie oculare incorporato nello strumento, per la diagnosi e la gestione della sindrome dell’occhio secco nella popolazione anziana, altra patologia emergente ma spesso trascurata".

" Questa donazione, che si inserisce in un momento di difficoltà per la collettività causata dalla pandemia - precisa Emanuele Minghini, titolare dell"ottica Dieci Decimi - è solo la prima tappa di un percorso che sicuramente proseguirà. Intendiamo infatti continuare ad offrire il nostro supporto in modo continuativo a tutta la sanità pubblica locale".

"Siamo molto grati - afferma il Dott. PAOLO Masperi, direttore del presidio ospedaliero di Forlì - per la sensibilità dimostrata con questa donazione, che mette a disposizione un'ulteriore dotazione tecnologica per la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie dell'occhio, rivolta alle diverse fasce d'età della popolazione di riferimento, e va a potenziare i programmi di screening già attivi, migliorando la qualità assistenziale, già molto elevata, del nostro ospedale".

Il dottor Luca Savelli, Direttore UOC Ginecologia ed Ostetricia di Forlì tra gli organizzatori della "LIVE CONFERENCE ON ULTRASOUND IN ENDOMETRIOSIS WITH LIVE SCANNING SONOGRAPHIC SESSIONS AND VIDEOS OF LAPAROSCOPIC SURGERY", corso di ecografia nella paziente con endometriosi, in diretta mondiale venerdì 18 giugno, dalle ore 18.

"L’ecografia transvaginale - spiega il dottor Savelli - è l’esame di prima linea nelle pazienti in cui si sospetti la presenza di endometriosi, così come nelle donne affette da sterilità o dolore pelvico. La sua accuratezza nel diagnosticare o escludere la presenza di endometriosi ovarica e pelvica ha letteralmente rivoluzionato l’intera diagnostica e condiziona fortemente il management delle pazienti.

Abbiamo voluto organizzare il corso in maniera tale da mettere in evidenza tutte le potenzialità di questa metodica di imaging cercando di rendere il più semplice possibile il suo apprendimento da parte dei discenti. Verrà dato particolare rilievo alla analisi della ricca letteratura scientifica e al contempo i relatori porteranno la loro pratica esperienza maturata in tanti anni di lavoro su questa patologia.

Per questo il corso ha una forte valenza didattica, grazie anche all’utilizzo di molte immagini e videoclips ecografici e filmati di chirurgia, laparoscopica per endometriosi ovarica ed infiltrante.

Saranno anche trasmesse sessioni di ecografia transvaginale in diretta su pazienti con molteplici localizzazioni di questa patologia.

Il corso sarà arricchito dalla presenza della Prof. Lil Valentin di Malmo (Svezia) e del dott. Mathew Leonardi (Canada), eminenti esperti sull'argomento.

Il corso sarà tenuto dai relatori in maniera informale e con frequenti discussioni di casi pratici in modo da trasmettere passione e trucchi del mestiere."

FOCUS, l'appuntamento giornaliero d’informazione e approfondimento di Teleromagna, condotto dalla giornalista Federica Mosconi,ha dedicato una puntata alla "Sanità in Rosa". Ospiti la dottoressa Roberta Gunelli, direttrice della Urologia di Forlì e la dottoressa Tiziana Rambelli, giornalista scientifica e dirigente presso la Piattaforma Amministrativa di Forlì- Cesena, Ausl Romagna.

Nella puntata si è parlato, con la dottoressa Rambelli, del ruolo delle donne nella storia della medicina, dei dati sulla presenza femminile tra i dipendenti dell'Ausl Romagna, di come le donne impiegate in sanità abbiano affrontato i lunghi mesi di pandemia e delle tante ragazze iscritte al neonato corso di laurea in Medicina di Forlì.

La dottoressa Gunelli ha raccontato la sua esperienza e il difficile percorso intrapreso per diventare prima chirurgo e poi primario, su come sia riuscita a conciliare lavoro e vita famigliare e sulla sempre più importante e qualificata presenza delle dottoresse in sala operatoria.

Infine tutte e due le ospiti hanno rivolto un messaggio di incoraggiamento e di speranza a tutte le giovani donne che hanno intrapreso o stanno intraprendendo percorsi di studi medici o carriere sanitarie.

