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Il dottor Luca Aiello e il dottor Daniele Bellantonio della UO di Anestesia e Rianimazione di Forlì, diretta dal dottor Stefano Maitan, hanno presentato, nel settembre scorso, due importanti pubblicazioni scientifiche al 38° congresso Europeo di Anestesia Loco-regionale (ESRA: European Society of Regional Anesthesia), svoltosi a Bilbao, in Spagna.

I due lavori rappresentano due innovative esperienze applicate nell'ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì.

Una riguardava un  nuovo approccio anestesiologico al carcinoma della mammella e l’altra al tumore della prostata, trattato con la chirurgia robotica.

“Il carcinoma della mammella - spiega il dottor Luca Aiello - è la neoplasia maligna più frequente nelle donne e ne rappresenta, in Italia, la prima causa di morte per tumore. Il trattamento chirurgico, associato alla chemioterapia e/o radioterapia, rappresenta la terapia di elezione. Circa il 30-40% delle pazienti affette da carcinoma mammario vanno incontro a mastectomia, cioè asportazione dell’intera ghiandola mammaria. Questa tecnica chirurgica richiede un ampio uso intraoperatorio e postoperatorio di farmaci oppioidi, spesso con un controllo del dolore non adeguato. Tali farmaci, inoltre, presentano effetti collaterali quali stipsi, nausea e vomito e recentemente sono stati anche chiamati in causa come probabili co-responsabili della ripresa di malattia oncologica, a distanza di tempo. Recentemente abbiamo trattato una donna alla decima settimana di gravidanza, affetta da carcinoma mammario, candidata ad intervento di mastectomia. Abbiamo adottato un protocollo di anestesia basato sul solo approccio loco-regionale associato ad una leggera sedazione, evitando così l’uso di oppiacei sia nel periodo intraoperatorio che postoperatorio, con grande beneficio per la gestante e per il feto, essendo farmaci in grado di attraversare il filtro placentare. La tecnica di anestesia prevede una iniezione di anestetico locale sotto guida ecografica, sul dorso della paziente, in vicinanza della scapola del lato da operare. Tale nuovo approccio anestesiologico ha permesso di eliminare la necessità di ulteriori analgesici nel post-operatorio con minore impatto per il feto. La paziente è stata precocemente mobilizzata e dimessa dalla struttura ospedaliera e la gravidanza è stata portata a termine senza problematiche”.

“L’approccio robotico - prosegue il dottor Daniele Bellantonio - è diventato la metodica di scelta per il trattamento chirurgico del tumore della prostata. A Forlì abbiamo elaborato un protocollo di anestesia che combina il beneficio delle tecniche locoregionali all’anestesia generale. Così facendo si riduce il consumo di farmaci oppiacei sia nel periodo intraoperatorio che postoperatorio e le complicanze ad essi correlati quale stipsi, nausea e vomito. Dalla nostra esperienza è emersa oltre ad una riduzione del dolore postoperatorio, anche la completa risoluzione del disagio dovuto alla presenza del catetere vescicale. Viene così garantita una più precoce mobilizzazione del paziente ed una ridotta degenza ospedaliera riducendo, di conseguenza, i costi della spesa sanitaria.

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Continua l’impegno scientifico dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione di Forlì, diretta dal Dr. Stefano Maitan. E anche questa volta il tema é la terapia del dolore, per la quale l’Unità Operativa riceve da diversi anni riconoscimenti e partecipazioni prestigiose.

