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giampaolo.grilli

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“L’infermiere e l’uso consapevole dei social”, questo il titolo del corso di formazione accreditato, proposto il 18 Marzo 2019 dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena, che ha visto la partecipazione di 130 infermieri. Un pomeriggio intenso e ricco di contenuti -svoltosi nella sala convegni di Cesena Fiera- durante il quale il tema delicato e attuale dell’utilizzo dei social network da parte dei professionisti infermieri, è stato affrontato analizzando molteplici aspetti.

I saluti della Presidente Linda Prati, hanno aperto i lavori moderati dalla Consigliera Opi Fc, Francesca Puca e dalla giornalista scientifica Tiziana Rambelli, Dirigente presso l’ Ausl Romagna-Forlì.

Nicola Draoli, componente del Consiglio Fnopi e primo tra i relatori, si è fatto portavoce delle direttive della Federazione ed ha illustrato gli aspetti etici e deontologici che devono guidare l’infermiere nell’approccio con il mondo digitale come nella vita reale. “Ogni volta che un infermiere agisce sui social e sul web mancando di decoro e di rispetto, mina l’immagine di tutta la comunità professionale e ne frena la credibilità” ha affermato Draoli, sottolineando comunque le potenzialità elevate di comunicazione dei social media, che per questo richiedono una maggiore responsabilità nel loro utilizzo. Il Consigliere Fnopi ha invitato la platea a considerare i social uno strumento importante per lo sviluppo della professione e ha concluso il suo intervento affermando che “quando la società sa che siamo infermieri e riusciamo a presentarci, a parlare, argomentare, disquisire con cultura, idee e spessore, allora noi tuteliamo ed innalziamo la professione, nella vita reale come in quella virtuale”.

Successivamente Fabio Fedeli, Presidente dell’Opi di Lecco, ha introdotto il tema delle fake news, chiarendo le idee sull’argomento e fornendo strumenti per riconoscere ed evitare le bufale mediatiche. “Le cosiddette bufale -ha sottolineato Fedeli- possono impattare in diversi modi sulla nostra vita professionale, essendo dannose per l’immagine che ne deriva e minando il rapporto di fiducia tra cittadino e professionista sanitario.” Nella sua relazione ha spiegato ai colleghi in che modo contrastare le fake news, che sempre più si diffondono in maniera incontrollata, proponendo un vero e proprio decalogo. Ha suggerito strumenti per verificare la veridicità delle notizie sanitarie, come la consultazione di siti di debunking o portali istituzionali e ha salutato gli auditori con una interessante frase di Kierkegaard: “L’uomo non fa quasi mai uso della libertà che ha, come ad esempio della libertà di pensiero; si pretende invece come compenso la libertà di parola”.

Gli aspetti normativi e i risvolti legali per la professione, sono stati illustrati in maniera semplice e pratica dall’Avv. Margherita Patrignani, consulente legale dell’Opi Forlì-Cesena. Prendendo in considerazione casi realmente accaduti, ha elencato le conseguenze dell’uso illegittimo dei social sottolineando che “gli infermieri rispondono alle loro azioni con cinque forme di responsabilità: -deontologica, disciplinare per violazione del CCNL, civile per danno all’immagine, penale e per violazione delle disposizioni in materia di privacy “. In merito alla responsabilità deontologica, ha citato le regole fornite dalla Fnopi a cui gli infermieri devono attenersi per un corretto uso dei social network; si è addentrata nella materia legale citando articoli e decreti legge utili ai professionisti per difendersi da condotte inappropriate e rischiose. Concludendo il suo intervento ha consigliato ai presenti di “usare i social con parsimonia, evitando di parlare di lavoro e dal luogo di lavoro, non pubblicando foto che ritraggono pazienti o luoghi di lavoro e astenendosi da commenti offensivi”.