La puntata andrà in onda su:

CH14 TELEROMAGNA:

martedì 8 giugno ore 13.30
mercoledì 9 giugno ore 16.30

CH11 TR24:

martedì 8 giugno ore 12.30
mercoledì 9 giugno ore 17.30
giovedì 10 giugno ore 21.30
sabato12 giugno ore 2

 

Brutte notizie dal fronte della prevenzione dei tumori. In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2021, in programma per lunedì 31 maggio, il Team di Prevenzione dell’Istituto Oncologico Romagnolo ​all'interno del progetto Service Learning dell'Università degli Studi di Bologna ha sottoposto ad un campione di 2340 studenti di 18 scuole secondarie di secondo grado del territorio un sondaggio per indagare se e quanto le misure restrittive legate al contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19 abbiano avuto ripercussioni sul consumo di sigarette dei ragazzi. Dai risultati si evince come circa il 42% degli adolescenti fumatori abbia visto peggiorare la propria dipendenza dalla nicotina: andando nello specifico delle province la percentuale si attesta sul 44% per Ravenna, sul 42% per Forlì-Cesena e sul 38% per Rimini. Al contrario, solo il 25% degli intervistati ha dichiarato di averne diminuito il consumo: 22% su Ravenna, 30% su Forlì-Cesena e 23% su Rimini.

 

Sebbene tendenzialmente chiusi in casa e costretti ad una convivenza maggiore coi genitori, i giovani che hanno sfruttato il lockdown come occasione per smettere di fumare sono pochissimi e si aggirano intorno al 5,5%. La percentuale di adolescenti romagnoli che dichiarano di consumare sigarette si attesta sul 13%: anche in questo caso è Ravenna ad avere il triste primato col 16%, seguita da Forlì-Cesena con il 12% e Rimini con l’11%. Per tutte e tre le province la fascia d’età in cui il vizio del fumo colpisce di più è quella che va tra i 17 e i 18 anni, quando il tabacco è abitudine praticamente di un giovane su due (48%). Le ragazze si confermano più tabagiste dei coetanei maschi, statistica in linea con i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che indicano come il tumore al polmone sia in crescita tra le donne: del campione intervistato dichiara di fumare il 16,5% delle ravennati, il 15% delle riminesi e il 13% delle studenti di Forlì-Cesena; percentuali che calano per gli adolescenti rispettivamente al 15%, 7% e 11%.

 

«Il sondaggio somministrato ai ragazzi dal nostro Team di Prevenzione fotografa una situazione allarmante – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – sapevamo come buona parte delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio avessero avuto ripercussioni sulla socialità e sulla quotidianità degli adolescenti, ma fino ad ora non avevamo idea di come tali ripercussioni avessero conseguenze sulle loro scelte di salute. Da un lato qualitativo la nostra survey ha evidenziato come le emozioni principali provate dai giovani verso la didattica a distanza fossero di stress e frustazione: è lecito dunque pensare che l’aumento del consumo di tabacco tra gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado sia legato a questi stati d’animo. Col piano vaccinale speriamo che la situazione si normalizzi: tuttavia sappiamo come il vizio del fumo possa essere difficile da eradicare, dunque ci aspetta un lavoro impegnativo sul territorio per sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi della sigaretta, un’attività che dal 1979 ci ha portato a organizzare laboratori di prevenzione insieme a circa 200.000 studenti romagnoli con la collaborazione della Azienda USL della Romagna. La cosa positiva è che le nuove generazioni si sono sempre dimostrate molto coinvolte sul tema: siamo sicuri che, una volta recuperati e riallacciati su base quotidiana quei legami fondamentali che la scuola è capace di creare, avremo di fronte ragazzi molto motivati e attenti alle dinamiche della lotta contro il cancro».

 

Da questo punto di vista anche nel 2021 l’Istituto Oncologico Romagnolo ha lanciato il concorso “Liberi di Scegliere”: dopo un laboratorio sul tema del fumo, quest’anno portato avanti prevalentemente a distanza, il Team di Prevenzione IOR ha chiesto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di produrre degli elaborati per sensibilizzare i coetanei a non accendere la sigaretta. Il lavoro che verrà giudicato più meritevole diventerà manifesto di una campagna che avrà inizio proprio a partire dal 31 maggio, Giornata Mondiale Senza Tabacco. «L’obiettivo è quello di anticipare l’età in cui normalmente i ragazzi si approcciano alla prima sigaretta, affinché possano affrontare quel momento con maggiore consapevolezza e, auspicabilmente, rifiutare di accenderla», conclude Fabrizio Miserocchi.

Inaugurata sabato 29 maggio alle ore 10 la palazzina della nuova Casa del Donatore. Torna alla città l'edificio che fin dal 1960 ha ospitato la sede dell'Avis nella rinnovata veste della Casa del Donatore.

Ospite d'eccezione, con la sua caratteristica simpatia, e' stato il comico Paolo Cevoli. Romagnolo doc, nato a Riccione è diventato famoso grazie a Zelig e alle sue "macchiette" romagnole. Il protagonista di esilaranti performance ci regalerà momenti di spensierata allegria durante l' inaugurazione della storica sede della Casa del Donatore.

"Oggi con la ristrutturazione di questa storica sede, sorta in memoria di Erio Casadei, oltre a dare degna ospitalità alle tre associazioni, abbiamo contribuito a riqualificare una bella zona della città, valorizzando ulteriormente l'aspetto che fa di Forlì una delle città dove il volontariato ha raggiunto altri livelli di quantità, sia di qualità" ha dichiarato il presidente Valdemaro Flamini.