All'11º congresso internazionale della European Federation of IASP Chapters (EFIC), che si terrà a Valencia (Spagna) dal 4 al 7 Settembre, infatti,  il Dr. Emanuele Piraccini, responsabile del Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlí , presenterà il lavoro scientifico Ultrasound Guided Erector Spinae Block for post Thoracoscopy Pain Syndrome’ che espone i vantaggi dell’utilizzo di un blocco nervoso ecoguidato nel trattamento del dolore cronico, che può svilupparsi dopo un intervento chirurgico. La ricerca é stata selezionata come uno dei migliori lavori provenienti da tutto il mondo tra i vari professionisti che si occupano a qualunque livello di terapia del dolore. Verranno presentati studi svolti da anestesisti, algologi, neurologi, fisiatri, ortopedici, neurochirurgi, reumatologi ed altri specialisti coinvolti nello studio e nel trattamento del dolore, inclusi biologi, fisioterapisti e psicologi. Il Dr. Piraccini parteciperà anche ad una tavola rotonda, all’interno dello stesso congresso, dove si parlerà della gestione di una delle più frequenti patologie dolorose croniche, ovvero il mal di schiena.

"Da qualche mese il Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale di Forlì offre due ulteriori opportunità terapeutiche  - spiega il dottor Piraccini - ovvero il trattamento di cefalee e lombosciatalgie con agopuntura per pazienti selezionati dal centro stesso o dai neurologi, del quale si occupano il Dr. Armando Criscuolo e la Dr.ssa Morena Calli, e l’inquadramento psicologico dei pazienti affetti da dolore cronico , gestito dalla Dr.ssa Silvia Graziani, psicoterapeuta. La forte motivazione del gruppo di medici anestesisti con uno specifico interesse in terapia del dolore e del gruppo di infermieri selezionato all’interno del gruppo di professionisti della Rianimazione coordinati da Susanna Marocchini ( Sabrina Canali, Linda Dal Pozzo, Cristina Minardi, Anna Pisciotta, Rosanna Spadola, Cristina Turroni) ha permesso all’ambulatorio di crescere sia in termini qualitativi che nel numero di ore settimanali dedicate alle Terapia del dolore.Ricordiamo che l’ambulatorio del dolore è strutturato in un servizio di terapia antalgica per pazienti esterni all'Ospedale e per il monitoraggio del dolore di difficile gestione nei reparti ospedalieri. L'ambulatorio si trova presso l'Ospedale di Forlì, nel Padiglione Morgagni-Piano 1. Per informazioni è possibile contattare lo 0543 735130. Per informazioni in merito all’agopuntura è possibile contattare lo 0543 7351400 (mercoledí pomeriggio, dalle ore 14)"

 

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Il dottor Ruggero Massimo Corso, Coordinatore Medico del Blocco Operatorio della UO Anestesia Rianimazione dell' Ospedale "G.B Morgagni - Pierantoni" di Forlì, diretta dal dottor Stefano Maitan, è stato eletto in questi giorni  rappresentante  per l'Italia alla Società Europea per la gestione delle vie aeree  (European Airway Management Society ) , oltre che membro del comitato scientifico   della medesima società . L'EAMS riunisce esperti  dell’airway management provenienti da tutto il mondo.

"Si tratta - spiega il dottor Corso - di un importante riconoscimento ad un percorso professionale sul tema gestione delle vie aeree che porto avanti da anni a livello nazionale ed internazionale.

"La Regione Emilia Romagna - prosegue -  è l'unica in Italia ad aver redatto delle linee di indirizzo, cui ho personalmente contribuito, sulla gestione delle vie aeree. Va detto che la gestione delle vie aeree rappresenta un momento fondamentale nel trattamento del paziente in qualsiasi ambiente, dalla sala operatoria al territorio, in terapia intensiva o in pronto soccorso; ancora oggi, molti incidenti, gravati da mortalità o gravi esiti per il paziente, occorrono per una difficoltà nel controllo delle vie aeree. Un approccio strutturato al problema che coniughi tra le altre le innovazioni tecnologiche alle capacità “non tecniche” degli operatori rappresenta l’unica strada percorribile per la riduzione del rischio."

