Coronavirus, prosegue la pianificazione per gli ospedali

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Il Direttore generale Ausl Romagna Marcello Tonini Il Direttore generale Ausl Romagna Marcello Tonini

Al fine della massima diffusione, si condivide la comunicazione della Regione Emilia Romagna relativa ai piani di attivazione di posti letto e presidi per i pazienti affetti da Covid 19 e, in generale, per lo svolgimento dell’attività clinico sanitaria nel suo insieme.

“Il piano messo a punto dalla Regione – come ribadito ieri sera dal Commissario, dottor Sergio Venturi e dal Presidente della Regione Stefano Bonacini - prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità)”.

Sulla scorta di questa pianificazione, la Regione ha al momento individuato, per la realtà romagnola, due possibili “Covid Hospital”, e cioè l’ospedale “Ceccarini” di Riccione e l’Ospedale “Umberto I” di Lugo, in quanto dotati delle caratteristiche previste per questa destinazione. L’Ausl Romagna ha a sua volta realizzato la necessaria pianificazione, in modo da attivarla non appena e qualora ve ne sia la necessità. Cioè, come riportato dalla Regione, qualora si giunga al “livello 5” dell’occupazione di posti letto.

Per un ospedale essere utilizzato come “Covid Hospital” non significa “perdere” tutti gli altri servizi rivolti alla cittadinanza,  come ad esempio il pronto soccorso, bensì dedicare spazi appositi, isolabili, con relative dotazioni di personale, per pazienti con coronavirus.

Ancora una volta si coglie l’occasione, per esprimere stima e gratitudine a tuttii gli operatori per la professionalità e lo spirito di abnegazione che stanno dimostrando. Dentro gli ospedali come sul territorio e all’Igiene pubblica. La Direzione è ben conscia delle difficoltà che stanno affrontando, ed è al lavoro, con la stessa intensità, facendo tutto il possibile per facilitare la loro preziosa opera. E’ importante, in questo momento, stare uniti, cooperare ognuno dal suo “posto di combattimento”.  Non ci siano timori rispetto al fatto che tutto sarà riconosciuto con equità e giustizia, e che ci sarà il momento giusto per farlo. Speriamo presto. Rispetto alla quantità dei dispositivi di protezione a disposizione, che costringe ad utilizzarli con grande parsimonia, la Direzione è al lavoro, in ogni modo possibile, per acquisirne di ulteriori, e alcune “piste” di ricerca potranno dar a breve risultati importanti.

Avanti insieme.

Letto 913 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Marzo 2020 12:40
a cura della

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