La palazzina che si trova all'intersezione tra via Giacomo della Torre e via Lombardini di proprietà del Comune di Forlì, realizzata negli anni Sessanta, torna dunque alla città dopo circa un anno di lavori; il suo recupero, avvenuto in concomitanza con l'apertura del rinnovato Campostrino, ha cambiato il volto di questa parte di centro storico grazie a un intervento che coniuga pregio architettonico a funzionalità.

"La rinnovata Casa del Donatore fungerà da punto di riferimento per le associazioni che qui hanno sede, Avis, Aido e Admo"ha affermato il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ‑ e sarà aperta alle esigenze civiche e di quartiere. La donazione ha un grande valore per la salute delle persone e delle comunità."

 

Un po' di storia

Avis nazionale nasce nel 1926, mentre la sezione locale fu costituita da un gruppo di quarantacinque volontari nel 1936, sotto la guida del fondatore e primo presidente prof. Ugo De Castro. A quei tempi la sede si trovava nel padiglione del reparto Maternità all'Ospedale Morgagni, la donazione si faceva ancora braccio a braccio, i donatori venivano chiamati al bisogno e posizionati accanto al paziente.

 

La storia di Avis Forlì è legata a stretto giro a quella della famiglia Casadei. Finita la guerra, alla metà degli anni Cinquanta una tragedia colpì i Casadei: il figlio Erio, giovane promessa del motociclismo forlivese, scomparve tragicamente e i suoi famigliari, titolari della concessionaria Moto Guzzi, sovvenzionarono la costruzione della palazzina affinché restasse un ricordo in memoria del giovane.

Nel 1958 fu frmato l'atto di donazione di un padiglione all'Ente Ospedaliero Gian Battista Morgagni, destinato ai servizi di Medicina trasfusionale e affidato all'Associazione dei donatori del sangue. In appena due anni la palazzina fu completata e nel 1960 venne inaugurata assieme al nuovo centro trasfusionale dotato

di spazi tecnici, uffici, sala consiglio e riunioni tra i meglio attrezzati d'Italia, con personale medico e paramedico. E' del 1966  l'inaugurazione della vetrata a chiusura dell'atrio coperto, prima vi era un portico, dono dell'Associazione Industriali di Forlì.

Tra il 2004 e il 2007 il Centro trasfusionale si sposta nella sede del Nuovo Ospedale Morgagni Pierantoni di Vecchiazzano e nella sede storica di via Giacomo della Torre vengono collocati gli uffici e la dirigenza Avis. Dal 2012 Avis comunale gestisce l'Unità di Raccolta Sangue per tutto il comprensorio forlivese.

Oggi Avis sezione di Forlì ha superato i 3.700 soci e ha contribuito alla nascita di Aido (Associazione italiana per la donazione di organi tessuti e cellule) e Admo (Associazione donatori di midollo osseo), che come Avis si occupano di una donazione di una parte del corpo.

 

Il restauro

La palazzina Avis è stata restaurata nell'arco di un anno, tra il 2019 e il 2020, grazie alla collaborazione tra Comune di Forlì e Avis Comunale e ha portato a completo rinnovo dal punto di vista energetico, con accessi idonei ai portatori di handicap.

Al piano rialzato è presente una moderna sala riunioni multimediale, qui trovano sede anche le associazioni Aido, Admo ed i gruppi sportivi affiliati ad Avis. Al piano superiore tutti i rinnovati uffici dell'Avis Comunale e Provinciale. L'edificio è a zero emissioni non avendo nessun generatore proprio ‑ ad eccezione della piccola pompa di calore per produzione acqua calda sanitaria ‑, il fabbisogno energetico è stato ridotto a un terzo di quello precedente, grazie all'allaccio alla centrale termica di quadrigenerazione dell'adiacente campus universitario. Sono state abbattute tutte le barriere architettoniche. L'edificio ospita un dipinto parietale ad opera del pittore romagnolo Maceo Casadei, un busto bronzeo commemorativo del pilota Erio Casadei ad opera dell'autore Ugo Savorana e un bassorilievo bronzeo commemorativo del prof. Mario Loreti ad opera dell'autore Roberto de Cupis.

Un accordo col Comune di Forlì, proprietario dell'immobile, prevede che Avis continuerà ad avere in concessione d'uso l'edificio per cinquant'anni.

 

L'Avis Forlì e l'arte

La schiera di amici dell'Avis annovera tanti artisti locali che a vario titolo hanno voluto contribuire ed esprimere il loro attaccamento all'associazione, creando e donando le loro opere, ormai parte integrante del panorama culturale cittadino.

 

Cerca notizia

Archivio