Il dottor Ruggero Massimo Corso, dopo essersi laureato in medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano, si è specializzato in Anestesia e Rianimazione all'Università di Bologna.Oltre ad essere Coordinatore Medico dei Blocchi Chirurgici dell'ospedale di Forlì, è responsabile del coordinamento delle attività chirurgiche in elezione e urgenza,  ha curato e organizzato la formazione teorico-pratica dei medici e infermieri dell’UOC di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Forlì in tema di gestione delle vie aeree . In tema di risk management,ha creato un percorso informatizzato all’interno del sistema gestionale ospedaliero Log80 per la corretta gestione delle vie aeree e del correlato rischio clinico denominato Progetto Aziendale Vie Aeree Difficili . In tema di sicurezza del percorso chirurgico, ha contribuito allo sviluppo del sistema informatizzato di sala operatoria dell’Ospedale di Forlì, attivo da gennaio 2009. Tale percorso è stato recentemente integrato con l’introduzione della check list informatizzata di sala operatoria (progetto regionale "SOSnet, rete per le Sale Operatorie Sicure"). Il Progetto di informatizzazione del percorso chirurgico è stato premiato come "Best Nominee" all’EPSA 2011 (European Public Sector Award). Il progetto è stato selezionato fra 274 progetti europei di qualità in sanità come ergonomia ed efficacia, classificandosi fra i migliori 5 progetti europei nell’ambito della tematica "Smart Public Service Delivery in a Cold Economic Climate" .  Ha contribuito alla realizzazione del progetto regionale "Umanizzazione delle cure e dignità della persona in terapia intensiva" presso la Terapia Intensiva dell’Ospedale di Forlì. E' anestesista referente per la chirurgia otorinolaringoiatrica dell’Azienda USL di Forlì: in tale ruolo ha contribuito alla definizione del percorso perioperatorio dei pazienti affetti da Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno con particolare riferimento alla chirurgia .  Coordinatore del Progetto "MEWS" che attraverso l’utilizzo dello score MEWS come parte integrante di un Triage di Corridoio (TRiCO) nel reparto di chirurgia-urologia ha consentito la razionalizzazione degli accessi in Terapia Intensiva nel postoperatorio per gli interventi di chirurgia maggiore garantendo la sicurezza dei pazienti e una più efficiente allocazione delle risorse . Coordinatore del Progetto "APS. Acute Pain Service" che ha consentito attraverso l’implementazione di protocolli per la gestione del dolore postoperatorio e l’integrazione nel processo di sorveglianza-monitoraggio del personale infermieristico e dei medici in formazione di anestesia una più efficiente azione di controllo e intervento nell’ambito dell’obiettivo Ospedale senza dolore .

INCARICHI IN SOCIETA’ SCIENTIFICHE E/O GRUPPI DI STUDIO

  • Membro della European Airway Management Society (EAMS);
  • • Membro della European Society of Intensive Care Medicine (ESICM);
  • • Membro della European Society of Regional Anaesthesia (ESRA);
  • Membro della European Society of Anaesthesiology (ESA);
  • Membro della Society for Head and Neck Anesthesia (SHANA);
  • Membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Terapia Intensiva (SITI);
  • Membro della Italian Society of Anesthesiology, Analgesia, Resuscitation and Intensive Care (SIAARTI);
  • Membro del Gruppo di Studio SIAARTI "Vie aeree difficili" ;
  • • Membro della Italian Society for Simulation in Healthcare (ISSiH);
  • • Membro della European Society for Computing and Technology in Anesthesia and Intensive Care (ESCTAIC);
  • Membro della Perioperative Italian Society (POIS);
  • Membro dello Steering Committee dello Studio PCF-Tracheo Trial (Clinical trials.gov N°:NCT01899352);
  • Local coordinator of POstanaesthesia PULmonary complications After the use of muscle Relaxants in Europe: an International Prospective Cohort Multi-centre Observational Study (NCT01865513)
  • Membro del Gruppo di lavoro standardizzazione dei percorsi pre-operatori e di gestione perioperatoria della Regione Emilia Romagna
  • Membro del Gruppo di lavoro " Gestione delle vie aeree" nell’ambito del Progetto Regionale SOSnet (Emilia Romagna)
  • • Membro del Gruppo di Lavoro Coordinamento della rete delle sale operatorie sicure (SOSnet) della Regione Emilia Romagna
 