Dopo il coffee break il corso è proseguito con la blogger Rosa Giuffrè, consulente per la comunicazione digitale ed esperta del web, che ha fornito molti spunti di riflessione con tono vivace e diretto. Si è concentrata sul lavoro che gli infermieri dovrebbero fare sulla propria identità personale e digitale che “avviene attraverso i contenuti di valore, condivisi on-line e per mezzo dei quali gli utenti si costruiscono una percezione della persona, del valore e della categoria professionale a cui si appartiene.” Ha spiegato come semplici accorgimenti possano salvaguardare i professionisti da pericoli e rischi in cui ci si può imbattere quotidianamente, considerando “il web un ambiente relazionale, dove vi abitano le persone e per questo un luogo in cui restare umani”. Con profonda ammirazione verso la professione infermieristica, ha ribadito più volte l’importanza del “prendersi cura on-line e on-life”. Il corso si è concluso con soddisfazione da parte degli organizzatori per il clima partecipativo ed interessato ed ha fornito agli iscritti nozioni e strumenti per vivere nel miglior modo possibile la relazione con i social ed il mondo digitale.

Martedì 12 marzo 2019, presso l’unità oculistica dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, diretta dal dottor Giacomo Costa, un bimbo di appena 5 anni é stato sottoposto con successo ad intervento di cataratta bilaterale congenita con impianto di appositi cristallini artificiali pediatrici di fabbricazione tedesca, fatti pervenire appositamente.

“Questo tipo di intervento, che non veniva realizzato da diversi anni - spiega il dott. Giacomo Costa direttore dell’Unità Operativa che ha eseguito l’intervento - ha messo in evidenza l’importanza di uno screening oftalmologico pediatrico a tutti i bambini sani senza sintomi. Tale procedura presenta un’alta sensibilità e specificità, se viene effettuata su tutti i bambini residenti nel territorio da personale specializzato (ortottista e oftalmologo pediatrico)”.

“Ogni anno - prosegue il dottor Costa - almeno tre bambini su cento, in Italia, nascono con difetti refrattivi congeniti che, una volta individuati, possono essere corretti. In questo quadro appare del tutto evidente quanto sia fondamentale l’opera di prevenzione. Tale progetto, fortemente voluto dalla direzione dell’AUSL della Romagna, comincia a rendere evidenti i primi risultati.”

La cataratta congenita è una patologia che colpisce il cristallino, la lente contenuta all’interno del nostro occhio, rendendolo opaco già alla nascita o entro i primi tre mesi di vita. In questo modo la visione si riduce. Ancora oggi rappresenta una delle cause più frequenti di cecità nell’infanzia (10-15%). In circa i 2/3 dei casi sono coinvolti entrambi gli occhi (cataratta bilaterale congenita).

Se il bimbo oggi può tornare a vedere, come tutti gli altri suoi coetanei, è proprio grazie a questa iniziativa che deve trovare, presso tutta la popolazione del territorio, la massima considerazione e la più fattiva collaborazione.

Dal Messico all'ospedale di Forlì, presso l'UO di Otorinolaringoiatria di Forlì, diretta dal prof. Claudio Vicini, per una collaborazione scientifica sulla chirurgia robotica applicata alla medicina del sonno.
 
Il dottor Rodolfo Lugo Saldana, Presidente della Federazione messicana di Otorinolaringoiatria, ISSSTE Hospital (Monterrey, Mexico) e il prof.Rafael Moreno, professore alla Facoltà di Medicina dell'Università Autonoma di Nuevo Leon (UANL), collaborano da tempo con il prof. Claudio Vicini e il suo team, nell'ambito della roncochirurgia.
Dopo una pubblicazione multicentrica, realizzata sei anni fa, sulla faringoplastica BRP e la prima esperienza, in Sud-America, di  un intervento chirurgico nello stesso settore reso possibile sempre dalla collaborazione con il prof. Vicini, il gruppo messicano del dottor Lugo Soldana ha deciso di venire all'ospedale di Forlì per apprendere le tecniche di chirurgia robotica transorale in roncochirugia, che hanno reso noto il prof. Vicini a livello internazionale.
 
