Ospedale di Faenza, percorso di umanizzazione dell'Oncologia grazie al Liceo Artistico Torricelli Ballardini

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Il taglio del nastro Il taglio del nastro

Nell’ambito sanitario il termine “Umanizzazione” assume un significato molteplice, e che può essere tradotto con i concetti di “accoglienza”, “ospitalità”, “comprensione”, “informazione”.

L’umanizzazione va intesa come l’insieme dei comportamenti acquisiti e fatti propri dal Sistema Sanitario per fornire un servizio rispettoso delle esigenze relazionali delle persone che vi accedono, senza trascurare gli aspetti organizzativi, burocratici e strutturali.

L’efficacia del sistema salute è inoltre fortemente legata alla qualità delle relazioni umane che si stabiliscono tra i professionisti e gli utenti nel processo di cura.

Al fine di minimizzare e ridurre la diffusione di SarsCov2 si è reso indispensabile ripensare e ridefinire i processi organizzativi ed assistenziali, gli spazi e l’articolazione delle diverse attività sanitarie, all’interno dell’Oncoematologia del PO di Faenza: è stato necessario selezionare gli accessi dei pazienti che accedono al Day Hospital – Day Service e regolamentarne le presenze, al fine di garantire la massima sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.

Con il coinvolgimento e la sinergia della Direzione Sanitaria di Presidio, della Protezione Civile, dell’Ufficio Tecnico e di altri organi competenti, è stato attivato un percorso alternativo di “presa in carico” dei pazienti, posizionando un “gazebo” mobile all’interno del cortile interno “San Giuliano”, allestito per garantire un percorso di triage rapido e differenziato degli accessi al Servizio da parte degli utenti con patologia oncoematologica, cio’ a tutela delle norme di prevenzione volte ad impedire la diffusione del virus. A fianco del “gazebo” è stato posizionato un pre-fabbricato di circa mq 4x2,5 utile a ricollocare la postazione di accettazione dei pazienti che afferiscono al DH – Day service.

Tali pazienti, terminata la fase di accoglienza – presa in carico, potranno attendere all’interno del gazebo dove verrà realizzata una sala di attesa, grazie all’installazione di un impianto di riscaldamento ad irraggiamento.

E’ stato ritenuto prioritario intervenire sulla “percezione degli spazi” allo scopo di rendere confortevole ed adeguata all’elevato livello assistenziale proposto, la zona di accoglienza ritenuta come il “biglietto da visita” dell’Unità Operativa.

Con il coinvolgimento del Liceo Artistico Torricelli Ballardini, grazie alle azioni di pittura collettiva curate dagli studenti coordinate dai professori, si è provveduto a cambiare il volto al prefabbricato, sia esternamente che al suo interno, trasformandolo in un setting di accoglienza piu’confortevole, proponendo l’applicazione di discipline grafiche pittoriche che, nell’ambito del linguaggio artistico, richiamano serenità.

La dimensione psicosociale, emotiva, relazionale della malattia risulta strettamente correlata alla dimensione medica: ed infatti è stato dimostrato che influenza molteplici aspetti quali i sintomi, la capacità di affrontare la malattia, il coinvolgimento decisionale del paziente, il suo grado di soddisfazione e l’adesione terapeutica.

Ai pazienti che accederanno al locale di accoglienza posto nel cortile interno San Giuliano un giorno alla settimana (ogni lunedì) verrà consegnato un questionario di gradimento (in allegato) per coinvolgerli attivamente in tale progetto ed ottenere cosi’ da loro un feed-back utile nell’individuare  eventuali azioni di miglioramento da mettere in campo al termine della sperimentazione stessa.

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