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Calendario

INCONTRI MENSILI PARTOANALGESIA

ANNO 2019

c/o Sala Convegni dell’Ospedale “Bufalini”

dalle ore 18.30 alle ore 19.30

 

Mercoledì 30 Gennaio

Mercoledì 27 Febbraio

Mercoledì 27 Marzo

Mercoledì 17 Aprile

Mercoledì 29 Maggio

Mercoledì 26 Giugno

Mercoledì 31 Luglio

Mercoledì 28 Agosto

Mercoledì 25 Settembre

Mercoledì 30 Ottobre

Mercoledì 27 Novembre

Mercoledì 18 Dicembre

 

L’incontro è gratuito ed è aperto alle partorienti e ai loro familiari. Viene tenuto da un anestesista ostetrico (dr.ssa Adriana Addis) ed illustra, sia negli aspetti clinici che organizzativi, l’analgesia peridurale per il parto.

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“Un sorriso contro il dolore”. E’ il nome della campagna di raccolta fondi on-line, attiva da ieri sulla piattaforma “Idea Ginger” per finanziare l’acquisto di un’apparecchiatura contro il dolore cronico per l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che servirà i cittadini di tutta la Romagna. Sarà possibile effettuare la propria donazione on-line sul sito www.ideaginger.it scegliendo il progetto “Un sorriso contro il dolore”. Il tutto è stato presentato in una conferenza stampa svoltasi all'Ospedale di Ravenna, cui hanno partecipato Roberto Pesaresi, responsabile marketing de “LA BCC ravennate forlivese e imolese”, i rappresentati di Edera Ritmica Ssd di Ravenna e la responsabile provinciale di Cittadinanzattiva Hedda Forlivesi, nonché, per l’Azienda, il responsabile della rete antalgica dell’Ausl Romagna dottor Massimo Innamorato, il dottor Paolo Tarlazzi della direzione sanitaria dell’Ospedale di Ravenna, la dottoressa Elisabetta Montesi responsaile fundrising per l’Ausl Romagna e la dottoressa Patrizia Barattoni curatrice di un evento a supporto della raccolta fondi.

La campagna, della durata di 90 giorni, sarà infatti scandita da una serie di iniziative di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini, le aziende, la società civile, al fine di perseguire l’obiettivo di raggiungere la somma di diecimila euro, necessaria per l’acquisizione. Il primo evento è previsto già per martedì 11 dicembre al Teatro Rasi di Ravenna alle ore 21 con una serata di danza ritmica organizzata da “Edera Ritmica Ssd” (si veda anche l'allegata locandina).

Si potranno donare anche piccole cifre, e a seconda della donazione vi saranno anche piccole premialità. Partner della campagna sono “LA BCC ravennate forlivese e imolese” e le associazioni “Cittadinanzattiva TDM” e “Parkinsoniani” sezione ravennate. "Qualora non di dovesse raggiungere l'obiettivo le somme donate saranno restituite - ha spiegato la dottoressa Montesi - questa è garanzia di serietà del progetto, e allo stesso tempo uno sprone a tutti ad essere solidali".

L’apparecchiatura. Si tratta di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che può essere utilizzata per i pazienti affetti da alcune determinate tipologie di dolore cronico e che sarà collocata presso l’ambulatorio di Antalgico dell’Ospedale di Ravenna diretto dal dottor Massimo Innamorato (responsabile rete Terapia Antalgica dell’Ausl Romagna). La tecnica è denominata stimolazione transcranica a corrente diretta continua (“tDCS”); è nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, ed é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi).