"La proficua collaborazione con il prof. Lugo Saldana e il team messicano - spiega il prof. Vicini - proseguirà a luglio prossimo con un corso di chirurgia robotica, di cui io sarò docente. Sarà il primo corso del genere in Messico, in particolare nell'ospedale dove opera il professore, dove il robot chirurgico è presente, ma non viene utilizzato in ambito otorino."
L'UO di ORL sta ospitando anche il dottor Muawya Bani Jounes, medico otorinolaringoiatra da Irbid, Giordania, specializzato in chirurgia naso-gola-orecchio dell'adulto e del bambino, la dottoressa Cecilia Rosso, specializzanda dell'Università di Ferrara, interessata alla chirurgia OSAS e robotica e lo specializzando dell'Università di Ferrara, dottor Luca Cerritelli.
È un lungo e datato percorso anche quello che ha portato, ancora una volta a Forlì, il prof. Pasquale Capaccio, docente associato all'Università di Milano. Il prof. Capaccio, esperto in ghiandole salivari, sta studiando, con il prof. Vicini, la possibilità di un intervento chirurgico robotico per la rimozione totale della ghiandola sottomascellare.

Domenica 24 e 31 marzo, presso il salone comunale di Forlimpopoli, piazza Fratti, torna l'iniziativa "Una piega per l'hospice".

Tutte le signore potranno usufruire di una piega per i capelli, a fronte di un'offerta di 10 euro che verrà interamente devoluta all' Associazione Amici dell'Hospice.

L'Assemblea Legislativa - Regione Emilia-Romagna comunica che questa sera, nel format "Assemblea ON-ER",  andrà in onda un servizio sulla presentazione del progetto Ausl Romagna Cultura e della docufiction "Morgagni. Sua Maesta' Anatomica" alla commissione Politiche per la salute e politiche sociali in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità.

Di seguito le emittenti televisive e gli orari in cui il format sarà trasmesso:

ICARO TV – 19.35

TELEROMAGNA – 19.45

RETE8 VGA – 20.00

"Presentata il 25 febbraio 2019 in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, il docufiction "Sua Maestà Anatomica" sulla figura di Giovanni Battista Morgagni. Nella stessa seduta è stato presentato anche il progetto "Ausl Romagna Cultura".

Morgagni, ha evidenziato la coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura Tiziana Rambelli, "è stato un patologo forlivese, vissuto tra il Seicento e il Settecento nato nel 1682 e morto nel 1771, che ha rivoluzionato la medicina: è il fondatore della patologia moderna". Lo storico della medicina Francesco Puccinotti, ha poi aggiunto la relatrice, "scrisse di Morgagni che ‘se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano avrebbero il suo nome’". Il docufiction, ha spiegato infine Rambelli, "nasce da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, gruppo che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’Ausl, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna e la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale".

la docufiction è stato girato dal regista Cristiano Barbarossa, l’attore protagonista è Riccardo Mei.

Luca Saragoni, anatomopatologo dell’ospedale di Forlì, e Mirko Traversari, antropologo fisico dell’Università degli studi di Bologna (sede di Ravenna), sempre sulla figura del Morgagni, hanno spiegato quelle che sono state le "innovazioni rivoluzionarie introdotte da questo medico, anatomista e patologo in un’epoca difficile come il Settecento".

Pierdomenico Lonzi, della direzione generale dell’Ausl Romagna, ha invece illustrato il progetto aziendale CURA (Corporate Academy dell’Ausl Romagna) che ha l’obiettivo di realizzare una nuova identità aziendale. Vogliamo, ha rimarcato Lonzi, "integrare saperi, culture, patrimonio e professionalità". Uno dei settori trainanti del progetto CURA è Ausl Romagna Cultura.

È poi intervenuta Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico archivistico dell’Ausl Romagna, che ha parlato di obiettivi, come quello primario "di mettere in sicurezza questo importante patrimonio, cercando di renderlo il più possibile fruibile".

La consigliera Valentina Ravaioli (Pd) ha parlato di "un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio finalizzato a renderlo fruibile a una platea sempre più ampia di cittadini". Con attenzione particolare, ha aggiunto, "ai più giovani: una sfida ambiziosa e necessaria, in particolare in un momento storico caratterizzato da un pericoloso oscurantismo di ritorno nei confronti della scienza".