E’ una tecnica molto “giovane”, ma molti studi la indicano come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia in altre patologie cronico degenerative, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere gli effetti più stabili e duraturi. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

“Visto che la solidarietà è contagiosa, contiamo sulla generosità di tutti i ravennati e romagnoli anche approfittando del proficuo periodo delle Festività natalizie – commenta il dottor Innamorato -. Anche se la campagna durerà tre mesi e quindi ci sarà tempo fino a marzo per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo”.

“Siamo molto felici di partecipare ad iniziative come questa, che anche per noi è sperimentale. D’altra parte collaborare con progetti a livello del territorio di riferimento è nella nostra mission aziendale” ha a sua volta detto il dottor Pesaresi de “LA BCC”.

La signora Forlivesi ha a sua volta evidenziato che "faremo anche noi sensibilizzazione per la buona riuscita della campagna".

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Piena collaborazione, integrazione di competenze professionali e sinergie volte al miglioramento costante dei servizi offerti al cittadino hanno consentito di portare a termine con successo una donazione multiorgano, a cuore fermo, da un paziente ricoverato presso la Rianimazione dell’ospedale “Morgagni - Pierantoni” di Forli.

“A fronte di una condizione irreversibile di un uomo con gravissime lesioni cerebrali – spiegano gli operatori - con grande generosità e altruismo i familiari avevano manifestato ai medici il desiderio di donare gli organi ma essendo in questo caso possibile effettuare il prelievo una volta sola, sopraggiunto l’arresto cardiaco irreversibile, si è reso necessario organizzare in tempi strettissimi un trasferimento del paziente presso l’ospedale di Cesena, unica sede al momento, in Romagna in grado di portare a termine con successo un prelievo d’organi da donatore a cuore fermo.”

 

A questo punto, mantenendosi in costante contatto fra loro, le Direzioni Mediche e i sanitari delle Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Forlì e Cesena sono riusciti a garantire il prelievo di organi, avvenuto presso l’Ospedale di Cesena, “con la messa in atto di complesse tecniche di circolazione extracorporea” .

In questi casi particolari, occorre infatti mantenere una funzione d’organo in assenza di una normale circolazione di sangue, che è invece presente nei casi di morte cerebrale con attività cardiaca ancora valida.

La donazione di organi e tessuti a cuore fermo costituisce una promettente opportunità, volta ad aumentare gli organi disponibili per il trapianto, ma è molto complessa da realizzare e solo pochi grandi centri in Italia sono riusciti a metterla in atto con successo. In meno di due anni a Cesena sono stati portati a termine con successo sette casi di questo tipo.

“Il percorso realizzato dagli Ospedali di Forlì e Cesena apre una prospettiva nuova, riproducibile a livello nazionale – concludono gli operatori - che potrebbe portare ad un considerevole aumento di questa tipologia di donazione e conseguentemente contribuire a ridurre finalmente le liste di attesa per il trapianto. Un ringraziamento particolare va rivolto anche alle direzioni infermieristiche, Unità Operativa di Chirurgia Vascolare e Radiologia Interventistica di Cesena e alla collaborazione stretta attuata con il CRT , il Centro Regionale Coordinamento Trapianti”.

 

 

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L'infermiera Raffaella Fuzzi, in servizio presso l'Unità Operativa di Senologia di Forlì, diretta dalla dottoressa Annalisa Curcio, è stata nominata in questi giorni vicepresidente dell'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society).

L'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society) è una società scientifica aperta a quanti si occupano di accessi vascolari ed alla collaborazione con altre società scientifiche ed associazioni di pazienti. E' stata fondata nel 2015, a Roma, ed ha come principale obiettivo la salvaguardia del patrimonio venoso dei pazienti.

"La società - spiega la dottoressa Marta Mengozzi , responsabile del PICC (Peripherally Inserted Central Catheters) Team forlivese - è stata costituita allo scopo di implementare la professionalità degli operatori e migliorare lo stato di salute e la qualità di vita del paziente, mediante lo sviluppo della buona pratica clinica nel campo specifico dell'accesso vascolare. Per fare questo IVAS organizza e gestisce corsi di informazione/formazione professionale, e contribuisce alla promozione della ricerca scientifica."

"Fra i soci fondatori provenienti da tutta Italia - prosegue la dottoressa Mengozzi - annoveriamo anche il dottor Secondo Folli, già primario a Forlì, e l' infermiera Raffaella Fuzzi, inoltre, fra i primi iscritti alla società, ci sono stati i componenti del PICC team forlivese. "

Ma in cosa consiste l'attività del PICC TEAM ?

Il PICC è un sistema venoso centrale inserito per via periferica, destinato ad un utilizzo sia continuo che discontinuo, per un periodo di tempo di norma compreso tra una settimana e tre mesi. Il PICC consente quindi tutti gli utilizzi tipici dei cateteri venosi centrali ma rispetto a questi, presenta i seguenti vantaggi: evita il rischio di complicanze meccaniche alla inserzione, tipico della puntura venosa centrale diretta, ha unbasso rischio di complicanze batteriemiche, un minor rischio di trombosi venosa centrale; può essere posizionato da personale medico o infermieristico adeguatamente addestrato, non necessita di competenze di tipo anestesiologico o chirurgico; può essere utilizzato anche in modo discontinuo, senza aumentare il rischio di complicanze ostruttive o infettive. Il PICC team è costituito da una squadra di infermieri e medici, specificatamente addestrati, che provvedono al posizionamento del dispositivo vascolare Picc.

"Forlì è stato fra i i primi ospedali in Italia, nel 2006, a costituire un PICC team - spiega la dottoressa Mengozzi - Seppure fra mille difficoltà, c'è sempre stato un grande interesse ed entusiasmo da parte nostra nei confronti di questi argomenti ed è sempre stata presente una buona attività da parte di vari gruppi di impiantatori di accessi vascolari all'interno dell'ospedale, per offrire ai pazienti più opportunità possibili."

E a coronare questo impegno, al 2° Congresso Nazionale IVAS, che si è svolto a Milano il 24 e 25 maggio scorso, è arrivata la nomina come vicepresidente all'infermiera forlivese Raffaella Fuzzi.

Al convegno era presente un'ampia rappresentanza dell'Ausl Romagna, in particolare dall'ospedale di Forlì , la dottoressa Marta Mengozzi medico di Chirurgia Toracica e responsabile del PICC team, Raffaella Fuzzi, infermiera di senologia e del PICC team, Massimiliano Mengozzi, infermiere di anestesia e del PICC team, il dottor Stefano Gaetani, medico referente per gli accessi vascolari per la rianimazione ed anestesia, Valentino Rambaldi, infermiere di anestesia e infine il dottor Sergio Spiezia, medico del Pronto Soccorso/Medicina d'urgenza, esperto di accessi vascolari.

"Siamo molto soddisfatti della nomina di Raffaella Fuzzi - conclude la dottoressa Mengozzi - che rappresenta per noi un grande riconoscimento ed un grande onore. Ovviamente ci impegniamo ad aiutarla e a svolgere questo compito nel migliore dei modi, cercando anche di costruire insieme un altro " sogno nel cassetto" , la costituzione del Vascular Access Team.

(Raffaella Fuzzi, neo vicepresidente, è la quinta a sinistra nella foto)

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Continua l’impegno scientifico dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione di Forlì, diretta dal Dr. Stefano Maitan. E anche questa volta il tema é la terapia del dolore, per la quale l’Unità Operativa riceve da diversi anni riconoscimenti e partecipazioni prestigiose.