In conclusione, il presidente Zoffoli ha ribadito l’originalità del progetto: "Può essere un modello". Ha poi sottolineato l’importanza di "fare crescere la conoscenza e il valore del territorio attraverso una rete di collaborazioni fra le quali, come in questo caso, quella tesa alla valorizzazione del patrimonio e del lavoro dell’Ausl".

Oggi le nuove tecniche chirurgiche, soprattutto quelle più complesse, richiedono inevitabilmente una specifica formazione.

Da anni l’ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì si distingue per lo sviluppo e l’implementazione della robotica, che in ambito chirurgico rappresenta la massima espressione d’innovazione al servizio del paziente. Tale avveniristico strumento permette al chirurgo di eseguire interventi sempre più complessi ma anche meno invasivi e meno complicati e quindi degenze ospedaliere e convalescenze più rapide. La tecnologia impiegata è sempre più raffinata nell’intento di rendere i trattamenti meno invasivi. Per mantenere però tali standard di complessità e sicurezza è indispensabile un’adeguata formazione sul campo, ossia un tirocinio oltre che teorico anche pratico.

Questa mattina, presso il blocco operatorio dell’ospedale di Forlì, un gruppo di giovani chirurghi, specializzandi, neo-specialisti e ricercatori operanti presso la UO di Chirurgia Generale e Terapie Oncologiche Avanzate diretta dal prof. Giorgio Ercolani si sono esercitati in una sessione di dry lab, sotto il tutoraggio attento del dott. Davide Cavaliere, facente parte della medesima unità operativa. L’esercitazione pratica è stata eseguita mediante l’utilizzo in prima persona da parte dei discenti del robot chirurgico Da Vinci. Il laboratorio allestito in sala operatoria ha permesso ai tirocinanti di prendere confidenza con la piattaforma robotica e sperimentare le procedure di base, in modo da comprenderne il funzionamento e apprendere i principi basilari di utilizzo.

Quest’iniziativa, dalla durata media di circa quattro ore, si ripete più volte all’anno in modo da permettere la formazione delle nuove generazioni di chirurghi, in un programma accreditato e strutturato con il coordinamento scientifico del Dr. Alberto Zaccaroni. L’intento è quello di arrivare, come già consueto in discipline come l’aereonautica, ad un patentino o core curriculum dedicato e in grado di certificarne dettagliatamente il percorso formativo eseguito.

Ecco, di seguito, i nomi dei tirocinanti impegnati nella sessione di apprendimento: Giulia Vitali, Annunziata Domenico, Giuseppe Rocco, specializzandi in chirurgia generale presso l'Università di Bologna, Salvatore Fazzotta, specializzando in chirurgia generale presso l'Università di Palermo, Leonardo Solaini, specialista e ricercatore in chirurgia generale presso l’Università di Bologna.

Proseguono le collaborazioni nazionali e internazionali dell'Uo di Otorinolaringoiatria di Forlì, diretta dal prof. Caludio Vicini, con visite di professori e specializzandi da ogni parte del mondo.
E' arrivato in questi giorni, e rimarrà per due anni, nel nosocomio forlivese, il dottor Muawya Bani Jounes, medico otorinolaringoiatra da Irbid, Giordania, specializzato in chirurgia naso -gola -orecchio dell'adulto e del bambino. Il dottor Jounes, durante la sua permanenza a Forlì, si occuperà in particolare di sleep surgery.
L'UO di ORL sta ospitando anche uno specializzando dell'ASST San Paolo e Carlo dell'Università degli Studi di Milano, il dottor Antonio Bulfamante, interessato alla chirugia robotica, la dottoressa Cecilia Rosso, specializzanda dell'Università di Ferrara, interessata alla chirurgia OSAS e robotica, il dottor Francesco Moretti, tirocinante che ha svolto una tesi con il prof. Vicini nell'ambito robotico e la dottoressa Bianca Vallicelli, laureanda all'Università di Ferrara che sta redigendo una tesi sulla chirurgia del palato, sempre con il prof. Vicini.
E' un lungo e datato percorso di collaborazione, invece, quello che ha portato ancora una volta a Forlì il prof. Pasquale Capaccio, docente associato all'Università di Milano. Il prof. Capaccio, esperto in ghiandole salivari, sta studiando, con il prof.Vicini, la possibilità di un intervento chirurgico robotico per la rimozione totale della ghiandola sottomascellare.