Il dottor Emanuele Piraccini, responsabile dell’Ambulatorio di Terapia del Dolore dell’Ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlí , presenterà al congresso internazionale del World Institute of Pain (WIP), che si terrà a Dublino (Irlanda),  dal 9 al 12 Maggio, il lavoro scientifico 'The Use of Sonographic Guidance in Caudal epidural steroid injections’, che espone i vantaggi dell’utilizzo combinato delle tecniche ecografiche e radiologiche per eseguire infiltrazioni epidurali con una minor radioesposizione per i pazienti e gli operatori.

La ricerca é stata selezionata come uno dei migliori lavori provenienti da tutto il mondo tra i vari professionisti che si occupano, a qualunque livello, di terapia del dolore. Verranno presentati studi svolti da anestesisti, algologi, neurologi, fisiatri, ortopedici, neurochirurgi, reumatologi ed altri specialisti coinvolti nello studio e nel trattamento del dolore, inclusi biologi, fisioterapisti e psicologi.

"Questo lavoro scientifico è frutto della collaborazione in ambito clinico con il centro di terapia del dolore dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena, che prosegue nell’ottica di ottimizzare la rete di terapia del dolore dell’AUSL Romagna -spiega il dottor Piraccini - La forte motivazione del gruppo di medici anestesisti  con uno specifico interesse in terapia del dolore che, oltre al sottoscritto, si occupano della gestione di pazienti affetti da dolore cronico, il Dr. Daniele Bellantonio, la dottoressa Morena Calli, il dottor Armando Criscuolo, il dottor Vinicio Dima, la dottoressa Ilaria Scaioli e il dottor Marcello Zoli e del gruppo di infermieri selezionato all’interno del gruppo di professionisti della Rianimazione, coordinati da Susanna Marocchini, cioè Sabrina Canali, Linda Dal Pozzo, Cristina Minardi, Rosanna Spadola, Cristina Turron, ha permesso in questi anni all’ambulatorio di crescere, sia in termini qualitativi che nel numero di ore settimanali dedicate alle Terapia del dolore.Ricordiamo che l’ambulatorio del dolore,  che si trova presso l'Ospedale di Forlì, nel Padiglione Morgagni, piano 1,  è strutturato in un servizio di terapia antalgica per pazienti esterni all'Ospedale e per il monitoraggio del dolore di difficile gestione nei reparti ospedalieri. Per informazioni ci si può rivolgere allo 0543/ 735130 ."

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All’ospedale Bufalini di Cesena è stata effettuata nei giorni scorsi una nuova donazione di organi a cuore fermo da un paziente deceduto, per il quale la famiglia aveva generosamente espresso la volontà di donare gli organi. Sono stati prelevati fegato e reni.

Per l’ospedale cesenate, recentemente individuato dalla Regione quale Centro promotore dell’estensione del programma regionale “Cuore fermo ER” in altre Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, è il quarto prelievo multiorgano portato a termine con successo con questa tecnica complessa e ancora rara in Italia.

La procedura è stata resa possibile grazie alla collaborazione fra l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini diretta dal dottor Vanni Agnoletti e quella di Anestesia e Rianimazione che afferisce al Dipartimento Cardio-toraco-vascolare del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna ed è diretta dal Prof. Guido Frascaroli.

Le operazioni, coadiuvate dal Centro Regionale Trapianti diretto dalla dottoressa Gabriela Sangiorgi, hanno visto il coinvolgimento di una decina di medici delle equipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare di Forlì Cesena diretta dal dottor Giorgio Ubaldo Turicchia  e dell’Unità Operativa di Radiologia di Cesena, diretta dalla dottoressa Emanuela Giampalma, e del personale infermieristico coordinato dalla dottoressa Paola Ceccarelli.

“Questo risultato – afferma il dottor Agnoletti -  è stato ottenuto grazie allo stretto rapporto di collaborazione tra il centro cesenate e quello bolognese che da anni partecipano con successo al programma regionale sulla donazione e trapianti di organi. Un grazie speciale va al Centro Regionale Trapianti che, come sempre, ha fornito competenza e disponibilità per il buon esito del prelievo”.

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Nuovi trapianti grazie a una nuova donazione a cuore fermo in Emilia-Romagna. La donazione ha avuto luogo all’Ospedale Bufalini di Cesena, mentre un rene e il fegato sono stati trapiantati al Policlinico di Sant’Orsola, a Bologna. Una procedura complessa, ancora rara in Italia, che richiede un’altissima efficienza di tutta la macchina organizzativa, coordinata dal Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna, per poter arrivare ad una conclusione positiva come in questo caso.

Il donatore a cuore fermo era un paziente deceduto per cause naturali, per il quale la famiglia aveva generosamente espresso la volontà di donare gli organi. Secondo la normativa italiana dopo l’arresto cardiocircolatorio occorre aspettare 20 minuti (negli altri Paesi europei si va dai 5 ai 10

minuti) prima di compiere qualsiasi tipo di intervento. Trascorso questo periodo gli organi vengono perfusi e raffreddati, poi prelevati e trasferiti nel centro che eseguirà il trapianto all’interno di una macchina a perfusione fredda.

Tutta questa procedura ha coinvolto decine di professionisti dell’Ospedale Bufalini di Cesena, in particolare le Unità operative di Anestesia e Rianimazione diretta dal dottor Vanni Agnoletti, Radiologia diretta dalla dottoressa Emanuela Giampalma e Chirurgia Vascolare, diretta dal dottor Ubaldo Turicchia, col fondamentale apporto del personale infermieristico di sala operatoria diretto dalla Coordinatrice Maria Assunta D’angelo e dalla Dr.ssa Paola Ceccarelli della Direzione Infermieristica e Tecnica. Tutte le procedure sono state attuate sotto la guida del Coordinatore locale dottor Andrea Nanni e dell’Infermiera di Coordinamento Manila Prugnoli.

“Siamo riusciti a ‘salvare’ questi organi – spiega il dottor Vanni Agnoletti, direttore dell’Anestesia e Rianimazione del Bufalini – grazie a un utilizzo avanzato, mirato e multidisciplinare delle innovative apparecchiature recentemente acquisite per il supporto extracorporeo della respirazione, da applicarsi nei casi di gravissima insufficienza respiratoria per i quali la sola ventilazione artificiale non è sufficiente, alla collaborazione delle altre unità operative e alle competenze particolarmente avanzate di alcuni medici come il Dr Emiliano Gamberini, il Dr Marco Benni e il Dr Alessandro Circelli. In questo modo è stato possibile, negli ultimi 14 mesi, sottoporre a prelievo di organi a cuore fermo tre pazienti deceduti per arresto cardiaco”. 

Al Sant’Orsola il trapianto di fegato è stato eseguito dal professor Matteo Cescon, che dal primo gennaio sarà responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia generale e dei trapianti. I trapianti di rene sono stati eseguiti invece dal dottor Matteo Ravaioli e dal dottor Massimo Del Gaudio. Gli interventi hanno coinvolto anche gli altri medici del reparto, il personale infermieristico, l’equipe di anestesisti guidati dal dottor Antonio Siniscalchi, dell’Unità operativa di Terapia intensiva del professor Faenza.

“La qualità degli organi – spiega il professor Cescon – viene monitorata costantemente attraverso esami di laboratorio e biopsia, che otteniamo in tempo reale grazie al sostegno dell’Anatomia patologica, a disposizione 24 ore su 24. In Italia è una tecnica ancora poco utilizzata ma i risultati sono confortanti e stiamo cercando di migliorare ancora gli standard esistenti. Si tratta comunque di ‘organi marginali’ che possono essere trapiantati solo in pazienti in buone condizioni generali”. Per i due pazienti trapiantati al Sant’Orsola la prognosi potrà essere sciolta solo 72 ore dopo l’intervento, ma si registra per ora una buona risposta funzionale degli organi.

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