All'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=jzxmakMyRH8 è possibile guardare il servizio sulla docufiction su G.B. Morgagni andato in onda sul Tg3 del 2 Marzo 2019.

CHIRURGIA

VITREORETINICA

Novità e strategie a confronto

LIVE SURGERY

Forlì, venerdì 12 aprile , Hotel Globus

 

 

Chirurgia Vitreoretinica, novità e strategie a confronto è un congresso rivolto a medici oculisti, ortottisti, infermieri e ingegneri clinici ospedalieri, ognuno per la propria parte di competenza, che

ha come obbiettivo quello di mettere a confronto le tecnologie più innovative attualmente presenti sul mercato oftalmologico e discuterne utilità clinica e impatto economico per le strutture ospedaliere.

Nel corso della chirurgia in diretta vedremo se il “nuovo” ha le carte in regola per soppiantare definitivamente il vecchio oppure continuare ad affiancarlo.

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RESPONSABILE SCIENTIFICO

Dott. Giacomo Costa

 

 

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA

Grande successo di partecipanti al Convegno "La salute sostenibile", organizzato ieri, nell'ospedale di Forlì , dal Centro Studi " Giovanni Donati" per il Volontariato e la Solidarietà , coordinato da Daniela Valpiani.
Di fronte ad un folto pubblico, composto da protagonisti del mondo della sanità  e del terzo Settore della Regione Emilia Romagna,  il  prof. Marco Geddes da Filicaia ha presentato il suo ultimo libro. 

 
"La prima parte del libro - spiega  il professor Geddes - è dedicata all’analisi della spesa sanitaria italiana, comparata con quella degli altri paesi, delle sue proiezioni future, alle dimensioni e alle cause del definanziamento, allo studio delle ragioni che spingono così potentemente verso la soluzione del “secondo pilastro”, assicurativo, e su quali sono gli attori e gli interessi in campo.
Le seconda parte del libro è dedicata a come mantenere la sostenibilità nel futuro: dalle strategie per contenere la crescita della spesa sanitaria alla riduzione degli sprechi e la riduzione dei bisogni, con un ampio focus sugli interventi di prevenzione.
Si arriva infine all’undicesimo e ultimo capitolo dove ai lettori viene presentata una linea di confine, ovvero la scelta della società che vogliamo. Perché è vero e fondato tutto ciò di cui si è scritto e dibattuto nei dieci precedenti capitoli, ma alla fine la sostenibilità del sistema sanitaria è una questione culturale e politica. Al riguardo l’Autore cita una famosa dichiarazione di Roy Romanow, presidente della commissione incaricata di predisporre un rapporto sul futuro del Servizio sanitario canadese (2002), che richiamava l’attenzione dei cittadini e dei politici sul fatto che “non vi è alcun standard su quanto un Paese dovrebbe spendere per la salute. La scelta riflette la storia, i valori e le priorità di ciascuno pertanto il sistema è tanto più sostenibile quanto noi vogliamo che lo sia”.
 Ritornando quindi al titolo di questa pubblicazione il problema vero non è tanto la sostenibilità finanziaria, ma la sostenibilità culturale e politica del sistema sanitario e delle politiche di welfare nel loro complesso. La questione rimanda a quale società, e a quale futuro, noi vogliamo."
Durante la tavola rotonda il prof.  Dino Amadori ha sottolineato l’importanza di scelte equilibrate e innovative in ambito si spesa farmaceutica, mentre il Prof. Antonio Maturo ha esposto fin dove  si sta  spingendo il mondo assicurativo, in grado , in modo sempre maggiore, di controllare la nostra vita attraverso app apparentemente "innocenti".
Il Direttore Generale dell'Ausl Romagna Marcello Tonini ha ripreso invece la problematica della carenza di medici specialisti, che comporta la difficoltà ad effettuare nuove assunzioni e tutti i relatori  della tavola rotonda si sono dichiarati preoccupati per la mancanza di dibattito “politico” su questi temi.

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